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Spotify elimina la classifica Viral 50: così è cambiato il nostro modo di ascoltare musica

Spotify ha annunciato la fine delle playlist algoritmiche Viral 50, sia nella versione internazionale, sia nelle nazionali. In questi anni ha cambiato il nostro modo di ascoltare la musica.
Viral 50, Spotify
Viral 50, Spotify

Da lunedì 18 maggio 2026, la classifica Viral 50 di Spotify non è più consultabile. Infatti, la piattaforma svedese ha deciso di rimuovere dalla gamma di classifiche algoritmiche non solo la sua versione Global, ma anche le liste nazionali. Una scelta che potrebbe essere legata alla rimozione di un meccanismo di inserimento automatico di brani in una delle playlist più seguite, che soprattutto negli ultimi anni aveva visto la comparsa e la successiva popolarità di brani generati con intelligenza artificiale. Resterà operativa solo la playlist "Viral Hits", che ha un seguito internazionale, con oltre 8,3 milioni di follower, ma soprattutto ha un'origine editoriale della piattaforma.

Quando nasce la playlist Viral 50

Viral 50 è una gamma di classifiche e playlist lanciata ufficialmente il 21 maggio 2013, un servizio integrato a Spotify Charts, per la misurazione dei brani musicali più popolari all'interno di specifici territori e a livello internazionale. A differenza della Top 50, basata sul conteggio grezzo delle riproduzioni idonee, il sistema algoritmico della Viral 50 è stato progettato per misurare il momentum del brano e la sua crescita organica. Tra i parametri monitorati per stilare le liste, figuravano i picchi improvvisi di riproduzioni, i tassi di condivisione esterni, ovvero la viralità sui social media e la rapidità con cui il brano veniva intercettato da nuovi ascoltatori.

Andando ancora più nel dettaglio, tra i criteri principali, c'è il tasso di acquisizione di nuovi ascoltatori univoci in un perimetro esterno alla base dei fan preesistenti dell'artista. Questo processo mirava a restituire non una misura empirica della diffusione del brano, ma una vera e propria metrica che avrebbe agevolato non solo gli utenti, ma anche gli artisti stessi nella promozione dei brani. Questo ha però, sin da subito, mostrato un limite evidente, che risiede soprattutto nella differenza tra viralità e successo commerciale.

La differenza tra viralità e successo commerciale

Come scrivono gli studiosi Gabriel P. Oliveira, Ana Paula Couto Da Silva e Mirella M. Moro in "On the Causal Relationship Between Music Virality and Success": "Sebbene interconnessi, la viralità musicale e il successo commerciale sono concetti distinti. La distinzione tra i due concetti è fondamentale per comprendere le sfumature della popolarità musicale. Mentre la viralità è legata alla diffusione e disseminazione sulle piattaforme sociali, il successo è associato ad altri fattori, incluse le performance in classifica, lo streaming e le vendite".

I brani nel 2025, in Italia, in vetta alla Viral 50 di Spotify

Abbiamo potuto assistere solo nell'ultimo anno, in Italia, alla presenza estemporanea di brani in cima alla classifica Viral 50 di Spotify, progressivamente scomparsi nei successivi mesi. Tra questi figurano "L'amore non mi basta" di Emma Marrone, "Espresso Macchiato" di Tommy Cash, ma anche "Chiamo Io Chiami Tu" di Gaia, "Yamal" di Le One, o addirittura la Song of the Summer del 2025, che ha visto protagonista Andrea Laszlo De Simone con "Fiore mio". Senza dimenticare la meteora sinti Banfy con Sheridan in "Bam Bam".

Chi invece sembra aver beneficiato maggiormente dal successo momentaneo della Top 50 è la coppia Tony Pitony – Eddie Brock. Perché, se da una parte l'album omonimo dello showman siciliano è servito come espediente narrativo per presentare l'autore sul palco del Festival di Sanremo, anche l'autore di "Non è mica te" ha trascinato, con il successo del suo brano, tanti utenti a riscoprire la sua discografia, prima della sua partecipazione all'Ariston.

La musica prodotta con AI potrebbe ridimensionarsi dopo l'eliminazione della Viral 50 di Spotify

Un particolare che invece non riguarda "progetti AI" come i Cantoscena, che esordiranno anche dal vivo con un dj set, o Giuliana Florio, che dopo la fama ricevuta da personaggio NPC su TikTok, si è lanciata nell'alter ego "GROSE". Questa mancanza nel processo di acquisizione e fidelizzazione del pubblico si lega al fenomeno del "fading accelerato". Si potrebbe tradurre questo concetto come il tasso di "velocità d'abbandono" dell'utente nei confronti del brano, la velocità con cui lo stesso perde interesse non solo per la canzone in questione, ma anche per l'artista a cui è associato.

Infatti, la Viral 50 Spotify, tra i tanti modi in cui ha cambiato il modo di osservare e vivere la musica, ha soprattutto (già nel 2013) certificato il fenomeno del consumo rapido: ovvero: un brano raggiunge il picco dei suoi risultati (in termini di ascolti e utenti) nei giorni immediatamente successivi alla sua pubblicazione, registrando così un tratto caratteriale dell'ascoltatore medio: la sua volatilità e la sua apparente mancanza di affezione al brano.

Un processo che non ha cambiato solo l'ascolto del pubblico, ma soprattutto le strategie di mercato di etichette discografiche che, attraverso l'utilizzo delle metriche della Viral 50, hanno investito in produzioni di musica a consumo rapido. Si tratta di brani che vengono progettati per ottenere un picco immediato nell'acquisizione, con una particolare attenzione al ritornello, e che cercano di monetizzare nella finestra temporale ridotta che si crea tra la pubblicazione e i primi giorni di scoperta.

Com'è cambiato il percorso dell'ascoltatore nella scoperta di una nuova canzone, attraverso la Viral 50 di Spotify

Ma c'è anche un ultimo elemento interessante, che si insinua nella lettura sul cambiamento del modo di osservare, scoprire e vivere la musica. Infatti, cambia soprattutto il percorso tracciato dagli utenti per riuscire a riconoscere e affezionarsi al brano. La piattaforma svedese, in questo caso Spotify con la sua Viral 50, era diventata la destinazione e non più il punto di partenza. Come suggerisce lo studio citato sopra: "La viralità cross-platform altera la fidelizzazione tradizionale. L'utente viene attratto verso il servizio di streaming da un picco di interesse generato esternamente, trasformando l'atto dell'ascolto da un processo di esplorazione musicale proattiva a una reazione passiva agli stimoli dell'algoritmo di raccomandazione video di terze parti".

Cosa potrebbe modificare la scomparsa della Viral 50 tra le playlist algoritmiche di Spotify? Da una parte, questa rimozione provocherà la perdita, per etichette e uffici stampa, di un dato numerico come il tasso di conversione del brano tra ciò che avviene sui social e il riscontro sulla piattaforma. È difficile capire come questo si tradurrà concretamente nella promozione dell'artista, ma è ancora più interessante capire se, con la scomparsa della playlist, ci saranno investimenti minori su prodotti di consumo rapido. Agevolando anche un'affezione maggiore da parte del pubblico nei confronti di un minor numero di brani, che però permetta un fenomeno come il long-term engagement, osservabile nel numero di salvataggi dei brani e nella permeabilità in classifiche come la Top 200.

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