L’India è la grande sconfitta nella guerra in Iran, tra crisi energetica e isolamento diplomatico

"L'India ha fatto un'ammissione di impotenza nell'odierna, gigantesca crisi del Golfo”. Lo spiega Matteo Miavaldi, giornalista e saggista specializzato in Asia meridionale e orientale, ospite dell'ultima puntata di Scanner Live, il programma di approfondimento politico di Fanpage.it condotto da Valerio Nicolosi. Il primo ministro indiano Narendra Modi “ha affermato davanti a quasi un miliardo e mezzo di concittadini la necessità di prepararsi a tornare a vivere come durante il Covid. Questa crisi nel Golfo potrebbe essere una delle peggiori crisi del decennio per l'India".
La crisi energetica dell’India e la rivalità con il Pakistan
Secondo l'Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) l’economia indiana è quella che cresce più velocemente tra le prime venti del mondo, ma nonostante questo risulta essere anche una delle più fragili. Dipende dall’estero per petrolio greggio e per il gas, più precisamente: importa più del 90% del suo fabbisogno di petrolio.
Oltre ad un’incessante inflazione, la popolazione indiana è quella che sta pagando di più la crisi del Golfo, con limitazioni quotidiane di consumo di energia. "Noi italiani ci preoccupiamo per le vacanze estive, ma loro vivono tutti i giorni questa situazione, se non peggio, e già da tempo", continua Miavaldi.
Nella guerra in Iran che causa la crisi energetica “l’India non ha un ruolo vero”. E al contrario, tra le sorprese geopolitiche del conflitto, è emerso il ruolo di primario mediatore internazionale del Pakistan. "L'India ha dovuto subire l'umiliazione a livello internazionale di vedere il Pakistan, un governo che non riesce a stare in piedi, riuscire a portare al tavolo le trattative di pace Usa-Iran", sottolinea Miavaldi. Tutto ciò rischia di riabilitare l'immagine internazionale di Islamabad e di allentare l'isolamento diplomatico che Nuova Delhi ha cercato di imporle da anni.
L'India è reduce dall'ultimo attacco terroristico del 22 aprile 2025, l'attentato di Pahalgam, di cui ha dato la responsabilità al Pakistan. Ha sospeso unilateralmente l'accordo del Trattato delle Acque dell'Indo, minacciando un rischio di "guerra dell'acqua" per il Pakistan, che dipende per l'80% dal bacino per il suo fabbisogno idrico, ed ha organizzato una missione militare dove ha lanciato attacchi missilistici provocando oltre 30 morti e segnando una grave escalation.
Deterrenza bellica e partnership di opportunismo per l’India
In questo clima di tensione crescente, l’India punta alla modernizzazione dell’esercito e a nuove partnership strategiche nel settore degli armamenti.
"L'India sta investendo molto sulle armi, uno dei suoi partner più fiorenti da questo punto di vista è Israele. L'esercito indiano è vasto ma vecchio, perciò hanno necessità di rimodernare", sostiene Miavaldi. Stiamo assistendo ad un aumento della potenza bellica in un'ottica di deterrenza, ma il motivo principale potrebbe essere la competizione strategica con la Cina nella regione dell'Oceano Indiano e le tensioni storiche ai confini con il Pakistan. Così l'India mira a difendere le proprie infrastrutture e territori da potenziali minacce missilistiche.
Il rafforzamento militare e la ricerca di nuovi equilibri strategici si inseriscono infatti in una politica estera sempre più pragmatica, con cui l’India tenta di consolidare il proprio ruolo di potenza autonoma nello scacchiere internazionale. Così questa potenzia media non sceglie un campo, ma cerca di posizionarsi come un perno centrale tra blocchi contrapposti, massimizzando il proprio interesse nazionale.
La sinologa e scrittrice Giada Messetti, ospite alla stessa puntata di Scanner Live, sottolinea che “una cosa che noi occidentali sbagliamo è la percezione delle partnership come fossero alleanze, sono rapporti di opportunismo reciproco temporanei". La postura dell'India si è evoluta in una complessa manovra di equilibrio pragmatico, caratterizzata da una "neutralità tattica" che maschera un avvicinamento strategico a USA e Israele, pur cercando di preservare gli interessi energetici e le relazioni storiche con Teheran.
"Mentre domani (oggi giovedì 14 maggio, ndr) ci sarà il vertice Cina-Usa, allo stesso tempo a Nuova Delhi si terrà la riunione dei ministri degli esteri dei Paesi BRICS. Questo dice tutto della posizione dell'India in questo momento storico", afferma Miavaldi .
All’apertura dell’incontro, il ministro indiano S. Jaishankar ha esordito così: "È un momento di notevole instabilità nelle relazioni internazionali: conflitti in corso, incertezze economiche e sfide in ambito commerciale, tecnologico e climatico stanno plasmando il panorama globale".