Proteste anche a Firenze per le nuove restrizioni introdotte dal governo. Circa 200 manifestanti sono stati bloccati nel centro storico poco prima delle 21. Partecipavano a un raduno non autorizzato in protesta contro l'ultimo Dpcm anti-Covid e sono stati fermati dalla polizia, schierata in reparto antisommossa. "Noi non siamo fascisti, siamo lavoratori", hanno gridato i manifestanti. E ancora: "Vogliamo lavorare", "Siamo alla fame". Molti negozi del centro storico hanno sbarrato le vetrine. Alcuni manifestanti avrebbero lanciato vari oggetti, tra cui bottiglie di vetro, contro le forze dell'ordine che hanno risposto con una carica lungo via Calzaioli, respindengo i manifestanti.

Un gruppo di manifestanti è stato respinto dalla polizia in piazza Santa Maria Novella. Secondo le prime ricostruzioni, alcune persone stavano cercando di dirigersi verso piazza della Signoria quando sono state respinte dagli agenti, che hanno utilizzato gli scudi antisommossa. I manifestanti, comunque, sarebbero divisi in almeno tre gruppi in diverse zone della città. Il più numeroso è appunto quello composto da circa 200 persone in piazza Duomo, tenuto sott'occhio dalle forze dell'ordine. Un altro gruppo è stazionato in via Calzioni, all'ingresso di piazza della Signoria, bloccato da un cordone di agenti.

In giornata l'iniziativa era stata pubblicizzata sui social con un volantino intitolato "Fate girare Firenze". Dopo le proteste viste a Napoli, Roma, Milano e Torino, anche a Firenze un corteo ha manifestato contro le restrizioni messe in campo dal governo per frenare la curva di coronavirus. "Non si esclude che la manifestazione possa divenire occasione per dar luogo a momenti di tensione con il compimento di atti vandalici da parte dei manifestanti e di elementi estranei alla protesta", ha scritto in un'ordinanza il questore Filippo Santarelli. Ieri si è riunito anche il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica con il prefetto Laura Lega, il sindaco Dario Nardella e i vertici delle forze dell'ordine. Il primo cittadino di Firenze aveva commentato: "Firenze è città aperta e democratica ma io non accetto che la mia città venga messa a ferro e fuoco da un manipolo di neofascisti che vogliono usare la disperazione e la rabbia della gente".

I sindacati invece hanno chiesto ai settori e ai lavoratori colpiti di partecipare solo alle manifestazioni autorizzate, come quella di stamattina dei lavoratori dello spettacolo: "Altrimenti si potrebbe concretizzare il rischio che la rabbia e la frustrazione siano utilizzate da chi vuole compromettere la tenuta democratica del nostro Paese", ha detto la segretaria generale della Cgil Paola Galgani.