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Carne sintetica, Lollobrigida difende il ddl che la vieta: “Italia non rischia procedura di infrazione”

Il ministro Lollobrigida dice che la Camera approverà presto il ddl che vieta la produzione e commercializzazione della carne sintetica. Secondo il ministro l’Italia non rischia una procedura di infrazione da parte dell’Ue.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida è convinto che l'Italia non subirà alcuna procedura di infrazione per il ddl che vieta la produzione e commercializzazione della carne coltivata.

"Siamo fermamente convinti che non vi sia ragione alcuna che possa giustificare l'apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea e, come sempre, attiveremo ogni azione utile a difendere in Europa le scelte del Parlamento italiano, poiché non c'è un solo valido motivo perché le Istituzioni europee possano decidere di contestare provvedimenti che garantiscono la tutela della salute dei cittadini e che salvaguardano l'economia", ha detto il ministro rispondendo a un'interrogazione del Question time alla Camera del Movimento 5 Stelle.

Lollobrigida ha quindi ricordato di "aver onorato l'impegno assunto nei confronti dei cittadini, presentando un disegno di legge in linea con i convincimenti del Governo, ma anche di tutte le istituzioni di governo italiane. Spetta ora al Parlamento italiano dare seguito all'azione del Governo approvando il disegno di legge".

Lo scorso luglio il Senato aveva dato il via libera al disegno di legge, approvato dal governo a fine marzo, che introduceva il divieto di produzione e commercializzazione della cosiddetta carne sintetica, prodotta a partire dalle cellule staminali di animali vivi. Il testo, approvato in commissione alla Camera, dovrebbe essere a breve discusso e approvato anche dall'Aula di Montecitorio: "Spero che il prossimo mese – ha detto il ministro – venga calendarizzata l'approvazione definitiva al divieto, così da avere garanzia rispetto alla volontà del popolo".

Qualche giorno fa Lollobrigida, replicando a un servizio di Report, aveva smentito l'ipotesi si un ritiro del ddl sulla carne sintetica: "È stata ritirata la notifica all'Ue, per rispetto nei confronti del lavoro del nostro Parlamento. Una procedura attivata in altre occasioni, non solo dall'Italia". In pratica l'esecutivo ha ritirato la notifica inviata alla Commissione Ue, con cui la informava del percorso per introdurre il divieto di commerciare e produrre la carne coltivata. Queste notifiche in genere servono alla Commissione Ue per valutare eventuali osservazioni da inviare agli Stati membri che potrebbero introdurre provvedimenti contrari alla normativa europea. In questo caso il rischio sarebbe quello di "ostacolare la libera circolazione delle merci", nel caso in cui in futuro il commercio di carne coltivata nello Ue fosse consentito. Interpellato da Il Foglio il ministero dell'Agricoltura ha confermato che la notifica sarà rinviata all'Ue dopo l'approvazione del disegno di legge alla Camera. Ed è questa tempistica che, secondo le opposizioni, esporrebbe l'Italia al rischio di incorrere in una procedura d’infrazione.

Riguardo al ritiro della notifica Tris – procedura che serve appunto a prevenire la creazione di barriere nel mercato interno dell'Unione Europea – sul divieto di commercializzazione, produzione, importazione ed esportazione di cibo sintetico, oggetto di un'altra interrogazione del gruppo Misto+Europa, Lollobrigida ha detto: "È vero che il governo italiano ha ritirato la notifica del disegno di legge avente ad oggetto il divieto di commercializzazione, produzione, importazione ed esportazione di cibo sintetico, ma non lo ha fatto perché la Commissione europea aveva adottato un parere contrario. Non esiste alcun atto ufficiale della Commissione europea rivolto al governo italiano che manifesti contrarietà alle disposizioni contenute nel disegno di legge, né, in realtà, si è avuto notizia di pareri di altri Stati".

"Il ritiro della notifica – ha proseguito – è stato fatto, dunque, motu proprio, per ragioni formali, ossia per consentire al Parlamento di svolgere in piena autonomia il proprio lavoro. Il disegno di legge è, infatti, stato presentato dal governo, ma la decisione di approvarlo è tutta del Parlamento".

"Se si vuole sapere se questa è una procedura anomala e se, dunque, questa scelta esporrà l'Italia ad una procedura di infrazione, dico che non lo è affatto", ha rimarcato il ministro, che ha poi ricordato: "Nel periodo dal 2016 al 2020, gli Stati membri hanno ritirato 217 progetti di regole tecniche, vale a dire provvedimenti di varia natura, per la maggior parte di carattere normativo, e solamente in 30 casi questo e' avvenuto in seguito all'adozione di un parere circostanziato da parte della Commissione. Ne risulta, insomma, che nella grande maggioranza dei casi, il ritiro della notifica è avvenuto quando ancora la Commissione non aveva adottato alcun parere. Proprio come nel caso del cibo sintetico".

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