Negli scorsi giorni le sue dichiarazioni sulla volontà di abrogare la legge Mancino hanno suscitato proteste, con l’altolà del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei due vicepresidenti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Eppure il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, non si arrende e continua a insistere sul punto: “Penso che una riflessione vada fatta. E rifletterò anche con il presidente del Consiglio, col ministro Di Maio, sono anche persone che mi hanno stupito della loro capacità e del loro buon senso”. Fontana parla ad Agorà Estate, su Rai3, confermando la sua linea, espressa negli scorsi giorni: “Non è la questione del razzismo in sé, che va colpito e va stanato dove c’è. Certo che se tutto diventa razzismo, anche cose che di razzismo non hanno nulla, c’è evidentemente una strumentalizzazione ideologica che non va bene”.

Fontana si rivolge anche al sottosegretario alle Pari opportunità, il pentastellato Vincenzo Spadafora, che vorrebbe estendere la legge Mancino all’omofobia: “Il Pais ha scritto che sono omofobo. Non penso che Spadafora mi voglia in galera”, replica Fontana. Il ministro parla anche in un’intervista a La Stampa, soffermandosi sul tema razzismo: “Va bene punire i razzisti veri. Non va bene usare l'accusa di razzismo come una clava contro chi la pensa diversamente. Salvini e la Lega non sono razzisti. Nemmeno io. Anche solo per il fatto che, essendo notoriamente cattolico, se fossi razzista sarei in contraddizione con me stesso”.

Secondo Fontana la legge Mancino va abrogataperché è una legge giusta usata per fini sbagliati. Benissimo perseguire i razzisti veri. Ma il problema è che ormai tutto quello che non si uniforma al pensiero unico e al mainstream globalista diventa razzismo. Così è passata l'equazione che chi è contrario all'immigrazione incontrollata sia razzista. Ma fermare l'invasione e difendere la propria cultura non sono forme di razzismo. Sono legittime scelte politiche che non possono essere negate per legge. Del resto, sulla base della legge Mancino fu accusata anche Oriana Fallaci”.

Fontana parla anche del suo ministero: “È la prima volta nella storia italiana che esiste questo ministero. Però ci vogliono anche le risorse. Confido che arrivino dalla finanziaria”. Secondo il ministro, “aiutare famiglie e disabili è una scelta etica più ancora che politica. O l'economia è al servizio dell'uomo o l'uomo dell'economia. Se non riusciremo a essere vicini ai disabili, a fare qualcosa di concreto, vorrà dire che il ministro non serve. E ne trarrò le conseguenze”. Fontana sostiene che, a suo parere, il futuro di questo governo e la possibilità che si torni alle urne dipendano dalla legge di Bilancio dell’autunno.