Il premier Giuseppe Conte è intervenuto nell'Aula di Palazzo Madama per le comunicazioni in vista del Consiglio straordinario Ue, sul bilancio 2021-2027, affermando che "L'Italia non è disponibile ad accettare un compromesso ad ogni costo, anche se il saldo netto negativo diminuirà sensibilmente", parlando della proposta sul quadro finanziario pluriennale avanzata dal presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, e ricordando che il nostro Paese è un contributore netto. "Rispetto all'ambizione rilevata nel programma della commissione europea" guidata da Ursula von der Leyen, nella proposta Michel "resta poca traccia", ha spiegato.

"Il Parlamento non esiterebbe a bocciare un bilancio Ue inadeguato sulla svolta verde e sugli altri temi all'ordine del giorno", ha spiegato il presidente del Consiglio. "La proposta che il presidente Michel ha fatto circolare il 15 febbraio apporta alcuni, lievi, avanzamenti rispetto alla proposta fatta durante la presidenza finlandese" ma "resta comunque inadeguata" rispetto agli obiettivi dell'Unione. "Un vertice – ha ammesso il presidente del Consiglio – che si preannuncia complesso". E "la nostra posizione – ha assicurato – resta coerente con la risoluzione adottata da questo Parlamento nel dicembre scorso".

"Il nostro obiettivo – ha spiegato Conte – è duplice: da un lato, permettere all'Unione ed agli Stati membri di affrontare le grandi sfide di portata globale, a partire dall'accresciuta instabilità geopolitica, dalla competizione economica, dal cambiamento climatico, dalle migrazioni. Dall'altro lato, ci dobbiamo opporre ad un'idea di Europa ripiegata sugli interessi nazionali e dobbiamo piuttosto assicurare che ciascuno faccia la sua parte e che nessun cittadino europeo sia lasciato solo nell'affrontare queste sfide. L'Italia è consapevole di essere membro di una casa comune. Ci rendiamo conto che non tutte le nostre priorità possono essere condivise, ma non siamo disposti ad accettare, in nome di una rapida conclusione del negoziato, un bilancio europeo insufficiente per il futuro dei nostri cittadini. Saremmo infatti in presenza di una sconfitta – ha sottolineato il capo del Governo – non meramente di natura contabile, ma più squisitamente politica dell'idea di Europa e della sua capacità di offrire soluzioni e risposte".

Conte ha ricordato che con il prossimo quadro finanziario pluriennale, il ‘saldo' italiano passerà "da -0,27% del reddito nazionale lordo dell'Europa a 27, pari a circa 4,6 miliardi di contributo netto annuale, a -0,17% pari a circa 3 miliardi".