Elezioni a Fermo, il Cdx spaccato punta su Leonardo Tosoni (FdI): “Decoro urbano e sicurezza le priorità”

Alle prossime elezioni comunali di Fermo, in programma domenica 24 e lunedì 25 maggio, il centrodestra sostiene la candidatura a sindaco di Leonardo Tosoni. Avvocato trentenne, Tosoni rivendica con fierezza, in un’intervista a Fanpage.it, di aver “ricostruito veramente il centrodestra in città”. Alla sua coalizione, però, manca un pezzo: Forza Italia. Gli azzurri del capoluogo marchigiano hanno infatti scelto di correre senza simbolo a sostegno di un altro candidato e, come ricorda lo stesso Tosoni, “nelle recenti tornate elettorali in provincia hanno sempre scelto il centrosinistra: c’è questa anomalia”.
Il candidato di Fratelli d’Italia punta a rendere Fermo “protagonista” all’interno della provincia, attraverso “un metodo amministrativo votato all’umiltà, al realismo, alla capacità di confrontarsi con tutti e che rifiuta le risse continue”. L’obiettivo più ambizioso, spiega, è “far tornare le persone a partecipare e a interessarsi alla politica”.
Il significato di una candidatura politica
Alle elezioni di domenica 24 e lunedì 25 maggio i cittadini di Fermo saranno chiamati a scegliere il successore dell'ex sindaco Paolo Calcinaro, che ha guidato il Comune per quasi dieci anni prima di diventare, alla fine del 2025, assessore regionale alla Sanità nella giunta di Francesco Acquaroli. Calcinaro aveva fatto del suo civismo un punto forte della sua giunta, salvo poi passare tra le fila del centrodestra. "Speravo di costruire un fronte comune – confessa Leonardo Tosoni – composto dai civici e dai partiti, ma non è stato possibile". Tra le liste a sostegno del candidato sindaco, quindi, ci sono prevalentemente cittadini tesserati: "Molte persone perbene e competenti hanno scelto di schierarsi sotto il simbolo di un partito, non pensavo che sarebbe stato possibile, è un'occasione per ricostruire il tessuto politico della città".
Il programma di Leonardo Tosoni
Tra i temi centrali della campagna elettorale fermana e del programma di Tosoni c’è il ruolo di Fermo come capoluogo di provincia. La separazione dal territorio di Ascoli Piceno e l’autonomia della città sono piuttosto recenti, parliamo del 2009, e secondo il candidato di centrodestra questo processo è ancora “incompiuto”: “Dobbiamo portare qui gli uffici e i servizi che spettano a un capoluogo di provincia e dare maggiore respiro alla città”. Per Tosoni questo cambiamento dovrebbe partire anche dal decoro urbano, “una parola poco poetica, ma che rappresenta il comune denominatore per il rilancio in tutti gli altri campi: commerciale, turistico, culturale e, ovviamente, della sicurezza”.
Su questo tema, il candidato di Fratelli d’Italia non punta il dito contro nessuno, ma sostiene che basterebbe “far sì che Fermo sia ordinata, pulita e accogliente per tutti, per far rifiorire quelle luci di socialità che possono migliorare l’intera città”. Per riuscirci, aggiunge, “dobbiamo mettere in dialogo i quartieri, prevedendo un aumento del trasporto pubblico locale, e fare in modo che questa sia una città sociale, che non lasci indietro nessuno e che abbia la dovuta attenzione per i disagi economici”.
Rilancio economico
Proprio sul tema dell’economia locale, Tosoni replica alla proposta della candidata del centrosinistra, Angelica Malvatani, di introdurre un salario minimo comunale di 9 euro per gli appalti pubblici. “Non condivido la proposta: la soluzione per migliorare le condizioni di vita dei cittadini è rafforzare il tessuto produttivo del territorio attraverso il rilancio economico”. Per farlo, il candidato di centrodestra punta sul dialogo con le istituzioni regionali e nazionali, anche in virtù della comune appartenenza politica. “Dobbiamo cercare un confronto con tutti i livelli istituzionali e dare al Comune il ruolo di facilitatore, aiutando le aziende a cogliere quante più opportunità possibili”.
Un dialogo istituzionale che, però, non si è ancora aperto con i leader nazionali. Tosoni afferma di non essere in contatto né con la premier Giorgia Meloni né con il leader della Lega, Matteo Salvini, ma rassicura: “Il supporto della Regione non manca, a partire dallo stesso presidente Acquaroli”.