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Roland Garros

Mensik furioso contro l’arbitro al Roland Garros: “Non lo rispetto”. Crolla dopo 5 ore sotto il sole

Il ceco stremato dopo la vittoria con Mariano Navone, ha polemizzato per la poca sensibilità durante le pause. “Con questo caldo è assurdo essere così rigidi”.
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Jakub Mensik è stato protagonista, suo malgrado, di una delle scene più discusse del Roland Garros 2026. Dopo una battaglia durissima durata oltre quattro ore e mezza sotto il caldo soffocante di Parigi ha battuto Mariano Navone (6-3/2-6/6-4/1-6/7-6) ma l'epilogo dell'incontro è stato scioccante: il talento ceco è crollato sulla terra rossa subito dopo l'ultimo punto, completamente senza energie. Ed è stato necessario portarlo via in sedia a rotelle considerato quanto fosse debilitato. La resilienza lo ha aiutato a resistere nonostante la sensazione di spossatezza e il malessere per la calura e gli effetti dello sforzo in quelle condizioni climatiche.

Nel corso del match ha chiesto un medical timeout, si è fatto misurare la pressione e si è messo la borsa del ghiaccio in testa, precauzioni che non sono bastate arrivando quasi al collasso. Ma oltre alla sofferenza fisica, a far esplodere il caso sono state soprattutto le parole durissime rivolte all'arbitro di sedia. Mensik non ha nascosto tutta la sua rabbia per la gestione della partita, accusando il direttore di gara di eccessiva rigidità nei momenti più critici dell’incontro. "Tutto ciò che è successo durante la partita si è svolto secondo le regole e io le rispetto. Ma non rispetto il comportamento dell'arbitro".

"Giocare così è una follia": il dramma fisico di Mensik

Il tennista ceco ha spiegato di essersi trovato al limite fisico in condizioni considerate proibitive. "All'inizio del quarto set ho praticamente smesso di bere. Da lì sono iniziati tutti i problemi. Giocare con questo caldo, completamente esposti al sole per più di quattro ore e mezza, è una follia".

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Non è mancato un riferimento polemico ai i tempi previsti dal regolamento durante i cambi di campo: a suo avviso sono troppo rigidi in giornate con temperature estreme. D'accordo, il regolamento va seguito ma c'è una cosa che non è codificata: il buonsenso. "Quando finalmente ti siedi, restano solo 30 secondi. Non c'è abbastanza tempo per recuperare". È la frase che fa da prologo all'attacco al giudice di sedia.

Il ceco esplode contro l'arbitro: "Non lo rispetto"

Il momento più controverso della partita è arrivato nel tie-break del quinto set, quando Mensik ha ricevuto una violazione per tempo perdendo la prima di servizio mentre era piegato dai crampi. Una decisione che lo ha fatto infuriare: sull'argomento è tornato in conferenza stampa con dichiarazioni pesantissime.

"Con questo caldo e queste condizioni è assurdo essere così rigidi. Uno spettatore direbbe semplicemente: dategli cinque o dieci secondi in più. Io non li ho avuti". Poi ha sfoderato l'attacco diretto al giudice di sedia: "Quello che è successo dopo la partita me lo terrò per me. Ma il comportamento dell'arbitro… non lo rispetto".

Una partita vinta "solo con la testa"

Nonostante i crampi e il collasso fisico finale, Mensik è riuscito comunque a chiudere il match grazie a una straordinaria forza mentale. Il ceco ha spiegato che negli ultimi game riusciva a malapena a colpire la palla, ma ha trovato dentro di sé le ultime energie per resistere.

"È stata tutta una questione mentale: trovare l'ultima goccia di energia e continuare a lottare. Quando ho vinto, tutte le emozioni sono esplose e il mio corpo si è bloccato. Non riuscivo più a fare nulla".

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