Proroga di un anno sia per l’Ape social che per l’Opzione donna. La bozza della legge di Bilancio che circola in queste ore conferma il prolungamento, per il 2020, delle due misure in tema di pensioni. La proroga dell’Ape social varrà fino al dicembre del 2020, mentre l’Opzione donna sarà valida anche per le lavoratrici che raggiungono i requisiti entro il 29 febbraio del 2020. Sono questi, però, gli unici due interventi in tema di previdenza della manovra, senza alcun passaggio su quota 100 (che resterebbe quindi invariata) o sull’indicizzazione delle pensioni, annunciata per garantire l’adeguamento pieno degli assegni fino a quattro volte il minimo, ovvero quelli tra i 1.522 e i 2.029 euro al mese. Per quanto riguarda l’Ape social sono previsti 108 milioni di euro in più stanziati per il 2020 e poi 218 per il 2021 e 184 per il 2022.

Pensioni, la proroga dell’Ape social

Un articolo della legge di Bilancio è dedicato alla proroga dell’Ape social: “All'articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole «31 dicembre 2019» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2020». Conseguentemente, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 186 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 232 del 2016 è incrementata di 108 milioni di euro per l'anno 2020, 218,7 milioni di euro per l'anno 2021, 184,6 milioni di euro per l'anno 2022, 124,4 milioni di euro per l'anno 2023, 57,1 milioni di euro per l'anno 2024 e 2,2 milioni di euro per l'anno 2025. Le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo del comma 165, dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell'anno 2020”. In sostanza, questo testo prevede un prolungamento di un anno per la misura.

Cos’è e come funziona l’Ape social

L’Ape social è un’indennità a carico dello Stato per chi ha almeno 63 anni d’età e 30 di contributi versati (36 per i lavoratori gravosi). Si prevede una riduzione di 12 mesi di contributi per ogni figlio per le donne, per un massimo di due anni. L’indennità viene corrisposta fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o anticipata ed è pari alla rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla misura. Se l’importo è superiore ai 1.500 euro la cifra corrisposta è comunque di 1.500 euro.

Possono accedere all’Ape social: disoccupati per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale o scadenza del lavoro a tempo determinato; chi assiste da almeno sei mesi un coniuge o un parente di primo grado con handicap; coloro i quali hanno una riduzione della capacità lavorativa nel caso in cui abbiano almeno 30 anni di contributi versati; i lavoratori dipendenti con almeno 36 anni di contributi che abbiano svolto negli ultimi anni attività gravose (qui la lista).

La proroga dell’Opzione donna

Nella bozza della legge di Bilancio un altro articolo è dedicato alla proroga dell’Opzione donna: “All'articolo 16, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, al comma 1, le parole “il 31 dicembre 2018” sono sostituite dalle seguenti: “il 31 dicembre 2019” e al comma 3 le parole “entro il 28 febbraio 2019” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 29 febbraio 2020””. Il primo riferimento è alla data limite entro cui le lavoratrici devono aver maturato i 35 anni di contributi e i 58 d’età (se dipendenti, altrimenti 59 se autonome) per accedere all’Opzione donna. La seconda data, posticipata di un anno, riguarda il personale del comparto scuola che deve presentare domanda entro il 29 febbraio per poter andare in pensione con l’inizio del nuovo anno scolastico.

Cos’è e come funziona l’Opzione donna

Le lavoratrici che vogliono aderire alla pensione anticipata, avendo maturato i requisiti, scelgono di optare per un sistema di calcolo completamente contributivo della pensione. Chi presenta la richiesta riceverà il primo assegno dopo 12 mesi rispetto alla maturazione dei requisiti nel caso sia una lavoratrice dipendente, 18 se autonoma. Per la scuola la data utile è invece quella del primo settembre. Per aderire le lavoratrici devono cessare il rapporto di lavoro dipendente, mentre non vale lo stesso principio in caso di attività autonoma. La pensione viene poi liquidata attraverso il sistema contributivo. La domanda di pensionamento può essere presentata online, tramite contact center o attraverso gli enti di patronato.