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Governo Meloni, su legge elettorale Cdx sfida opposizioni e chiede tavolo. Incontro premier-Giuli dopo caos al Mic: “Piena sintonia”: news in diretta

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni dopo il licenziamento da parte di Giuli di due dirigenti del suo ministero, anche a seguito del caso dei fondi negati al documentario su Regeni: chiarimento a Palazzo Chigi tra il ministro e la premier, mentre si apre il braccio di ferro con le opposizioni sulla legge elettorale. Tutti gli aggiornamenti sul governo.

12 Maggio 2026 06:45
Ultimo agg. 07:44
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Le ultime notizie in diretta dopo che il ministro Giuli ha licenziato il responsabile della segreteria tecnica Emanuele Merlino e la capa della sua segreteria personale Elena Proietti, anche per la mancata concessione dei fondi al documentario su Giulio Regeni. Ieri pomeriggio faccia a faccia di un'ora a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Meloni e il ministro. Dopo l'incontro fonti di Palazzo Chigi tengono precisare che non ci sarebbe nessuna divergenza tra Giuli, la premier e gli altri ministri. Giuli, spiegano fonti di Palazzo Chigi, ha chiesto l'incontro con la premier "al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all'interno dell'azione di governo".

Intanto il ministro ha cancellato la sua trasferta a Bruxelles: oggi avrebbe dovuto presenziare al Consiglio europeo dei ministri della Cultura. Le opposizioni lo incalzano: "Qualcosa evidentemente si è incrinato nei rapporti tra l'Italia e l'Unione europea proprio sulle politiche culturali. Saranno forse gli imbarazzi profondi di questi giorni, a seguito della becera gestione della Biennale di Venezia che ha dato un palcoscenico alla propaganda della Russia", attacca De Luca (Pd).

Vertice di maggioranza ieri sera sulla riforma della legge elettorale: partecipano tutti i leader della coalizione, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, ma anche gli esperti dei vari partiti sul dossier. Sulla legge elettorale il governo sembra voler procedere spedito, con l'obiettivo di garantire governabilità, e sfida le opposizioni chiedendo un tavolo di confronto. Una mossa che nelle intenzioni dell'esecutivo servirebbe a ‘stanare' il centrosinistra, sondandone le reali intenzioni. Domani pomeriggio Meloni è attesa al Senato per il premier time.

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Parla Elena Proietti la segretaria particolare licenziata da Giuli: "Non me ne faccio una ragione"

"Sono stata ufficialmente licenziata attraverso una pec", lo dichiara a Repubblica l'ex segretaria particolare del ministro della Cultura Alessandro Giuli, Elena Proietti, rimossa dal suo incarico assieme al collega Emanuele Merlino. La rottura sarebbe legata alla questione dei mancati finanziamenti al documentario su Regeni. Ma Proietti dice di non conoscere il motivo: "Sinceramente non lo so. Non me ne sono fatta una ragione. Io ed Emanuele siamo usciti dal ministero e basta". La meloniana di ferro resterà tra le file di Fratelli d'Italia: "Sia io sia Emanuele siamo persone di partito e continueremo a sentire il partito come casa nostra".

A cura di Giulia Casula
06:45

Governo Meloni, le ultime notizie in diretta dopo il faccia a faccia tra le premier e il ministro Giuli

Il governo prova a spegnere le polemiche sul caso scoppiato al ministero della Cultura, dopo che il titolare Giuli ha deciso di sollevare dagli incarichi il responsabile della segreteria tecnica Emanuele Merlino (ritenuto vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari) e la capa della sua segreteria personale Elena Proietti. La presidente del Consiglio ieri pomeriggio ha convocato il ministro a Palazzo Chigi per un faccia a faccia. Al termine dell'incontro, durato circa un'ora, fonti di Palazzo Chigi, hanno fatto sapere che Giuli ha chiesto l'incontro con la premier "al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all'interno dell'azione di governo". Da parte della presidente del Consiglio "è stata ribadita la piena volontà di sostenere l'azione di un ministero centrale per l'Italia. È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il capo del governo e il ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall'attuale scenario internazionale".

Smentite le ricostruzioni giornalistiche che parlavano di "presunte divergenze di opinione" tra la premier e il ministro. Il riferimento è anche allo scontro che si è registrato nei giorni scorsi tra il titolare della Cultura e il vicepremier Matteo Salvini, prima per il Piano Casa e poi per la differenze di vedute sulla presenza del padiglione russo alla Biennale.

Altro fronte interno caldo è quello della riforma della legge elettorale. Dopo il vertice di maggioranza di ieri sera, il governo ha lanciato un messaggio alle opposizioni, invitandole a sedersi a una tavolo per discutere del testo. Ma in ogni caso l'esecutivo Meloni è determinato a portare avanti la riforma in tempi stretti, entro la fine della legislatura: "La coalizione di centrodestra è determinata a proseguire il percorso su una nuova legge elettorale, con l'unico obiettivo di dotare l'Italia di una riforma che garantisca governabilità e stabilità, per l'intera legislatura, a chiunque vinca le elezioni", si legge in una nota diffusa alla fine della riunione. Lo scopo del governo è aprire un tavolo con il centrosinistra "per verificare se, come si auspica, vi sia convergenza sull'obiettivo della stabilità, o se piuttosto si preferiscano sistemi che, non garantendo un risultato chiaro, consentono di governare anche a chi non ha il consenso della maggioranza dei cittadini". Un modo per mettere spalle al muro il campo largo, rilanciando la palla nel campo avversario. A breve i capigruppo alla Camera del centrodestra sentiranno quelli dell'opposizione "per avviare il tavolo di confronto". Nel merito, la maggioranza fa sapere di essere pronta a rivedere il premio di maggioranza. Il senatore di Fratelli d'Italia De Priamo: "Il principio di limitare in qualche modo, rispetto al disegno iniziale, la soglia di maggioranza è un principio su cui si può discutere".

Nelle opposizioni regna lo scetticismo, davanti a una proposta che parte da un testo che non considerano in alcun modo un punto di partenza: "La lettera di oltre 120 costituzionalisti dovrebbe essere presa seriamente dal governo visto che le loro critiche sono anche quelle ribadite dalla maggioranza degli esperti auditi in commissione: Meloni e la maggioranza ritirino quella irricevibile proposta", è il commento di Riccardo Magi di Più Europa.

A cura di Annalisa Cangemi
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