
Ieri pomeriggio faccia a faccia di un'ora a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Meloni e il ministro Giuli. Dopo l'incontro fonti di Palazzo Chigi tengono precisare che non ci sarebbe nessuna divergenza tra Giuli, la premier e gli altri ministri. Il ministro della Cultura, però, ha ammesso che nell'incontro si è "scusato" con Meloni per i toni "sopra le righe" che ha usato nell'ultimo Consiglio dei ministri.
Il ministro degli Esteri dell'Albania, Ferit Hoxha, ha dichiarato in un'intervista a Euractiv che sull'accordo con l'Italia sulla gestione dei migranti non è certo che ci sarà un rinnovo. Il premier Edi Rama ha smentito, affermando che l'accordo andrà avanti "fin quando l'Italia lo vorrà". Vertice di maggioranza ieri sera sulla riforma della legge elettorale: hanno partecipato tutti i leader della coalizione, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, ma anche gli esperti dei vari partiti sul dossier. Sulla legge elettorale il governo sfida le opposizioni chiedendo un tavolo di confronto. Tavolo che, però, tutti i partiti del campo largo hanno respinto.
Il ministro Nordio sostituisce ufficialmente Delmastro, giro di deleghe al ministero della Giustizia
Il ministro della Giustizia Nordio ha redistribuito le deleghe del suo ministero: così Alberto Balboni, nominato sottosegretario il 22 aprile per sostituire Andrea Delmastro, ha ricevuto ufficialmente la supervisione del dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria e la Magistratura Onoraria. Il viceministro Sisto (FI) ha ricevuto la delega al dipartimento per l'Innovazione tecnologica della giustizia, oltre a quelle che aveva già, e l'altro sottosegretario Andrea Ostellari (Lega) quella per la Giustizia minorile e di Comunità. Questa è stata separata dalle altre per "contrastare al meglio la devianza giovanile".
La legge sul fine vita arriverà in Parlamento il 3 giugno
Il 3 giugno inizierà l'esame dell'Aula del Senato per la legge sul fine vita, e se le commissioni Giustizia e Affari sociali non avranno trovato un'intesa su un testo entro quella data, sarà discusso il testo di Alfredo Bazoli (Pd). Il ddl del centrodestra, firmato da Zanettin (FI) e Zullo (FdI) vede le opposizioni schierate nettamente contro, e anche in Forza Italia ci sono sensibilità diverse. Resta da capire se questa volta il Parlamento troverà un compromesso per varare una legge sul tema, o se le divisioni porteranno a rinviare la questione per l'ennesima volta.
Domani in Senato si vota per bloccare il telemarketing aggressivo delle compagnie telefoniche
La commissione Finanze del Senato sta lavorando decreto Fisco e domani voterà anche l'emendamento che riguarda il telemarketing selvaggio: il divieto sarà allargato anche alle telecomunicazioni, non solo a luce e gas. L'emendamento ha già il parere favorevole del governo, quindi non ci dovrebbero essere problemi ad approvarlo nella giornata di domani. Il divieto non sarà in vigore fino a quando non sarà terminata la conversione in legge del decreto.
Il blocco di Hormuz rischia di portare l'Italia in recessione quest'anno: la previsione di Moody's
Il Pil dell'Italia nel 2026 potrebbe crescere dello 0,6%, se la guerra in Iran finisse a breve; in uno scenario ‘medio', la crescita potrebbe essere dello 0,4%. Ma se le cose non migliorano, nello scenario più pessimistico, ci sarà una recessione dello 0,3%. È la stima fatta dall'agenzia di rating finanziario Moody's, nel suo Global macro outlook. Per evitare l'ipotesi peggiore si "presuppone che il cessate il fuoco regga e che i flussi di transito migliorino gradualmente man mano che gli importatori di petrolio negoziano accordi bilaterali di passaggio".
Forza Italia ritira la proposta di abbassare le sanzioni ai datori di lavoro che non pagano i contributi
Forza Italia fa un passo indietro. Durante l'esame del decreto Fisco è in Parlamento, Claudio Lotito aveva presentato un emendamento che avrebbe abbassato le sanzioni ai datori di lavoro che non pagano i contributi previdenziali per i lavoratori o lo fanno in ritardo. Il partito, però, ha deciso di rinunciare e ha ritirato la proposta.
Il centrodestra prova ad aprire un tavolo sulla legge elettorale con le opposizioni: ma tutti rifiutano
"Al governo Meloni non pensino che le opposizioni risolveranno i problemi di una maggioranza che fino a ora non ha cercato nessun confronto e lo fa solo quando in difficoltà e dilaniata dalle faide interne. La sede per discutere la legge elettorale è quella della commissione Affari costituzionali". Lo ha dichiarato in una nota Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera. Oggi il centrodestra ha iniziato a prendere contatti con i capigruppo dell'opposizione, per avviare un confronto informale che aiuti a risolvere i nodi sulla legge elettorale: "Siamo pronti a qualsiasi cambiamento", ha dichiarato proprio in commissione Giovanni Donzelli (FdI). Pd e Avs avevano già fatto sapere di non essere interessati, +Europa ha fatto lo stesso, Italia viva ha ribadito: "Non parteciperemo al tavolo proposto da una maggioranza che vuole cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto dato che ha paura di perdere".
Il ministro Valditara firma il decreto per il Piano Estate 2026: scuole aperte con corsi e attività
Anche nel 2026 il governo Meloni finanzierà il Piano Estate, per permettere agli istituti che aderiscono di rimanere aperti nei mesi in cui le lezioni sono sospese. Si potranno organizzare corsi sportivi, musicali, teatrali, o anche laboratori didattici. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha firmato il decreto che stanzia 300 milioni di euro.
Magi sulla legge sul fine vita: "Bene la discussione ma no al testo del centrodestra"
"Bene che il Senato abbia calendarizzato l’avvio della discussione sul fine vita, male che il centrodestra si ostini a voler trovare una mediazione sul suo testo", ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi. "Si prenda invece la proposta di legge popolare depositata in Senato dall’Associazione Coscioni o dal testo depositato a mia prima firma alla Camera. Troppe criticità nel testo della destra, troppi paletti: si riparta da zero con un testo che davvero rispetti la volontà dei cittadini".
Giuli ammette: "Mi sono scusato con Meloni per i toni usati in Consiglio dei ministri"
"Si, è vero, ho chiesto scusa a Giorgia Meloni. Ho chiesto scusa perché durante il Consiglio dei ministri in cui si parlava delle soprintendenze ho usato un tono molto acceso, forse un po' sopra le righe. Ed è meglio non farlo". Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giulia, a Piazzapulita che lo ha intercettato oggi davanti al Mic. Il ministro non ha risposto, invece, sul perché abbia revocato gli incarichi a Emanuele Merlino e Elena Proietti, componenti del suo staff.
Il premier albanese Edi Rama: "L'accordo durerà finché lo vorrà l'Italia"
L'accordo sulla gestione dei migranti tra l'Italia e l'Albania "resta finché l'Italia lo vuole". Così il premier albanese Edi Rama interviene sulla questione per chiarire la posizione del suo governo, dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Ferit Hoxha, secondo cui l'accordo potrebbe non essere rinnovato alla scadenza nel 2030 per via della richiesta dell'Albania di entrare nell'Unione europea. Rama ha chiarito che le parole del ministro Hoxha sono "una citazione fuorviante riportata da un organo di stampa" e attraverso il suo profilo X ha fatto sapere che "il nostro protocollo con l'Italia è qui per restare". Già lo stesso Hoxha era intervenuto, assicurando che le sue dichiarazioni "non devono in alcun modo essere interpretate come un cambiamento della posizione dell'Albania".
Autonomia differenziata, Calderoli: "Il percorso procede, ok entro fine legislatura"
È iniziato oggi nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato il percorso degli Schemi di intesa preliminare per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia tra il governo e le quattro Regioni che ne hanno fatto richiesta: Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, commenta con soddisfazione i progressi della legge che porta il suo nome e fa sapere che "da parte del governo si conferma l'impegno a voler portare a termine questo iter entro la conclusione della legislatura". Una volta superato l'esame delle Camere e delineato lo schema definitivo, il testo dovrà essere approvato dalle Regioni, dal Consiglio dei ministri e dal Parlamento. Le materie che verranno toccate con mano dalla riforma per incidere nel rapporto tra governo e Regioni sono protezione civile, previdenza complementare e integrativa, professioni e sanità. "Confido che il dibattito possa mantenersi sul merito dei contenuti e ribadisco la mia piena disponibilità al dialogo verso altre Regioni decise a raccogliere questa sfida di responsabilità, trasparenza e buona amministrazione", ha concluso il ministro Calderoli.
Simone Pillon sarà il nuovo avvocato della famiglia nel bosco
È Simone Pillon il nuovo avvocato della famiglia nel bosco. L'ex senatore della Lega prende il posto di Marco Femminella e Danila Solinas, che proprio oggi hanno annunciato di aver rinunciato al mandato di difensori di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Pillon è stato tra gli organizzatori e sostenitori del Family Day ed è esperto di diritto di famiglia.
Salvini rimanda al 2033 il Ponte sullo Stretto: "Si attraverserà in dieci minuti, varrà la pena esserci"
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa sull'alta velocità a Frosinone, dà i tempi per la realizzazione di vari progetti intrapresi dal suo ministero. Il periodo da segnare sul calendario è tra il 2032 e il 2033, quando "varrà la pena di esserci, a Dio piacendo", secondo il vicepremier. Le opere che vedranno la realizzazione sono: la Tav tra Torino e Lione, il primo treno ad alta velocità tra Bolzano e Monaco, il tunnel del Brennero e "il primo treno, il primo camion, il primo camper e la prima moto che attraversano, non in qualche ora, ma in dieci minuti, lo Stretto" di Messina. I tempi del progetto per il Ponte, però, si allungano sempre di più tra rinvii e ricorsi, tanto che lo stesso ministro aveva promesso di non dare più scadenze.
Viminale dopo annuncio fine accordo Italia-Albania: "Cooperazione su protocollo prosegue"
Il Viminale in una nota ha comunicato l'incontro di oggi a Tirana tra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e l'omologo albanese Besfort Lamallari, durante il quale è stato affrontato il tema degli sviluppi futuri del Protocollo Italia-Albania sui migtranti. Piantedosi ha inoltre confermato che l'Italia continuerà a sostenere attivamente l'Albania nel percorso di adesione alla Ue.
"I due ministri – informa il Viminale – si sono confrontati soprattutto sugli sviluppi futuri del Protocollo Italia-Albania, anche in vista dell'entrata in vigore dei nuovi regolamenti europei in materia di migrazione e asilo, condividendo l'opportunità di proseguire sulla cooperazione avviata, che ha costituito un modello innovativo apprezzato dai principali Paesi europei, e che costituisce un elemento caratterizzante dell'amicizia tra i due Paesi". Il ministro Piantedosi ha confermato che l'Italia continuerà a sostenere attivamente l'Albania nel percorso di adesione alla Ue, e ha espresso soddisfazione per l'ottima collaborazione raggiunta anche dalle squadre di investigazione congiunte delle forze di polizia, sulle iniziative di contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali e ai narcotrafficanti.
"L'amicizia tra i nostri Paesi – ha concluso Piantedosi – ha radici profonde e si è consolidata grazie a un dialogo costante ulteriormente rafforzato negli ultimi anni dalla sintonia tra i nostri premier".
Andrea Delmastro sarà ascoltato in commissione Antimafia il 26 maggio
La commissione parlamentare Antimafia prosegue le audizioni sul caso dell'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: si parla della società fondata insieme alla figlia di Mauro Caroccia. Il 26 maggio toccherà proprio a Delmastro essere ascoltato. Nei giorni scorsi i parlamentari hanno convocato il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, insieme la procuratrice aggiunta Maria Cristina Palaia e al sostituto procuratore Francesco Cascini.
Legge elettorale, anche il Pd chiude al tavolo con maggioranza: "Ci sediamo solo se si parla di salari"
"Il ministero della Cultura è difficile da gestire perché richiede adeguatezza. Dei ministri della Cultura di questo governo ricordiamo solo litigi drammatici sul cinema, tagli e vicende ai limiti della vergogna, come il caso Regeni. Per essere ministro bisogna avere anche un governo che ti indichi la strada. Questo governo, invece, oltre alla propaganda quotidiana su immigrazione e sicurezza – tema sul quale ha fallito – si concentra su leggi che riguardano il modo di gestire il suo potere. Nonostante stipendi bassi e difficoltà sociali, parlano solo di legge elettorale. Tavoli con l'opposizione? Ci sediamo ad un tavolo solo se si parla di stipendi e salari. Con chi mantiene sul tavolo il premierato non abbiamo nulla da discutere. A noi interessa discutere solo di come alzare gli stipendi agli italiani". Lo dice il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia conversando con i giornalisti a Palazzo Madama.
Biennale, Manzi (Pd): "Pasticcio di Giuli, ministro diserta Consiglio a Bruxelles per evitare imbarazzi"
"Il ministro Giuli ha disertato il Consiglio dei ministri della Cultura in corso a Bruxelles, mentre da più capitali europee arrivano critiche molto dure sulla gestione italiana del caso Biennale e sulle scelte che hanno consentito spazio a contenuti riconducibili alla propaganda russa. Un'assenza politicamente strategica, che evita imbarazzi proprio nel momento in cui il tema è al centro del confronto europeo". Sono le parole di Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera. "In sede Ue cresce infatti la presa di distanza dalla scelta italiana che ha dato spazio alla propaganda russa e incrinato la reputazione della Biennale. L'assenza di Giuli conferma inoltre che le divisioni nella maggioranza, con Lega e Fratelli d'Italia su posizioni diverse, sono ancora profonde e che il governo fatica a definire una linea comune. Il pasticcio è sotto gli occhi di tutti. Dal governo una gestione confusa che sta producendo un danno crescente alla reputazione dell'Italia, da sempre considerata un riferimento nelle politiche culturali europee e oggi fortemente criticata".
Fratoianni chiude al tavolo della destra sulla legge elettorale: "Non ci sono le condizioni"
"Innanzitutto vorrei sapere se il governo è pronto a fare qualcosa per i cittadini in un Paese in cui continuano ad aumentare le bollette e gli stipendi sono fermi al palo. Le persone, le famiglie, le imprese sono in difficoltà e la destra si occupa di legge elettorale". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza Montecitorio. "Secondo: non mi pare proprio che ci siano le condizioni – prosegue il leader rossoverde – perché continuano a mantenere sul tavolo l'eliminazione dei ballottaggi nei comuni e questo è inaccettabile, mantengono sul tavolo l'indicazione del premier nel programma e tengono sul tavolo il premierato oltre che uno sproporzionato premio di maggioranza. Mi pare quindi – conclude Fratoianni – che non ci siano proprio le condizioni per ragioni generali e di merito per aprire un'interlocuzione.
Legge elettorale, per il costituzionalista Ceccanti premio oltre il 54% rischia censura Consulta
Un premio di governabilità che porti oltre il 54% è "suscettibile di censure della Corte Costituzionale". Lo ha detto Stefano Ceccanti, professore di diritto pubblico comparato presso l'Università degli Studi di Roma "Sapienza", in audizione in prima commissione Affari Costituzionali alla Camera sulla legge elettorale.
Nella riforma presentata dal centrodestra, ha osservato l'ex parlamentare Pd, "ritorna poi il tema, posto sin dal 1953, di soglie massime in seggi che consentano di governare ma non anche di catturare organi di garanzia o decisioni di garanzia" come il presidente della Repubblica. "Anche qui – ha proseguito – in presenza di una soglia certificata come costituzionale, quella del 54% (seggi esteri esclusi) sarebbe decisamente preferibile assestarsi lì. Oltre si entra in una terra ignota, suscettibile di censure della Corte, se si considera in particolare un passaggio del punto 3.1 del considerato in diritto della sentenza sulla legge Calderoli, 1/2014, quella che segnala il ruolo assolutamente peculiare delle assemblee elettive nazionali: ad esse infatti ‘sono affidate funzioni fondamentali, fra le quali vi sono, accanto a quelle di indirizzo e controllo del governo, anche le delicate funzioni connesse alla stessa garanzia della Costituzione (art. 138 Cost.): ciò che peraltro distingue il Parlamento da altre assemblee rappresentative di enti territoriali'".
"Quindi nella giurisprudenza costituzionale non vi è solo il tema di un eccesso di possibile disrappresentatività dovuta al premio, ma anche quello del tetto massimo in seggi. Il fatto che esso non sia stato sin qui rigidamente definito non significa che muoversi al di sopra del 54% già certificato non comporti gravi rischi di censura", ha detto.
Stretto di Hormuz, domani Tajani e Crosetto in audizione alla Camera
Domani mattina le commissioni riunite Esteri e Difesa di Montecitorio e la commissione Esteri e Difesa del Senato, nelle sale di Montecitorio, svolgeranno l'audizione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Noi vogliamo che si raggiunga quanto prima una pace stabile e siamo pronti a fare la nostra parte per garantire la libertà di navigazione in Hormuz, ma bisogna che ci sia un accordo definito e definitivo", così si è espresso sul tema oggi il vicepremier Tajani, a margine dei lavori del gruppo informale "Amici dei Balcani", a Bratislava. "La linea rossa anche per noi è l'impossibilità per l'Iran di costruire l'arma nucleare, dopodiché bisognerà lavorare per riaprire Hormuz e fare in modo che arrivino petrolio, fertilizzanti e i beni agricoli ai Paesi africani, ma anche i paesi occidentali, compresa l'Italia – ha aggiunto -. Domani in Parlamento, con il ministro Crosetto, diremo cosa intendiamo fare".
Domani premier time al Senato incentrato su economia, sanità e Pnrr
Caro vita, inflazione, salari, potere di veto in Ue, pressione fiscale, sanità, Patto di stabilità e emigrazione giovanile. Sono questi alcuni dei temi su cui le opposizioni interrogheranno la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, domani durante il premier time al Senato. Il gruppo del Partito democratico di palazzo Madama chiederanno a Meloni "quali iniziative il governo intenda adottare per arrestare l'erosione del potere d'acquisto, neutralizzare gli effetti dell'inflazione e ridurre la pressione fiscale". Sul fronte sanità il Pd chiede "quali misure intenda assumere per garantire effettivamente il diritto costituzionale alla salute" e, invece, sul piano internazionale, la premier dovrà rispondere sul "superamento del diritto di veto in sede europea nei settori strategici". Anche il Movimento cinque stelle attacca il governo e chiede "se non ritenga fallita la strategia economica fondata su austerità, avanzo primario e compressione della domanda interna". Alla premier i pentastellati domanderanno poi se il "nuovo Patto di Stabilità abbia ulteriormente ridotto gli spazi necessari per sostenere investimenti produttivi, industria e transizione energetica". Alleanza verdi e sinistra punta il faro sui giovani e "chiede di sapere quali iniziative urgenti il governo intenda adottare per contrastare l’emigrazione dei giovani italiani per motivi di studio e lavoro". Mentre Italia Viva chiede alla presidente "quali siano le tre principali misure economiche che il governo intende adottare nell’ultimo anno di legislatura e quante delle risorse del Pnrr siano state effettivamente spese ad oggi".
Legge elettorale, per Fratelli d'Italia si potrebbe ridurre il premio di maggioranza alla Camera
Il centrodestra apre alla possibilità di ridurre il premio di maggioranza previsto nella proposta di riforma della legge elettorale, ma solo per la Camera e non per il Senato. Il responsabile organizzativo di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, intervenendo in commissione Affari costituzionali durante le audizioni di esperti e costituzionalisti sulla riforma della legge elettorale, ha spiegato che il testo attuale introduce "un tetto massimo vero" al premio di maggioranza, che non può essere superato e che quindi rappresenta anche "una garanzia per le opposizioni". FdI, ha aggiunto, è disponibile a discutere un eventuale abbassamento di quel tetto. Tuttavia, secondo Donzelli, il problema riguarda soprattutto il Senato, dove, abbassando la soglia, "si rischia di avere una maggioranza che non consente la governabilità quotidiana". Donzelli, quindi, chiede ai costituzionalisti, se "sarebbe possibile ipotizzare due soglie massime di maggioranza diversificate fra Camera e Senato".
Marina Berlusconi smentisce trattative tra Forza Italia e Csx: "Né artefice né ispiratrice"
"Non esiste alcun mio contatto con esponenti del Partito democratico, e non ho in agenda incontri o interlocuzioni di questo genere. Non sono né artefice, né ispiratrice di manovre volte a ridefinire alleanze e schieramenti, o addirittura a influenzare l'elezione del futuro Presidente della Repubblica", queste le parole con cui Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, smentisce quanto emerso nelle scorse ore su un suo possibile contatto con i vertici del Pd. "Dopo settimane di retroscena del tutto campati in aria, in cui sono stata dipinta come artefice di fantomatiche trattative sotterranee tra Forza Italia e il centro-sinistra, voglio dirlo con estrema chiarezza", e precisa che "queste sono dinamiche che competono esclusivamente alla politica e ai partiti".
Amendola (PD): "I centri in Albania naufragati nella realtà, progetto nato male e andato peggio"
"Quelli che Giorgia Meloni e la destra avevano raccontato come un modello per l'Unione Europea sono diventati lo scarto delle politiche migratorie, da cui persino l'Albania oggi prende le distanze", così Enzo Amendola, capogruppo del Pd in commissione Esteri della Camera sulle parole del ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha in merito all'accordo con l'Italia sulla gestione dei migranti. "Certificano il fallimento politico di un progetto nato male e andato peggio – continua il dem – Altro che modello che funziona: i centri in Albania sono un imbarazzante e gigantesco spreco di risorse pubbliche, costruito sulla propaganda e naufragato nella realtà".
De Cristofaro (Avs) sull'accordo Italia-Albania: "Ennesimo disastro di governo al capolinea"
"Perfino il governo albanese prende le distanze dal fallimentare modello sui migranti – esordisce così in una nota Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo misto di Avs al Senato, sulle dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese – Un vero e proprio disastro politico, economico e umanitario dei centri in Albania voluti dalla Meloni". "Una storia di propaganda iniziata male e finita peggio, pagata con soldi pubblici" che, secondo il senatore, dimostra che "il governo Meloni ha fallito su tutta la linea, ha frantumato il sistema dell'accoglienza e trasformato la gestione migratoria in una gigantesca operazione ideologica". "Ennesimo disastro di un governo ormai al capolinea", conclude De Cristofaro.
Italia-Albania, Tajani non ha parlato dell'accordo con il suo omologo: "Il 2030 è così lontano"
Parlando dell'incontro bilaterale con il suo omologo albanese, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riferito di non aver parlato con Hoxha dell'accorto Italia-Albania sui migranti: "Non mi ha detto assolutamente nulla, il 2030 è così lontano, pensiamo a quello che dobbiamo fare adesso", ha commentato il vicepremier. I due si trovano all'incontro del gruppo informale ‘Amici dei Balcani', a Bratislava. Tra i due Paesi c'è "grande collaborazione", ha aggiunto il ministro italiano, spiegando che nel colloquio "abbiamo soprattutto insistito sul Corridoio VIII, sulle infrastrutture, sui collegamenti: è una priorità anche per noi questo progetto europeo che collegherà l'Italia attraverso l'Adriatico, attraverso l'Albania, al Mar Nero".
Sea-Watch sull'accordo Italia-Albania: "Smaschera la fragilità dei Cpr nei Paesi terzi"
"Prima erano i ‘giudici rossi' a ostacolare i piani del Governo", commenta così l'organizzazione Sea-Watch l'annuncio del ministro degli Esteri albanese Hoxha dello stop al rinnovo dell'accordo con l'Italia. "Meloni ha presentato il piano Albania in Europa come un modello da seguire, proposta accolta a braccia aperte dagli altri Stati Ue, in cerca di escamotage per aggirare il diritto di asilo". L'organizzazione che si occupa di soccorso ai migranti dispersi in mare punta il dito contro il governo Meloni: "Questa vicenda ha qualcosa di tragicomico e smaschera la fragilità dell'intero modello europeo dei centri nei Paesi terzi: un sistema che fa leva su Stati politicamente più deboli, promettendo in cambio vantaggi come l'ingresso nell'Ue". "Il risultato? – conclude l'ong – Quasi un miliardo di euro di soldi pubblici italiani sprecati, e centinaia di persone trattate come pacchi postali, senza diritti e senza dignità".
Salvini: "Oggi primo cda con la società per il Ponte sullo stretto di Messina"
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto oggi alla terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, organizzata dal Consiglio nazionale degli ingegneri con il Consiglio nazionale dei geologi e la Fondazione Inarcassa. “Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all'ultimo centesimo i soldi delle tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del territorio”, ha detto Salvini, spiegando ai cronisti quali sono i prossimi passi all'ordine del giorno per il suo Ministero: “Oggi la giornata prevede la presentazione del Piano nazionale degli aeroporti, dopo due anni di consultazioni con il territorio e poi lo studio di fattibilità dell'alta velocità a Frosinone”. Il ministro ha inoltre annunciato che “oggi si terrà il primo consiglio di amministrazione dello Stretto di Messina, la società che sta gestendo il ponte”.
Legge elettorale, Tajani: "Noi abbiamo una proposta e siamo pronti a discutere"
Da Bratislava, dove si trova per la riunione del gruppo degli Amici dei Balcani, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commenta il dibattito sulla legge elettorale: "Noi abbiamo una proposta. Siamo disposti a discutere. L'abbiamo sempre detto che la legge elettorale va fatta insieme all'opposizione. Altrimenti il no diventa pretestuoso". In merito alle critiche sul testo di legge il ministro chiarisce che "da parte nostra c'è grande apertura per avere una legge elettorale che garantisca stabilità al nostro Paese e governabilità, chiunque vinca". E aggiunge: "Smentisco qualsiasi ipotesi che si possa pensare a pareggi; o si vince o si perde".
L'Albania non rinnoverà l'accordo sui Cpr, M5S: "Da fun-zio-ne-ran-no a chiu-de-ran-no"
Le opposizioni attaccano il governo Meloni dopo che il ministro degli Esteri albanese, Ferit Hoxha, ha fatto sapere che non crede ci siano possibilità di rinnovo per l'accordo con l'Italia sui migranti. "Il ministro albanese ha di fatto confermato e certificato il fallimento del protocollo Albania voluto da Giorgia Meloni – si legge in una nota della delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo -. A questo punto è definitivo lo spreco di quasi un miliardo per un progetto che è nato e continua a vivere in un fallimento perenne, con qualche decina di migranti portati lì dai cpr italiani". "Da ‘fun-zio-ne-ran-no' a ‘chiu-de-ran-no'", riassumono così la notizia i capigruppo M5S delle commissioni Esteri e Politiche Ue di Senato e Camera. "Dopo essere stata scaricata perfino dall'Albania, Meloni chieda scusa agli italiani per questo flop e per aver ridotto l'Italia a una nazione-barzelletta che nessuno più rispetta", concludono i senatori e i deputati pentastellati.