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Verifiche su stile di vita Minetti e sentenza di adozione: per i media uruguaiani è “altamente irregolare”

La Procura generale di Milano continua a indagare sulla sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, ma anche sullo stile di vita dell’ex igienista dentale di Berlusconi. La donna ha ottenuto la grazia dal Presidente della Repubblica dopo essere stata condannata in via definitiva a 3 anni e 11 mesi per il processo Ruby bis e per Rimborsopoli.
A cura di Annalisa Cangemi
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Nuovi sviluppi sul caso Minetti, dopo che il Quirinale ha chiesto due giorni fa chiarimenti al ministero della Giustizia guidato da Nordio circa "supposte falsità" nella domanda di clemenza avanzata dal dicastero, a seguito di un'istruttoria. I dati raccolti, a partire dai quali poi il Colle ha concesso la grazia all'ex igienista dentale, condannata a 3 anni e 11 mesi per il caso Ruby e per Rimborsopoli, a si sarebbero rivelati incompleti, stando a quanto ricostruito nei giorni scorsi dal Fatto Quotidiano.

Sulla base di quella documentazione la Procura generale di Milano aveva fondato il suo parere favorevole alla grazia, riconoscendo "una radicale presa di distanza dal passato deviante e di una seria e concreta volontà di riscatto sociale".

La richiesta di grazia, con la documentazione allegata, era stata presentata da Minetti lo scorso agosto. Per qualche mese poi era stata trattenuta negli uffici del ministero fino alla trasmissione, lo scorso dicembre, alla Procura generale per alcuni accertamenti ‘standard', indicati da via Arenula, e per un parere (non vincolante). A quel punto il fascicolo è passato di nuovo al vaglio del Guardasigilli, Carlo Nordio, sempre per una valutazione non vincolante. Il presidente Sergio Mattarella nella sua decisione, nel bilanciamento dei pro e dei contro, ha ritenuto prevalenti i profili "umanitari". Ora, dopo le inchieste del Fatto, si è reso necessario un supplemento di indagini e il ministero ha dato una delega in bianco alla Procura generale. Che ha coinvolto l'Interpol per le verifiche, in particolare in Uruguay e in Spagna, in quanto Minetti avrebbe vissuto e lavorato a Ibiza

Fonti vicine all'ex consigliera regionale hanno confermato che la donna negli ultimi sei anni si sarebbe divisa tra Italia e Uruguay con il compagno con cui ha adottato, con una procedura ordinaria di affidamento, un bambino affetto da una patologia seria. Minore sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico a Boston (Stati Uniti) e che necessiterebbe di assistenza costante.

Nuove verifiche sull'adozione del minore da parte di Minetti

Ora nel mirino della Procura generale di Milano, che ieri ha avviato nuove verifiche anche all'estero, ci sarebbe non solo lo stile di vita di Nicole Minetti, ma anche il certificato di adozione del bambino, che non sarebbe stato un orfano. Minetti aveva dichiarato che il minore era stato "abbandonato alla nascita": in realtà avrebbe una madre biologica in Uruguay, che risulta scomparsa nel febbraio del 2026.

Su questo aspetto oggi La Diaria di Maldonado, media uruguaiano locale della città di origine del bambino adottato da Nicole Minetti, cita una fonte vicina all'Inau – Istituto dei bambini e degli adolescenti – secondo cui l'adozione del bambino "è sempre stata considerata altamente irregolare".

Prima di esprimere il parere positivo sulla grazia, la Procura aveva già verificato l'assenza di indagini sull'ex consigliera regionale al di fuori dell'Italia. "Dalle verifiche fatte non risultano procedimenti a suo carico" in Uruguay spiega una fonte, "ora sarà l'Interpol a verificare se in qualche cassetto di qualche sperduto commissariato spunterà qualcosa". Gli inquirenti erano a conoscenza sia dei suoi spostamenti in Uruguay, dove si è verificata l'adozione che ha facilitato la concessione della grazia "per motivi umanitari", che negli Stati Uniti dove il bambino ha appunto subito un delicato intervento chirurgico. Mentre risulterebbe sconosciuta la presunta presenza di Minetti a feste in Spagna. "Faremo altre verificare, come ci viene chiesto". Ieri, la stessa Minetti ha ribadito "di non essere mai stata indagata, né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".

Oggi il quotidiano Libero pubblica un documento datato 19 luglio 2024 del Tribunale dei minori di Venezia con cui si dichiara"efficace" in Italia l'adozione del figlio di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, già certificata nel febbraio del 2023 dal tribunale uruguayano di Maldonado. Il documento, che Libero pubblica sulle sue pagine, riporta il "presupposto che il minore" in questione "si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale".

Nel decreto, pubblicato dal quotidiano, si legge che Minetti e Cipriani "sono stabilmente conviventi da oltre cinque anni" e che "vivevano ininterrottamente da oltre due anni in Uruguay al momento dell'adozione" ma soprattutto che il minore per cui chiedevano di riconoscere l'adozione "si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita". Dunque, secondo l'interpretazione di Libero, "se c'è stato un errore nella concessione della grazia all'ex consigliera regionale lombarda di Forza Italia questo non è ascrivibile al Ministero della Giustizia o al Quirinale".

È proprio a partire da questa documentazione ufficiale infatti che lo scorso 9 gennaio la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano ha espresso "parere favorevole" all'istanza di grazia. Libero e il Messaggero riportano poi il documento della Procura generale della Repubblica di Milano, firmato dal sostituto procuratore Gaetano Brusa, con cui viene espresso il parere favorevole alla grazia per Minetti. Nel documento si legge che tra i motivi addotti dalla stessa Minetti, oltre alla giovane età in cui era stata coinvolta nelle vicende e al successivo cambiamento di stile di vita, c'è anche la "costituzione di un nucleo famigliare" e "l'adozione di un minore con gravi problemi di salute". Questo, si legge ancora, "trova riscontro nella documentazione" ed è "indicativo di una radicale presa di distanza dal passato deviante e di una seria e concreta volontà di riscatto sociale".

E ancora: "La regolarità della condotta tenuta da Minetti nel corso degli anni successivi conferma come la spinta criminale abbia avuto origine in condizionamenti esterni, ormai esauriti e dai quali la condannata ha dimostrato di essere a oggi persona impermeabile", conclude il documento riportato dai due quotidiani.

Il giallo degli ospedali italiani: i legali dicono che Minetti contattò privatamente medici di fiducia

Lo stile di vita di Minetti, eventuali indagini e procedimenti penali a carico dell'ex igienista dentale di Berlusconi, la veridicità della sentenza di adozione non sono gli unici punti oscuri della vicenda: altra questione da approfondire è quella delle cure mediche necessarie per patologia di cui soffrirebbe il minore. Nell'istanza di grazia concessa all’ex igienista dentale si specifica che già nel 2021 Minetti aveva portato il bambino negli Stati Uniti per un delicato intervento chirurgico al Boston Children's Hospital, dopo due pareri contrari all'operazione del San Raffaele di Milano e dell'ospedale di Padova. L'istanza firmata dai legali di Minetti specifica che l'intervento a Boston non sarebbe stato risolutivo, tanto che all'ultimo controllo del 16 aprile 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni.

Ieri però i due ospedali hanno smentito la versione di Minetti, sostenendo di non aver mai avuto in cura il bambino. Oggi gli avvocati di Minetti hanno fornito un'altra ricostruzione: la donna, insieme al compagno Giuseppe Cipriani, non avrebbe seguito i canali ‘ufficiali', ma si sarebbe rivolta direttamente ai professionisti di sua fiducia e che conosceva per ottenere un parere medico sulle situazione di salute del bambino adottato. Il chiarimento, da quanto si apprende, sarebbe stato fornito dai legali della ex igienista dentale alla Procura generale che sta effettuando indagini integrative. Dunque, pur non essendo in dubbio che il bimbo sia stato operato a Boston e abbia bisogno di cure costanti, gli ospedali di Padova e il San Raffaele, a differenza della documentazione allegata alla richiesta di clemenza, hanno smentito di avere nei loro database qualsiasi riferimento del bimbo. Punto, questo, che pur non essendo centrale nella vicenda, è stato chiarito: la coppia Minetti-Cipriani avrebbe chiesto direttamente un consulto a specialisti di propria conoscenza.

Intanto secondo quanto apprende Fanpage.it la onlus milanese presso cui prestava servizio di volontariato Minetti, facendo attività di doposcuola, ha sospeso il suo incarico, alla luce del caso politico appena scoppiato.

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