video suggerito
video suggerito

Musica live e disabilità: cosa prevede il D.M. 236/1989 e perché i concerti restano poco accessibili

L’accesso ai concerti per le persone con disabilità è un problema di sistema nel panorama italiano. Le storie, i divieti e cosa prevede la normativa nazionale.
Concerti e inclusività, 2026
Concerti e inclusività, 2026

L'arrivo dei mesi estivi rappresenta lo spazio temporale più importante per l'industria della musica dal vivo in Italia, un ecosistema che produrrà ricavi a più livelli, dai concerti solisti ai festival, un fatturato al botteghino superiore a 1 miliardo di euro. Questo dato, legato al rapporto prodotto da Siae in collaborazione con AssoConcerti e l'Università di Pisa, restituisce un quadro di oltre 26 milioni di spettatori per oltre 40mila spettacoli dal vivo. Un'economia florida che ha però nei suoi numeri il racconto forse più lineare e preciso, ma che mostra forti criticità quando si nomina il criterio dell'inclusione.

I casi di barriere al pubblico con disabilità negli ultimi anni

Non è stato raro, nei mesi scorsi, assistere a polemiche sulle problematiche di accesso di persone con disabilità ad eventi dal vivo, soprattutto nella musica italiana. Cronologicamente, il caso più vicino riguarda la storia di Edoardo Bonelli, spettatore in sedia a rotelle a cui è stato inizialmente bloccato l'accesso allo Sky Box per il Marra Block Party. Ma tornando indietro potremmo trovare la storia di Graziella Severino (presidentessa dell'associazione Entusiasmabili APS) e Lucia Artieri, che non hanno potuto accedere al Palazzo dello Sport di Roma per il concerto di Achille Lauro. O ancora prima la storia di Silvia Stoyanova, attivista scomparsa lo scorso novembre a 38 anni, per l'accesso alla data del tour di Taylor Swift allo stadio San Siro di Milano nel luglio 2024.

In tutti e tre i casi documentati, il dispositivo di controllo e sicurezza delle arene è diventato l'argomento per interdire l'accesso agli utenti con disabilità. L'accesso agli eventi musicali è un tema tutt'altro che affrontato con uniformità dalla legge. Infatti, l'acquisto del titolo d'ingresso non segue le procedure automatizzate e indipendenti, come per il resto del pubblico, ma segue la regolamentazione degli organizzatori di concerti in Italia.

La regolamentazione degli organizzatori di concerti in Italia

Come per esempio, Live Nation Italia, che richiede un iter di verifica per l'accesso. Nella policy, che è possibile trovare sul sito ufficiale, si fa riferimento all'accesso solo agli eventi nella città di Milano. L'utente con disabilità potrà accedere all'evento segnalando via mail i propri dati personali, insieme alla copia del certificato d'invalidità. In caso di conferma, "la persona con disabilità potrà acquistare un biglietto della fascia di prezzo più bassa, seguendo le indicazioni che verranno riportate nel messaggio di conferma. All’accompagnatore viene rilasciato un accredito gratuito (l’accompagnatore deve essere maggiorenne)". Tra le priorità, anche l'attestazione dell'invalidità al 100%.

Un discorso simile colpisce anche Friends & Partners, che nella sua policy, riferendosi alla norma del 19 agosto 1996 "Spazio Calmo", sottolinea che "alle persone con disabilità sono riservati posti specifici e limitati all’interno del luogo dello show (area riservata), idonei alle particolari esigenze di circolazione delle carrozzine e delle persone con ridotte o impedite capacità motorie. Per ogni Show F&P riserva alle persone con disabilità e ai loro accompagnatori (obbligatoriamente maggiorenni) un numero di posti adeguato, ma necessariamente limitato". Anche in questo caso l’accesso avviene tramite l’invio di un modulo, e non tramite un titolo d'ingresso acquistato tramite i circuiti di vendita autorizzati dall'organizzatore. Infatti, agli utenti con disabilità che hanno acquistato il ticket su piattaforme di ticketing, non verrà consentito "l'accesso allo show", con un particolare riferimento alle "persone in carrozzina", che non potranno ottenere il rimborso del biglietto.

Compie 37 anni la legge che regola l'accessibilità degli utenti con disabilità ai concerti dal vivo

Le attuali criticità del sistema risiedono in un’applicazione normativa ancora insufficiente e soprattutto in una regolamentazione che appare datata. In Italia infatti, l'inclusione fisica nei luoghi e nelle strutture d'intrattenimento è normata dal D.M 236 del 1989, in cui vengono stabilite le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici. Per le strutture destinate all'intrattenimento, il decreto impone la predisposizione di posti riservati alle persone in sedia a rotelle, "i quali devono essere facilmente raggiungibili e garantire una visibilità ottimale". Il cortocircuito emerge, però, nell'applicazione della stessa norma, che trasforma la quota minima di spazi prevista in un limite massimo per gli utenti con disabilità che vogliono accedere all'evento.

Attualmente, in Italia, la normativa impone di riservare almeno due posti per persone con ridotta capacità motoria e due spazi liberi per utenti su sedia a ruote ogni 400 posti. Tra gli elementi più recenti che mirano alla modifica/evoluzione del sistema di accesso delle persone con disabilità agli spettacoli dal vivo c'è stato il manifesto "Live for All", presentato nell'aprile del 2024. Il documento prova a ribaltare il tema dell'emergenza e dell'assistenzialismo nell'accessibilità agli eventi, sottolineando sottolineando la necessità di misure che aiutino non solo a regolamentare l'adeguamento architettonico delle arene e l'acquisto paritario sulle piattaforme digitali, ma anche l'inclusione dei professionisti con disabilità dietro le quinte.

Solo qualche mese prima, nel novembre del 2023, c'era stata la formulazione di una proposta di legge 1536, promossa dal Comitato per i concerti accessibili e alla pari e dall'associazione AlDiQua Artists e presentata in parlamento dal deputato Antonio Baldelli. Tra i passaggi più importanti, il superamento della barriera d'ingresso, garantendo la visibilità reale per l'utente. A cui si aggiunge la gratuità tassativa per l'accompagnatore, la presenza di un indicatore numerico per i biglietti riservati alle persone con disabilità e l'esatta ubicazione dei posti assegnati. Ma soprattutto la garanzia di sanzioni nei confronti delle aziende con poteri di controllo affidati al Garante nazionale delle disabilità, un ruolo nato proprio nel marzo 2024. Le sanzioni, di natura pecuniaria, andrebbero da 5mila a 10mila euro per la mancata fruizione dello spettacolo, mentre "la mancata o incompleta pubblicazione dei dati" da parte dei siti dovrebbe essere punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 5mila euro.

Non solo disabilità motoria: il sistema è sprovvisto di un protocollo standardizzato per i performer LIS

Allo stato attuale dell'iter legislativo, il disegno di legge non è ancora stato approvato ma si trova nella fase di esame dopo aver attraversato un lungo ciclo di audizioni informali nel corso del 2024 e del 2025. A queste forti limitazioni per l'accesso, si legano anche altre mancate integrazioni nel circuito live italiano, come un protocollo standardizzato per i traduttori o performer LIS (Lingua dei segni) durante concerti o tour. Al contrario, sono ancora pochi i tentativi di inclusione nel panorama italiano. Come nel caso di Giorgina lo scorso 2 maggio 2026. La performer LIS palermitana di 23 anni è stata invitata a salire sul palco romano del tour di Fabrizio Moro, dopo l'incontro negli studi di "Da noi… a ruota libera", il programma condotto da Francesca Fialdini su Rai 1.

Il modello britannico Live Events Access Charter

Tra i modelli europei che potrebbero essere osservati, c'è sicuramente il "Live Events Access Charter", un protocollo britannico che ha influenzato il mercato della musica dal vivo, promosso dall'ente di beneficenza Attitude is Everything. Un documento sottoscritto da oltre 1600 luoghi e festival che attraverso un processo di standardizzazione sembra aver ridotto le barriere tra organizzatori e pubblico, attraverso soluzioni come un sistema di certificazione a livelli per gli organizzatori e le venue. Ma anche l'inclusione nel fornire comunicazioni digitali accessibili, spazi di decompressione e un'accoglienza adeguata al di là delle barriere architettoniche.

Senza dimenticare una formazione del personale, con corsi specifici, come il Disability Equality and Customer Service e il sistema del "Mystery Shopping". Infatti, l'efficacia delle misure adottate dai promoter viene regolarmente testata sul campo da spettatori con disabilità in incognito. Si tratta di misure che supererebbero la logica del recinto, tuttora utilizzata in Italia, a una riprogettazione molto vasta degli spazi all'interno delle arene.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views