Silvio Berlusconi sta già pensando alle prossime elezioni politiche, nonostante al momento, dopo il fallimento dell'accordo sulla legge elettorale, manchino più o meno ancora 10 mesi alla naturale scadenza dell'attuale legislatura. Pochi giorni fa, infatti, lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato a Bloomberg che non ci sarebbero le condizioni per andare al voto anticipato e che dunque molto probabilmente l'Italia tornerà alle urne la prossima primavera, tra febbraio e aprile 2018. Nonostante questo dettaglio, però, Silvio Berlusconi sta già cercando i futuri candidati di punta per Forza Italia e, complice il fatto che non potrà scendere in campo di persona causa incandidabilità sancita dalla legge Severino (e il ricorso in Corte europea sembra arriverà a sentenza dopo le elezioni politiche italiane), ha svelato ad alcuni giornalisti di essere intenzionato a puntare su Sergio Marchionne, l'amministratore delegato del gruppo Fiat.

A colloquio con i direttori di Libero Quotidiano e il Tempo, Silvio Berlusconi ha annunciato "Per il centrodestra punto su Sergio Marchionne. Tra non molto gli scade il contratto negli Stati Uniti, e se ci pensate bene sarebbe l'ideale". Insomma, la dichiarazione non lascia spazio ad alcun dubbio, secondo il leader di Forza Italia Marchionne sarebbe un candidato presidente del Consiglio perfetto per il centrodestra italiano. Proseguendo, Berlusconi spiega a grandi linee il programma che intende proporre all'elettorato, programma che rispolvera i dettami della rivoluzione liberale del 1994 coniungandoli con un'impostazione un po' più socialisteggiante: "Flat tax al 20%, mille euro al mese di pensione per mamme e casalinghe. E poi niente più bollo auto a chi ha un'utilitaria o usa le quattro ruote per andare al lavoro".

"Come nel '94 sento di dovermi dedicare al Paese", spiega Berlusconi, sottolineando che attualmente il male da combattere non sarebbe più il comunismo, ma il Movimento 5 Stelle. "‘Ventitrè anni fa lo sbarco a Palazzo Chigi degli eredi del Pci che se l'erano apparecchiata bene l'ascesa al potere. Ora è l'incubo del MoVimento 5 stelle, e l'eventualità (oggi lontana, ma domani chissà) di un'alleanza con il Pd. Perché invece, lo dice esplicitamente, all'ipotesi di un accordo tra grillini e leghisti non ci vuole nemmeno pensare. ‘Sarebbe folle'", raccontano i cronisti di Libero Quotidiano e Il Tempo.