Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è a Venezia, dove si trova in seguito all’emergenza maltempo e all'acqua alta che ha sommerso il capoluogo veneto. E da lì, dopo la riunione tecnica, annuncia che domani il Consiglio dei ministri proclamerà lo stato d’emergenza. Per ora non è possibile quantificare i danni, spiega Conte sottolineando che si tratta di un’attività “che andrà fatta con un'istruttoria ad hoc. C’è stata avanzata richiesta dal governatore Zaia di dichiarare lo stato d'emergenza. Domani c’è un Consiglio dei ministri per così dire tecnico, molto limitato. Possiamo già dire che non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi in modo da dare segno di fattiva collaborazione da parte del governo”.

Conte annuncia: Ristoreremo danni anche per privati

Conte assicura che il governo è presente a Venezia, non solo fisicamente: “Siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell'Italia e dell'umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano”. Altro annuncio del presidente del Consiglio è quello riguardante i danni: come spiega Conte verranno ristorati anche quelli che hanno colpito i privati.

Venezia, per Conte il Mose va completato

Sul Mose il presidente del Consiglio non ha dubbi: “Siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93% dell'opera e guardando all'interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”. Nonostante sia un’opera “discussa”, su cui esiste “un dibattito politico e ci sono polemiche che si trascinano da anni”, il Mose va quindi completato. Anche perché, spiega ancora, “sono stati spesi tantissimi fondi, con tante polemiche alle spalle e scandali”.

Conte inoltre comunica, insieme al ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, che è prossima la convocazione del Comitatone per la salvaguardia di Venezia: "Questo incontro ha coinvolto il presidente Zaia, il sindaco e i rappresentanti istituzionali. Li metteremo intorno a un tavolo per le decisioni finali. Venezia ha bisogno di definire gli ultimi interventi e tracciare una riga finale in via strutturale delle emergenze, ma queste richiedono un approccio strutturale di risoluzione".