“Stasi e Sempio, due strade parallele”: l’avvocata Aldrovani parla del processo di revisione su Garlasco

Nel dibattito riaperto attorno all’omicidio di Chiara Poggi, resta centrale il possibile rapporto tra il procedimento che vede indagato Andrea Sempio e l’eventuale richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi. Un tema che, secondo la difesa, non può essere considerato automaticamente sovrapponibile. A parlarne è l’avvocata Elisabetta Aldrovani, del team difensivo di Stasi.
Fanpage.it l’ha sentita oggi, 6 maggio, giorno in cui in Procura a Pavia si è svolto l’interrogatorio di Andrea Sempio, indagato nell’ambito del nuovo filone d’indagine sul delitto di Chiara Poggi. Il 38enne è arrivato in mattinata ed è rimasto negli uffici fino al primo pomeriggio, scegliendo di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nella stessa giornata è stato ascoltato anche Marco Poggi, fratello della vittima, sentito come testimone.
Nel corso dell’intervista, l’avvocata Aldrovani ha chiarito innanzitutto il proprio ruolo nel collegio difensivo di Stasi:
“Io mi occupo specificatamente dell'aspetto delle diffamazioni di cui Alberto Stasi purtroppo da anni è vittima a livello social e mediatico, soprattutto attraverso la stampa e i social”, spiega, sottolineando come una parte del lavoro della difesa riguardi la gestione delle ricostruzioni ritenute infondate che continuano ad attribuire a Stasi reati per i quali è stato definitivamente assolto.
Rispetto alla sua condizione attuale e alla sua esposizione pubblica, la legale aggiunge:
“Da un punto di vista relazionale riceve molta solidarietà, e questo lo conforta. È positivo, perché la dignità della persona va tutelata anche al fine del reinserimento sociale”, evidenziando come il tema della reputazione resti centrale anche dopo la condanna definitiva.
Il nodo principale dell’intervista riguarda però la possibile coesistenza tra il procedimento su Sempio e una futura richiesta di revisione della condanna di Stasi. Alla domanda sulla possibilità che i due percorsi si sviluppino nello stesso periodo, Aldrovani chiarisce:
“I due percorsi sono paralleli, nel senso che non necessariamente devono tra di loro coincidere”, spiegando che si tratta di piani giuridici distinti che non devono per forza sovrapporsi.
Entrando nel merito della revisione, la legale precisa i presupposti necessari:
“La revisione può essere chiesta solo in presenza di prove nuove, cioè elementi non conosciuti al momento del processo oppure rivalutazioni scientifiche o investigative che devono comunque assumere valore di prova nuova”, sottolinea.
In questo senso, l’eventuale apertura di un processo nei confronti di Sempio non comporterebbe automaticamente conseguenze sul piano della revisione:
“Se i motivi che possono portare alla revisione sono differenti da quelli che portano al processo per Sempio, allora sì”, afferma, ammettendo la possibilità di percorsi paralleli ma indipendenti.
Più in generale, Aldrovani evidenzia come si tratti di una situazione complessa e in divenire, legata agli sviluppi dell’inchiesta e alle valutazioni della Procura generale.
Infine, sul piano strettamente giuridico, ribadisce un principio centrale:
“Non è sufficiente una semplice rilettura delle risultanze probatorie o gli errori investigativi del passato: servono prove nuove e decisive”, conclude.
Ha collaborato Giorgia Venturini