
Le notizie dalla guerra tra Iran, Usa e Israele di lunedì 18 maggio. Trump: "In corso negoziati seri con l'Iran", poco prima aveva fatto sapere di aver sospetto un attacco in programma per domani. Telefonata tra il presidente degli Stati Uniti e Netanyahu, che precisa: "Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare". Per Axios, martedì sarà convocata la Situation Room. In forte rialzo il prezzo del petrolio per il timore di una ripresa della guerra.
Media: "Usa valutano nuova deroga sul petrolio russo a causa dell'Iran"
Gli Stati Uniti stanno valutando una nuova deroga sul petrolio russo a causa della guerra in Iran e del suo effetto sulle forniture. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali la nuova deroga potrebbe essere di 30 giorni o più.
Trump: "In corso negoziati seri con l'Iran"
La sospensione dell'attacco contro l'Iran, ha spiegato Donald Trump su Truth, è stata decisa perché "sono ora in corso seri negoziati" che – ad avviso dell'Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, dal Principe Ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan – porteranno ad un "accordo che risulterà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d'America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre".
Trump: "Ho sospeso l'attacco all'Iran che era in programma domani"
Donald Trump annuncia di aver sospeso il "pianificato attacco all'Iran" in programma domani su richiesta dell'Emiro del Qatar, del principe ereditario dell'Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti. "Ho impartito istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, affinché non venga eseguito l'attacco contro l'Iran programmato per domani", ha scritto sul suo social Truth.
Ue, timori per il carburante se continua blocco adHormuz: “Rischi nelle prossime settimane”
L’Unione europea non registra al momento carenze di carburante, ma un prolungamento del blocco delle forniture petrolifere attraverso lo Strait of Hormuz potrebbe provocare problemi di approvvigionamento a livello regionale già nelle prossime settimane. È quanto emerso dalla riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio della European Commission, che ha coinvolto esperti dei Paesi membri, dell’International Energy Agency, della NATO e rappresentanti dell’industria petrolifera.
Secondo quanto riferito dalla Commissione, il principale motivo di preoccupazione riguarda il carburante per aerei, particolarmente esposto alle tensioni sulle rotte energetiche provenienti dal Golfo.
Durante l’incontro si è discusso delle possibili conseguenze per l’Europa nel caso in cui la crisi dovesse protrarsi fino a giugno, oltre che delle eventuali misure coordinate da adottare a livello europeo.
Bruxelles ha sottolineato che le scorte strategiche dell’Ue potrebbero essere utilizzate in caso di necessità. Tuttavia, gli esperti hanno evidenziato che un eventuale rilascio delle riserve dovrebbe essere accompagnato da misure di risparmio energetico e razionalizzazione dei consumi, così da garantire una gestione più sostenibile delle scorte nel lungo periodo.
Haaretz: "Emirati Arabi e Bahrein vorrebbero riprendere gli attacchi"
Il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Lo ha detto ad Haaretz una fonte regionale, aggiungendo che Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita sono tutti coinvolti nei negoziati e svolgono un ruolo di supporto. Allo stesso tempo, ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, "ciascuno per le proprie ragioni", sono interessati a riprendere la guerra contro l'Iran e a sferrare un attacco decisivo contro il Paese. "Gli altri Stati del Golfo vedono gli Emirati Arabi Uniti come un bambino viziato che ha perso la calma e la ragione", ha aggiunto la fonte, secondo cui Teheran sarebbe disposta ad accettare una moratoria di 10 anni sull'arricchimento dell'uranio, mentre gli Stati Uniti insistono per 20 anni.
Mohammed Odeh nuovo comandante di Hamas a Gaza
Tre giorni dopo l'uccisione del comandante di Hamas a Gaza, Izz al-Din Haddad, il quotidiano saudita Al-Sharq Al-Awsat ha annunciato la nomina di Mohammed Odeh come suo successore.
Haddad era praticamente l'ultimo alto ufficiale militare di Hamas rimasto nella Striscia dal 7 ottobre. A quanto risulta, tra i pochi ancora in vita c'è Odeh, che all'epoca del massacro era a capo dell'intelligence di Hamas. La sua fotografia è stata diffusa per la prima volta dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a settembre.
USA, aumento dei voli cargo militari dalla Germania verso il Medio Oriente: 26 missioni in tre giorni
I dati di navigazione relativi al traffico aereo militare indicano un flusso continuo di voli cargo statunitensi dalla Germania verso il Medio Oriente tra il 15 e il 17 maggio, nell’ambito di una nuova attività di monitoraggio della regione.
Secondo un’analisi dei dati di tracciamento citata da Al Jazeera, sarebbero almeno 26 i voli militari cargo partiti da basi in Germania e diretti verso l’area mediorientale, a conferma di un rafforzamento della logistica militare statunitense in un contesto di crescente tensione.
L’attività aerea si inserisce infatti nel quadro del potenziamento della presenza militare degli United States nelle aree strategiche vicine allo Stretto di Hormuz, al Golfo di Oman e al Mar Arabico.
Tutti i voli osservati sarebbero stati effettuati da velivoli Boeing C-17A Globemaster III, aerei da trasporto pesante dell’aeronautica militare statunitense utilizzati per il trasferimento rapido di truppe e materiali nelle principali aree operative.
Trump: "Non sono aperto a concessioni, l'Iran sa cosa accadrà a breve"
Donald Trump non è "aperto" a nessuna concessione nei confronti di Teheran. Lo ha detto lo stesso presidente in un'intervista al New York Post, aggiungendo che l'Iran sa "cosa accadrà a breve"
Turchia: “Usa e Iran trovino un’intesa per evitare la guerra”
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che non esistono, secondo Ankara, ostacoli insormontabili a un’intesa tra Stati Uniti e Iran per arrivare a una soluzione negoziata e mettere fine al conflitto.
Parlando a Berlino nel corso di una conferenza stampa, Fidan ha spiegato che la priorità della Turchia è sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dal Pakistan e contribuire al mantenimento del cessate il fuoco. Ankara, ha aggiunto, ritiene che entrambe le parti siano consapevoli dei rischi legati a una possibile ripresa delle ostilità.
Il capo della diplomazia turca ha infine espresso la convinzione che sia Washington sia Teheran abbiano interesse a evitare un’escalation, lasciando aperta la possibilità di un percorso negoziale.
Ministero Difesa iraniano: "Pronti a ogni scenario"
"Il prestigio dell'America è stato infranto dalle nostre forze armate e gran parte delle nostre capacità rimane inutilizzata. Risponderemo con fermezza a qualsiasi aggressione contro il nostro Paese e siamo preparati a tutti gli scenari". Lo afferma il portavoce del ministero della Difesa iraniano.
Fonte iraniana: "Le richieste Usa mancano di realismo"
Nonostante alcune modifiche introdotte nella nuova proposta americana, restano profonde divergenze tra le parti, dovute a quelle che Teheran considera "esagerazioni" e una "mancanza di realismo" da parte degli Stati Uniti. E' quanto ha dichiarato una fonte vicina al team negoziale iraniana, citata dall'agenzia di stampa Tasnim.
Secondo la fonte, l'Iran non intende arretrare sulle proprie posizioni di principio. Teheran chiede, in particolare, che gli asset iraniani congelati all'estero vengano restituiti "in modo trasparente e definitivo", sostenendo che semplici promesse formali non siano sufficienti. Nonostante alcune aperture, restano infatti divergenze sulla restituzione dei fondi congelati.
La stessa fonte ha aggiunto che l'Iran considera "molto seria" la richiesta di un risarcimento da parte degli Stati Uniti per i danni causati dagli attacchi contro la Repubblica islamica. Sebbene nei colloqui si parli della creazione di un fondo per lo sviluppo e la ricostruzione, Washington sarebbe ancora lontana dalle richieste iraniane, sia sull'entità delle risorse che su altri aspetti dell'intesa.
Axios: "Domani Trump discuterà opzioni militari"
Il presidente americano Donald Trump dovrebbe convocare domani nella Situation Room i vertici della sicurezza nazionale per discutere di opzioni militari in Iran. Lo riferisce Axios citando due funzionari statunitensi. Se l'Iran non cambierà la posizione, gli Stati Uniti dovranno continuare i negoziati "con le bombe", ha assicurato una fonte.
Axios: "Per Usa proposta Iran insufficiente, rischio ripresa guerra"
La Casa Bianca ritiene la nuova proposta dell'Iran "insufficiente": non rappresenta un miglioramento significativo per arrivare a un accordo. Lo riporta Axios citando un funzionario americano, secondo il quale il rischio è quello di una ripresa della guerra.
Iraq: "Non abbiamo lanciato droni verso l'Arabia Saudita"
Il ministero degli Esteri iracheno ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea del Paese non hanno rilevato alcun drone lanciato dal suo territorio verso l'Arabia Saudita. Domenica sera, l'Arabia Saudita aveva affermato di aver intercettato e distrutto tre droni iracheni entrati nel suo spazio aereo, aggiungendo di "riservarsi il diritto di rispondere al momento e nei luoghi opportuni". Il ministero degli Esteri iracheno ha però dichiarato che le autorità hanno aperto un'indagine "per determinare le circostanze dell'incidente". Ha inoltre aggiunto che i sistemi di difesa aerea e di sorveglianza del Paese non hanno rilevato alcun lancio. Il ministero ha esortato Riad "a cooperare e condividere le informazioni pertinenti per contribuire a garantire informazioni accurate che rafforzino la sicurezza e la stabilità in entrambi i Paesi fratelli".
Fonte Usa ad 'Al Jazeera': "La pazienza di Trump sull'Iran si sta esaurendo"
Una fonte statunitense ha dichiarato all'emittente ‘Al Jazeera' che "la pazienza del Presidente americano Donald Trump si sta esaurendo a causa della mancanza di progressi con l'Iran". La fonte ha sottolineato che "l'Iran ha giorni, non settimane, per offrire a Trump qualcosa che sblocchi la situazione. Il Presidente propende per un'azione militare se non riceverà una risposta dall'Iran entro pochi giorni".
Il Pakistan ha trasmesso agli Usa la nuova proposta dell'Iran
Una fonte pakistana ha riferito a Reuters che Islamabad ha informato gli Stati Uniti su una nuova proposta presentata dall'Iran per porre fine alla guerra. Alla domanda se ci sarebbe voluto del tempo per risolvere i disaccordi tra le due parti, la fonte ha aggiunto: "Non abbiamo molto tempo", sottolineando che i due Paesi "continuano a cambiare i termini dell'accordo". Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha confermato che le posizioni di Teheran sono state comunicate "alla parte americana tramite il mediatore Pakistan". Baghaei ha affermato che Teheran è preparata a tutti gli scenari. Parlando in una conferenza stampa settimanale trasmessa in televisione, ha aggiunto: "Per quanto riguarda le loro minacce, state certi che sappiamo perfettamente come rispondere in modo appropriato anche al minimo errore da parte dell'altra parte".
Media Iran: "Dagli Usa proposta deroga a sanzioni su petrolio in cambio Hormuz"
Gli Stati Uniti hanno proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano in cambio di un accordo di pace e della riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, ripresa dal Guardian. L'offerta non è ancora stata confermata e non entrerà in vigore fino al raggiungimento di un accordo definitivo tra i due Paesi, afferma l'agenzia iraniana, che cita una fonte vicina ai negoziati.
Iran, proposta agli Usa: stop a lungo termine all’arricchimento dell’uranio senza smantellare il programma nucleare
Secondo quanto riferito dall’emittente Al Arabiya, nell’ultima bozza di accordo trasmessa agli Stati Uniti l’Iran avrebbe proposto un congelamento a lungo termine dell’arricchimento dell’uranio, senza però prevedere lo smantellamento del programma nucleare. Il materiale già arricchito potrebbe inoltre essere trasferito in Russia anziché negli Usa. Teheran, infine, sarebbe pronta a rinunciare alle richieste di risarcimento per i danni di guerra in cambio di concessioni economiche.
Premier Pakistan: "Ottimista su nuovi negoziati"
Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha espresso ottimismo sulla possibilità di nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran, sotto la sua mediazione. "Siamo ottimisti riguardo allo svolgimento di un nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad", ha detto Sharif a quanto riporta l'agenzia iraniana Isna. "Stiamo facendo tutto il possibile per garantire una pace duratura", ha assicurato.
Iran, Pezeshkian: "Non abbassiamo la testa. Dialogo ma con dignità"
L'Iran è disposto a trattare con i nemici, ma non abbasserà la testa. A ribadirloè stato il presidente Massoud Pezeshkian. "In nessun modo ci inchineremo davanti a nessun potere", ha chiarito nel suo intervento alla giornata delle Relazioni pubbliche, a quanto riporta l'account X della presidenza. "Condurremo il dialogo con dignità", ha proseguito.
Onu a Israele: "Prevenire atti genocidio a Gaza"
Le Nazioni Unite hanno chiesto a Israele di adottare misure per prevenire atti di "genocidio" a Gaza e hanno denunciato segnali di "pulizia etnica" nei Territori palestinesi occupati. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto in un nuovo rapporto su Israele di garantire "con effetto immediato che le sue forze armate non si impegnino in atti di genocidio e adottino tutte le misure necessarie per prevenire e punire l'incitamento al genocidio".
Russia, Lavrov: "Mosca non interferisce nel processo negoziale tra Usa e Iran"
Mosca non sta cercando di interferire nel processo negoziale tra Stati Uniti e Iran e augura loro successo. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una conferenza stampa a Mosca. "Ho letto che tale corrispondenza sta avvenendo tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell'Iran attraverso intermediari pachistani o altri canali. Non posso confermare la veridicità di queste informazioni. Non abbiamo visto alcuna proposta", ha dichiarato Lavrov, citato da Tass. "Non stiamo cercando di intrometterci in questo processo negoziale", ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. Lavrov ha inoltre dichiarato che Mosca "sosterrà sosterremo qualsiasi risoluzione concordata e accettata dalle parti negoziali stesse".
Papa Leone XIV: "Sono molto preoccupato per il Libano e il Medio Oriente"
Il Papa ha incontrato Aram I, patriarca della Chiesa armena proveniente dal Libano. "Mi riporta alla mente l'amata patria da cui proviene e che ho avuto la gioia di visitare lo scorso dicembre. Questa terra del Libano, così cara al mio cuore, che per tanto tempo ha dimostrato al mondo intero che è possibile per persone di culture e religioni diverse vivere insieme come un'unica nazione, continua ad affrontare prove difficili", ha detto Leone XIV sottolineando la sua "profonda preoccupazione" per il popolo libanese, "in un momento in cui l'unità e l'integrità del paese sono nuovamente minacciate" e per le Chiese del Medio Oriente
Trump: "Gli iraniani urlano in continuazione, vogliono accordo ma poi cambiano termini"
Gli iraniani "urlano in continuazione". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, nel corso di un'intervista a Fortune. "Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l'accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: ‘Ma siete pazzi?'".
Merz condanna l'Iran e mette in guardia da attacchi a impianti nucleari
"Condanniamo con asprezza i nuovi attacchi iraniani agli Emirati arabi uniti e altri partner". Lo ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X. "Gli attacchi a impianti nucleari sono una minaccia per la sicurezza delle popolazioni di tutta la regione. Non si deve arrivare auna nuova escalation", ha aggiunto.
Media di Teheran: "Tre petroliere iraniane hanno superato il blocco di Hormuz"
"Tre petroliere iraniane sono state aggiunte alla capacità di stoccaggio dell'Iran dopo aver superato il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz" si legge in un rapporto dell'agenzia Fars, che aggiunge: "Gli Stati Uniti hanno affermato che la capacità di stoccaggio di petrolio dell'Iran sull'isola di Kharg è terminata, ma la società di intelligence marittima Tanker Trackers aveva dichiarato che l'Iran ha più di un mese di tempo prima che tale capacità si esaurisca, a condizione che nessun'altra petroliera entri nel blocco. Ora, con queste tre petroliere, la capacità di stoccaggio di petrolio dell'Iran è aumentata".
Ieri, Tanker Trackers ha affermato che "tre petroliere vuote, autorizzate dagli Stati Uniti", sono riuscite a eludere il blocco navale statunitense nei giorni scorsi. Insieme, possono trasportare 1,9 milioni di barili di petrolio iraniano. "Una delle navi ha disattivato brevemente l'AIS, un'altra batteva bandiera russa e una terza ha costeggiato la costa omanita per superare il blocco", ha aggiunto la società.
Media Iran, la nuova proposta in 14 punti si concentra sulla fine della guerra
La nuova proposta consegnata dall'Iran agli Usa attraverso il Pakistan è in 14 punti e si concentra sulla fine della guerra: lo scrive l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina ai negoziati.
La Premio Nobel Mohammadi dimessa, continua convalescenza a casa
L'attivista iraniana Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi è stata dimessa dall'unità di terapia intensiva coronarica dell'ospedale Pars di Teheran ed è stata trasferita a casa, dove continuerà la convalescenza sotto controllo medico ambulatoriale, ha annunciato la Fondazione che porta il suo nome. Nelle prossime settimane, le sue condizioni di salute saranno monitorate dal suo team medico attraverso visite in ospedale e sedute giornaliere di fisioterapia in ambulatorio, ha dichiarato la Fondazione Narges Mohammadi in un comunicato pubblicato sui social media.
L'Iran crea autorità per gestione stretto Hormuz
L'Iran ha creato un'Autorità per la gestione dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il consiglio supremo di Sicurezza nazionale.
Iran ribadisce: "Con Oman studiamo meccanismo transito Hormuz"
Squadre tecniche iraniane e omanite si sono incontrate in Oman per negoziare un meccanismo per il transito sicuro nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano. In una conferenza stampa, Esmaeil Baqaei ha affermato che i colloqui della scorsa settimana si sono concentrati sulla definizione di un quadro normativo internazionale per predisporre un meccanismo che "svolga questo compito". Il portavoce ha aggiunto che l'Iran rimane in contatto con l'Oman e le altre parti interessate e che le discussioni proseguiranno la prossima settimana a livello di esperti con le controparti omanite.