Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte continua a tirare fendenti all'indirizzo di del vicepremier leghista Matteo Salvini. Dopo aver smentito le dichiarazioni del ministro degli Interni sul caso dei presunti finanziamenti russi alla Lega, il premier sottolinea oggi l'inopportunità della presenza dell'ex sottosegretario Armando Siri al tavolo del Viminale con le parti sociali, in cui si discute di flat tax. Lo scorso 8 maggio era stato proprio Conte a revocare l'incarico al sottosegretario ai Trasporti leghista.

Armando Siri ha illustrato questa mattina la proposta del Carroccio sulla ‘tassa piatta', da lui ideata, ipotizzando un'aliquota al 15% per redditi fino a 55mila euro. Ma per il premier Conte il responsabile economico della Lega non sarebbe stato titolato a intervenire.

"Se siamo nella logica di un incontro di partito, ci sta bene la presenza di Siri, se siamo nella logica di un incontro governativo, allora la presenza di Siri non ci sta bene", ha detto il premier, commentando l'incontro organizzato da Salvini, verso il quale nei giorni scorsi non aveva nascosto la sua irritazione. "La manovra economica viene fatta qui, dal ministro dell'Economia e tutti i ministri interessati, e non si fa altrove, non si fa oggi. I tempi, e tengo a precisarlo, li decide il Presidente del Consiglio, sentiti li altri ministri, a partire da quello dell'Economia. I tempi non li decidono altri", ha detto ancora parlando con i cronisti, fuori da Palazzo Chigi. E ancora: "Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa dettagli di quella che ritiene che debba essere la manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale". 

Tra l'altro, spiegano da Palazzo Chigi, da oltre due settimane Conte chiede alla Lega di dare i nomi dei delegati che dovrebbero rappresentarla ai tavoli sulla manovra (sono 5 tavoli, tra cui anche quello sulla riforma fiscale), ma dal Carroccio non avrebbero ancora indicato questi delegati. Salvini aveva tagliato corto: "Non ci vogliamo sostituire a nessuno, ma siamo al governo ed è nostro dovere raccogliere i suggerimenti di chi rende l'Italia quello che è l'Italia". 

Ieri Palazzo Chigi ha smentito Salvini, che si era dichiarato totalmente estraneo sull'invito di Gianliuca Savoini alla cena con Putin. Come prova una mail pubblicata da ‘La Stampa', l'inserimento nella lista degli invitati di Savoini sarebbe stato richiesto esplicitamente dallo staff del ministro degli Interni tramite l'ex onorevole e collaboratore di Salvini Claudio D'Amico. Secondo alcuni retroscena Salvini si sarebbe sentito ‘scaricato' dal premier: "Respingo, non esiste. So che Salvini non l'ha detta, non l'ha pensata, non l'ha dichiarata. È stato assicurato. Non sta né in cielo né in terra. Quando è uscita la mia precisazione, uscita la sera, nel pomeriggio Salvini ovviamente è stato informato, anche tramite la sua portavoce, quindi era assolutamente una anticipazione che ho ritenuto fare a lui", ha spiegato Conte, che ha provato a minimizzare. Conte comunque ha ribadito che Salvini dovrebbe riferire alle Camere: " Perché no? Noi crediamo nella trasparenza nei confronti dei cittadini in ogni sede, in tutte le occasioni, in primis in Parlamento, le sedi giuste per onorare questa linea guida".