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11 Gennaio 2022
11:08

La festa con 100 invitati organizzata nel giardino di Boris Johnson durante il primo lockdown

Nuove accuse nei confronti di BoJo. In una mail inviata dal segretario personale del primo ministro britannico è emerso che al party organizzato nei giardini di Downing Street il 20 maggio 2020 avevano partecipato centinaia di persone.
A cura di Biagio Chiariello
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Una violazione "assolutamente scandalosa" delle misure di restrizioni durante il primo lockdown. C'è una nuova pesante accusa nei confronti di Boris Johnson. Tramite una fuga di notizie del governo britannico, è emerso che il primo ministro sarebbe stato uno dei 100 membri dello staff di Downing Street, invitato a partecipare ad una festa privata il 20 maggio 2020, quando vigevano le restrizioni anti-Covid nel Paese.

Il festino con 100 invitati durante il lockdown

Come riportato dal "The Telegraph", l'informazione è trapelata da un mail inviata dal segretario personale di BoJo, Martin Reynolds, nella quale si legge chiaramente di un invito per il personale intorno "alle 6 di pomeriggio", nel giardino della sede del governo a Downing Street per un ricevimento "socialmente distanziato" che permettesse di "sfruttare il bel tempo al meglio, dopo un periodo di lavoro intenso". L'invito sarebbe stato esteso a un centinaio di dipendenti: una festa "bring your own booze”, cioè con gli invitati incoraggiati a "portare il proprio alcool" , per quello che appare un vero e proprio evento di svago e non esattamente di lavoro. Secondo le fonti, in molti all'epoca avrebbero risposto alla mail chiedendosi perché il segretario del premier stesse "incoraggiando un raduno di massa nel giardino" durante il lockdown.

Chiesta interrogazione per BoJo

Tra party in giardino e quiz prima di Natale, ora sono davvero numerose le foto che ritraggono Boris Johnson in situazioni compromettenti nei periodi in cui il Regno Unito era in lockdown. Per questo motivo il deputato Liberale democratico Alistair Carmichael sta insistendo perché il premier venga interrogato da Sue Gray, l'alta funzionaria del governo che sta investigando perché sia fatta luce sulla questione. Secondo Carmichael è necessario soprattutto "per sanare la fiducia pubblica" che il premier ha perso a causa non solo delle denunce sui festini, ma anche delle conseguenze della Brexit e delle spese di ristrutturazione del suo appartamento privato che non avrebbe mai rendicontato.

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