Pensioni, i requisiti aumentano: dal 2027 lavorare fino a 71 anni non basterà per i più giovani

Il nuovo aumento dell'età pensionabile, deciso dal governo Meloni applicando i meccanismo della riforma Fornero, scatterà nel 2027: un mese in più di tempo per lasciare il lavoro. Poi altri due mesi si aggiungeranno nel 2028. Un ulteriore salto di due mesi si prospetta dal 2029, stando alle previsioni dell'Istat e della Ragioneria generale dello Stato. La decisione sarà in mano al prossimo governo, che dovrà approvare o meno l'incremento entro la fine del 2027. Nel complesso, quindi, si parla di cinque mesi di aumenti nel giro di tre anni.
A pagare le conseguenze di questo rialzo dell'età pensionabile non è solo chi è già prossimo a lasciare il lavoro, ma anche chi vede il momento della pensione più in lontananza. In particolare, gli incrementi dei requisiti riguardano anche i lavoratori che sono nel cosiddetto regime contributivo ‘puro': quelli che hanno iniziato versare i contributi dal 1996 in avanti.
I requisiti per andare in pensione contributiva oggi
Per questi lavoratori ‘giovani', che comunque in alcuni casi potrebbero già aver raggiunto i 30 anni di contributi, la riforma Fornero ha previsto due tipi di pensione come per gli altri lavoratori più anziani: una anticipata e una di vecchiaia. I requisiti, però, cambiano.
I lavoratori in regime contributivo per la pensione di vecchiaia oggi devono raggiungere:
- 67 anni di età
- 20 anni di contributi
In questo caso, però, è necessario che l'importo della pensione sia pari almeno a quello dell'assegno sociale (che per esempio nel 2026 è di 546,24 euro al mese per tredici mensilità). È utile ricordare che, nel sistema contributivo, il livello della pensione dipende dalla quantità di contributi versati.
In alternativa, si può ottenere la pensione di vecchiaia con:
- 71 anni di età
- 5 anni di contributi
Se ottengono questi requisiti, possono lasciare il lavoro a prescindere dall'entità dell'assegno che hanno maturato. Perciò teoricamente anche una persona che ha iniziato a lavorare per la prima volta nel 2021, all'età di 66 anni, e quest'anno raggiunge i 71 anni di età e i 5 anni di contributi può andare in pensione. Ma è evidente che riceverà un assegno molto basso, a meno che in quei cinque anni non abbia avuto uno stipendio (e quindi un livello di contributi versati) straordinariamente alto.
Infine, esiste la pensione anticipata contributiva per chi raggiunge:
- 64 anni di età
- 20 anni di contributi
- un importo della pensione pari ad almeno 3 volte l'assegno sociale (soglia che si abbassa a 2,8 volte per le donne con un figlio, e 2,6 volte per le donne con due o più figli). Nel 2030 la soglia si alzerà ulteriormente a 3,2 volte l'assegno sociale
I requisiti per la pensione in aumento fino a cinque mesi
Visto che gli aumenti dell'età pensionabile riguarderanno anche i lavoratori che sono pienamente in regime contributivo, è evidentemente che dall'anno prossimo i requisiti per lasciare il lavoro diventeranno più difficili da raggiungere. Nel 2027 serviranno per la pensione di vecchiaia:
- 67 anni e un mese di età
- 20 anni di contributi
- pensione pari all'assegno sociale
oppure:
- 71 anni e un mese di età
- 5 anni di contributi
Per la pensione anticipata serviranno:
- 64 anni e un mese di età
- 20 anni e un mese di contributi
Nel 2028 per la pensione di vecchiaia saranno necessari:
- 67 anni e tre mesi di età
- 20 anni di contributi
- pensione pari all'assegno sociale
oppure:
- 71 anni e tre mesi di età
- 5 anni di contributi
Per la pensione anticipata:
- 64 anni e tre mesi mese di età
- 20 anni e tre mesi mese di contributi
Nel 2029, a meno che il prossimo governo non intervenga con un blocco o una dilazione dell'età pensionabile, i requisiti della pensione di vecchiaia contributiva saranno:
- 67 anni e cinque mesi di età
- 20 anni di contributi
- pensione pari all'assegno sociale
oppure:
- 71 anni e cinque mesi di età
- 5 anni di contributi
Per la pensione anticipata:
- 64 anni e cinque mesi mese di età
- 20 anni e cinque mesi mese di contributi