Contrasta il cosiddetto "bivacco" e renderà un servizio ai turisti. Così il Comune di Genova ha giustificato un'iniziativa che nella pratica rende inaccessibili le "sedute" dei palazzi e delle piazze: sono state installate delle strutture metalliche, tecnicamente "dissuasori di seduta", che oltre ad impedire a quanti, tra passanti, mendicanti o senzatetto, intendono sostare, serviranno da anche "leggìo", riportando informazioni e indicazioni turistiche. Si tratta di strutture metalliche con pannelli in plexiglass, ancora in allestimento, e saranno sistemati nel centro di Genova.

Sul sito del Comune viene spiegato che l'iniziativa, curata dal Municipio Centro Est, serve a "dissuadere i frequentatori che si accampano di giorno e di notte sulla seduta di marmo della Loggia", che è appunto la Loggia della Mercanzia di piazza Banchi. 

Il sindaco si è limitato ad applicare quanto previsto dal decreto Minniti sulla sicurezza urbana, che prevede  anche il daspo urbano per i vandali, per chi viene trovato in stato di ubriachezza, per i commercianti e i parcheggiatori abusivi. Una misura che viene attuata però solo nelle vie del centro, non nelle periferie. Certo i sindaci possono applicare le regole a propria discrezione, ma in questo caso la giunta di centrodestra guidata da Marco Bucci si è spinta oltre. Come abbiamo raccontato in un precedente articolo, l'innovazione introdotta da Bucci e dal suo assessore alla Sicurezza Stefano Garassino, è l'introduzione di multe per chi rovista nella spazzatura. Questo provvedimento specifico invece non è contenuto esplicitamente nel decreto del ministro degli Interni uscente.

Una misura invece presente nel decreto Minniti, e che nel capoluogo ligure è stata adottata su proposta della Lega, è la schedatura dei mendicanti, molti dei quali sono migranti richiedenti asilo, che affollano le strade di Genova. In prefettura è già stato consegnato un elenco con 117 nomi. Secondo il Comune doveva servire per capire quali tra le cooperative che gestiscono i migranti, permettono loro di uscire e andare in giro a chiedere l'elemosina.

Ma la Prefettura di fatto conosce già l'identità dei richiedenti asilo sul territorio, visto che riceve comunicazione dal Ministero."Per questo è del tutto inutile schedarli, e la riteniamo un'iniziativa ascrivibile a uno Stato di polizia",  ci dice al telefono Andrea Massera, consigliere del municipio Centro Est, uno dei membri dell'associazione politica "Genova che osa". Che il clima a Genova non fosse rilassato si era già capito, quando l'assessore leghista alla Sicurezza Garassino, dopo la sua elezione, aveva subito scoperto le carte, dichiarando: "Il primo che mi chiede l'elemosina lo prendo a calci nel sedere". 

"Noi non ci stiamo – ci spiega Massera – e abbiamo risposto con una provocazione. Preferiamo "schedare" i politici, invece di schedare o multare le persone indigenti. Meglio rendere trasparenti gli interessi sia personali sia di lobby che i politici portano avanti, prevedendo anche controlli fiscali per stanare gli speculatori che lucrano sulla pelle degli ultimi. Vogliamo sapere da dove provengano i finanziamenti che i politici, compreso il sindaco, hanno ricevuto per la campagna elettorale. Bucci è stato eletto a giugno 2016, e nonostante la sua adesione a "Riparte il futuro", la campagna per la trasparenza degli amministratori e contro la corruzione in Italia, ad oggi non ha fatto alcuna comunicazione. Per questo abbiamo lanciato una raccolta firme per protesta". Finora ne sono state raccolte 300.

"Per me è quanto di più lontano vi sia da un approccio di "sinistra" e non è nemmeno un approccio umano. E' solo un modo per infierire sulle persone che vivono già in povertà, applicando una multa di 200 euro che di certo non si possono permettere di pagare visto che cercano i vestiti nell'immondizia  – ci dice Massera – "Non ci si può preoccupare solo dei turisti senza considerare chi vive in indigenza. Senza contare che far rivivere i monumenti per me significa anche permettere che ci si possa sedere sui gradini e consumare un panino, come in qualunque città che abbia un centro storico. Il problema del degrado e della povertà non può essere affrontato spostando le persone in un'altra zona o nel vicolo accanto. Deve essere visto come un problema di Welfare molto più ampio. Prendiamo atto del fatto che invece di rivedere in modo serio le politiche sociali il sindaco investe nei dissuasori di seduta e nella multa per chi rovista nella spazzatura".