Le "lesioni multiple" rilevate durante l'autopsia compiuta ieri sul collo e sulla testa di Noemi Durini sono state "indotte da mezzi diversi". Non è ancora dato sapere, tuttavia, quali siano questi mezzi (inizialmente si era ipotizzato una pietra, ipotesi poi smentita), perché il corpo è fortemente interessato dai ditteri cadaverici che hanno alterato le lesioni creando dei crateri visivi. Saranno quindi necessari esami istologici sui tessuti. Sul corpo – viene appunto evidenziato- non sono presenti segni di colpi di pietra. Lo si apprende da fonti vicine alle indagini.

Durante l'esame autoptico compiuto dal medico legale nominato dalla Procura per i minorenni, Roberto Vaglio, sono stati anche eseguiti tamponi che saranno inviati al Ris di Roma. I risultati dell'accertamento – a quanto si apprende – saranno poi confrontati con il Dna di persone che potrebbero aver avuto un contatto con la vittima o anche solo con il suo cadavere. Come si sa, su eventuali complici che possano aver aiutato il ragazzo la Procura ordinaria di Lecce ha indagato formalmente per sequestro di persona e occultamento di cadavere il padre del 16enne a casa del quale, nei giorni scorsi, i Ris hanno compiuto una minuziosa perquisizione.

I medici legali avevano ammesso di avere "forti sospetti" su alcune lesioni presenti tra il collo e la testa della giovane, in merito alle cause del decesso di Noemi. L’ex fidanzato della ragazzina, detenuto per l’omicidio, aveva ammesso di aver ucciso la ragazza con un fendente al collo utilizzando il coltello che la 16enne avrebbe portato con sé "per uccidere i genitori" del ragazzo. La vittima- stando ai primi accertamenti – sarebbe stata uccisa il giorno della scomparsa, vale a dire la notte tra il 2 e 3 settembre. È stato inoltre confermato che la Tac compiuta sul corpo nei giorni scorsi non ha rilevato fratture.

C'è molta attesa per i funerali della giovane che si terranno nel pomeriggio di oggi nella chiesa di Specchia. Il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, si è recato in serata all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dove si è tenuta l’autopsia per firmare alcune pratiche relative al rilascio della salma. La bara è stata quindi trasportata nella casa dove Noemi abitava con la madre e giovedì mattina sarà trasferita presso la camera ardente allestita nel centro ‘Catsda' che nei giorni della scomparsa della sedicenne aveva funzionato come centro di coordinamento delle ricerche.

Nel frattempo L.M., il fidanzato, omicidio reo-confesso di Noemi, è stato trasferito dall'Istituto minorile penale di Bari a quello di Quartucciu (Cagliari). Nel ‘carcere' per i minorenni sardo il giovane sarà anche sottoposto a cure mediche.