
Secondo diverse fonti, accordo raggiunto su tregua di 60 giorni, manca solo ok di Trump. Intanto nuova escalation dopo il raid americano nella zona di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, definito da Washington “puramente difensivo” in risposta al lancio di quattro droni dei pasdaran contro una nave commerciale Usa.
Secondo Axios, nel mirino ci sarebbe stato anche il nuovo comandante della marina dei pasdaran, Ali Azmaei. Teheran ha reagito sostenendo di aver colpito una base aerea americana e lanciando nuovi attacchi con missili e droni contro Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Spari anche contro alcune petroliere nello Stretto di Hormuz. Israele ha colpito il sud di Beirut, Netanyahu: "Occupare il 70% di Gaza".
L'emiro del Qatar telefona a Trump: "Priorità ala diplomazia"
L'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha discusso della situazione regionale in una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo sceicco Tamim ha sottolineato l'importanza di dare priorità alle soluzioni diplomatiche e al dialogo tra tutte le parti, nella speranza di prevenire ulteriori tensioni e un'escalation in Medio Oriente, lo ha affermato l'ufficio del leader qatariano in un comunicato stampa relativo ai colloqui. Trump, a sua volta, ha espresso il suo apprezzamento per il ruolo del Qatar nel sostenere gli sforzi di mediazione del Pakistan tra Washington e Teheran, "lodando gli sforzi del Qatar per colmare le divergenze e promuovere la de-escalation nella regione", si legge nella dichiarazione.
Il presidente iraniano Pezeshkian ribadisce che Teheran non intende dotarsi di armi nucleari
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito le sue recenti rassicurazioni secondo cui l'Iran non intende sviluppare armi nucleari, attribuendo al contempo la responsabilità dell'instabilità regionale a Israele. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale ISNA, Pezeshkian avrebbe anche fatto riferimento ai negoziati in corso con gli Stati Uniti, affermando: "Non ci impegniamo in diplomazia con l'umiliazione". "Se ci opponiamo alla potenza più forte del mondo, dobbiamo accettare le difficoltà; non possiamo combattere e aspettarci che il processo prosegua normalmente come prima", ha aggiunto.
Bessent: "Trump ha tre condizioni per l'accordo con l'Iran"
Donald Trump ha tre condizioni per un accordo con l'Iran: la consegna dell'uranio arricchito, il non perseguire da parte di Teheran l'arma atomica e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, sottolineando che non può esserci accordo senza l'apertura di Hormuz. "Tutto dipende da quello che Trump vuole fare e Trump non farà un cattivo accordo. E' stato chiaro" ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent senza rispondere a chi gli chiedeva se fosse stato raggiunto un accordo con l'Iran. "Le squadre negoziali stanno trattando intensamente e Donald Trump ha chiarito in modo inequivocabile di avere diverse linee rosse: l'Iran deve consegnare il proprio uranio altamente arricchito, non può perseguire lo sviluppo di armi nucleari e lo Stretto di Hormuz deve rimanere libero e aperto", ha messo in evidenza.
Iran: "Cessate fuoco ancora attivo nonostante accuse Centcom"
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran resta in vigore nonostante il Comando centrale Usa (CentCom) abbia parlato di una "gravissima violazione del cessate il fuoco" da parte dell'Iran durante la notte. Lo rende noto l'emittente statunitense Abc, citando una fonte Usa e ricordando che sebbene il cessate il fuoco sia ufficialmente in vigore dall'8 aprile, le due parti si sono ripetutamente scambiate attacchi nelle ultime settimane
Bessent: "Revoca delle sanzioni contro l'Iran non è ancora all'ordine del giorno"
Il Segretario del Tesoro statunitense Bessent afferma che la revoca delle sanzioni contro l'Iran non è ancora all'ordine del giorno. "Non si prenderà in considerazione alcuna proposta finché non vedremo lo Stretto di Hormuz aperto e gli iraniani non accetteranno di dover consegnare l'uranio altamente arricchito", ha affermato. Bessent afferma di aver parlato con l'ambasciatore dell'Oman nello Stretto di Hormuz e ha dichiarato che Trump "voleva sottolineare la libertà di navigazione nello Stretto" quando ieri ha minacciato di "far saltare in aria" l'Oman. Bessent ha aggiunto di aver parlato con l'ambasciatore dell'Oman, il quale gli ha "assicurato" che non ci sono piani per introdurre un meccanismo di pedaggio nella via navigabile.
Hezbollah rivendica diversi attacchi contro soldati israeliani nel Libano meridionale
Hezbollah rivendica diversi attacchi contro soldati israeliani nel Libano meridionale. In una serie di messaggi su Telegram, il gruppo libanese afferma di aver compiuto due attacchi contro soldati israeliani radunati nel villaggio di Biyyada, nel Libano meridionale occupato. I combattenti hanno anche preso di mira i soldati israeliani nella città di Rashaf con un lancio di razzi.
Teheran: "Accordo tra Iran e Stati Uniti non è ancora stato finalizzato o confermato"
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim afferma che il testo di un potenziale memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti non è ancora stato finalizzato o confermato. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, ha dichiarato giovedì che il testo di un potenziale memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti non è ancora stato finalizzato o confermato. La fonte ha affermato che Teheran non ha informato il mediatore pakistano che il testo è completo e che informerà sia il mediatore che il pubblico una volta finalizzato, aggiungendo che le notizie dei media occidentali che affermano che l'accordo è già stato finalizzato sono false.
Axios: accordo potrebbe essere annunciato domenica
L'accordo tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto, riaprire lo Stretto di Hormuz e mettere fine al programma nucleare iraniano potrebbe essere annunciato domenica. Lo riporta Axios. All'accordo, come riferito in precedenza, mancherebbe ancora il via libera definitivo del presidente Trump
L'ONU esorta Iran e Stati Uniti a rispettare il cessate il fuoco.
Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ha dichiarato che l'organizzazione mondiale sta cercando di "comprendere meglio cosa sia ufficiale e cosa non lo sia", in seguito alle notizie secondo cui sarebbe stato raggiunto un memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. Dujarric ha dichiarato ai giornalisti che le Nazioni Unite sono "molto preoccupate" per gli scambi di fuoco avvenuti questa settimana tra i due Paesi. "Incoraggiamo entrambe le parti a rispettare il cessate il fuoco che hanno annunciato", ha affermato.
Pezeshkian: non negoziamo in condizioni umilianti
L'Iran non vuole armi nucleari e non tratta in condizioni umilianti, a ribadirlo è stato il presidente Massoud Pezeshkian, citato dall'agenzia Isna. "Non puntiamo alle armi nucleari", ha detto, "i disordini nella regione sono causati da Israele". Quanto alle trattative in corso, "non negoziamo in condizioni umilianti", ha assicurato.
Centcom: "Reindirizzato 111 imbarcazioni a Hormuz durante il blocco"
Le forze statunitensi hanno "reindirizzato" 111 imbarcazioni a Hormuz durante il blocco. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato che, nell'ambito del blocco navale contro i porti iraniani, l'esercito statunitense ha "reindirizzato" un totale di 111 navi mercantili. Diciassette navi sono state bloccate nell'ultima settimana, di cui due solo da ieri, secondo gli aggiornamenti del CENTCOM.
La Casa Bianca conferma la notizia dell'accordo sul cessate il fuoco di 60 giorni e revoca del blocco a Hormuz
La Casa Bianca conferma una prima indiscrezione di Axios: esiste un memorandum d'intesa, ma il presidente non lo ha ancora firmato. Il rapporto afferma che si tratta di un cessate il fuoco di 60 giorni, che lo Stretto di Hormuz verrà riaperto, che l'Iran promette di bonificare tutte le mine entro 30 giorni e che si impegnerà a non costruire un'arma nucleare. Gli Stati Uniti discuteranno dell'allentamento delle sanzioni e dello scongelamento dei beni iraniani. Ci sarà una revoca parallela del blocco navale statunitense, dopodiché si negozierà su come smaltire l'uranio arricchito.
Axios: leadership Teheran ha dato via libera a bozza di tregua
La leadership iraniana avrebbe dato il via libera all'ultima bozza di memorandum di intesa con gli Stati Uniti. Lo ha riferito Axios che per primo ha dato la notizia dell'accordo dei negoziatori su un testo che proroga il cessate-il-fuoco di 60 giorni per aprire lo stretto di Hormuz e negoziare un accordo sul programma nucleare di Teheran. Secondo le fonti del sito, che cita come fonti funzionari statunitensi, i termini del documento erano stati in gran parte concordati già martedì, ma le parti necessitavano ancora il via libera dei rispettivi leader. Gli iraniani poi si sono rimessi in contatto e hanno detto di avere ricevuto le approvazioni necessarie e di essere pronti a firmare. Il presidente americano Donald Trump, informato dai negoziatori Usa, ha chiesto invece un paio di giorni per pensarci.
Deputato Iran: progressi con Usa ma preoccupati da imprevedibilità di Trump
Un parlamentare iraniano ha affermato che i negoziati con gli Stati Uniti hanno compiuto "buoni progressi" e che la maggior parte delle proposte di Teheran sono state accettate, aggiungendo tuttavia che una delle principali preoccupazioni resta l'"imprevedibilità" del presidente Donald Trump. "I negoziati hanno registrato progressi significativi, sia qualitativi che quantitativi", ha dichiarato ai media iraniani Fadahossein Maleki, membro della commissione per la sicurezza nazionale, ripreso da Iran International. Maleki ha aggiunto che alcune richieste iraniane devono ancora essere affrontate da Washington, facendo riferimento ai recenti attacchi contro navi iraniane. "La nostra unica preoccupazione è l'imprevedibilità di Trump e la sua incapacità di rispettare gli impegni presi", ha aggiunto. Maleki ha poi ribadito che la recente visita in Qatar del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf si è concentrata sui fondi iraniani congelati e sui meccanismi di pagamento, definendo l'esito positivo per Teheran.
Il Consiglio Ue adotta ulteriori sanzioni contro i coloni violenti israeliani
Il Consiglio Ue ha adottato oggi ulteriori misure restrittive nei confronti di quattro entità e tre persone fisiche nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'Unione Europea in materia di diritti umani. I soggetti inseriti nell'elenco sono coloni israeliani estremisti e organizzazioni che li sostengono, responsabili di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania. Lo si legge in una nota.
Israele ha interrotto tutti i rapporti con l'ufficio del segretario generale dell'ONU Guterres
Israele ha interrotto tutti i rapporti con l'ufficio di António Guterres, segretario generale dell'ONU, dopo che le Nazioni Unite hanno deciso di inserire lo Stato ebraico nella lista dei soggetti accusati di violenza sessuale nelle zone di guerra. Tel Aviv: “Vergogna morale, scelta politica scollegata dai fatti. Siamo trattati allo stesso modo di Hamas e ISIS”
Libano: riunione delegazione in Usa, domani colloqui a Pentagono
La delegazione libanese, guidata dall'inviato Simon Karam, ha avuto una riunione a Washington con funzionari politici e militari per coordinare la posizione di Beirut. Lo ha riferito l'emittente Lbci. Un quarto round di colloqui a Washington tra Libano e Israele è previsto per l'inizio di giugno, preceduto da un incontro tra delegazioni militari al Pentagono domani.
L'Iran afferma che non permetterà agli Stati Uniti di "minare la sovranità" dello Stretto di Hormuz
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ribadisce il controllo dell'Iran sullo Stretto di Hormuz, in seguito all'ultima serie di attacchi statunitensi. Intervenendo alla cerimonia commemorativa in onore del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Gharibabadi ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco e ha affermato che la sovranità iraniana sulla via navigabile "è stata ormai consolidata", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim."Non permetteremo loro di compiere alcun passo che possa minare la sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz con queste azioni militari", ha affermato.
Bessent avverte l'Oman: “Sanzioni se partecipa a sistemi di pedaggio a Hormuz”
Il Dipartimento del Tesoro statunitense avverte l'Oman che prenderà di mira in modo aggressivo qualsiasi coinvolgimento nei pedaggi dello Stretto di Hormuz. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha sottolineato che Washington "non tollererà alcun tentativo di imporre un sistema di pedaggi nello Stretto di Hormuz". "L'Oman, in particolare, deve sapere che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prenderà di mira con fermezza tutti gli attori coinvolti, direttamente o indirettamente, nel facilitare l'imposizione di pedaggi per lo stretto, e qualsiasi partner che si renda disponibile sarà sanzionato", ha scritto Bessent. In precedenza, Bessent aveva messo in guardia qualsiasi ente aziendale o statale dal pagare i pedaggi.
Netanyahu: "Controlliamo il 60% di Gaza, arriveremo al 70%"
Israele prenderà il controllo del 70% della Striscia di Gaza. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Ora controlliamo circa il 60% della Striscia di Gaza. Eravamo al 50%, ora siamo al 60%. Su mio ordine, arriveremo al 70%. Inizieremo da li'", ha dichiarato Netanyahu parlando in conferenza da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata,
L'Unifil si dichiara "profondamente preoccupata" per l'escalation israeliana nel Libano meridionale
La missione di pace delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, nota come UNIFIL , si dichiara "profondamente preoccupata" per i massicci bombardamenti israeliani nella regione. "Il conflitto in corso sta causando morti, feriti e distruzioni diffuse", si legge in una dichiarazione. "La situazione sta ulteriormente minando la stabilità nella zona". Diversi caschi blu sono stati uccisi nel Libano meridionale da quando Israele ha esteso l'invasione di terra.
Il Dipartimento del Tesoro Usa bloccherà l'accesso delle compagnie aeree iraniane alle aree di atterraggio e rifornimento
Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato che bloccherà l'accesso delle compagnie aeree iraniane alle aree di atterraggio e rifornimento. La misura in risposta ai dazi per lo stretto di Hormuz. "Abbiamo avvertito qualsiasi ente aziendale o statale di non pagare pedaggi o di non nasconderli come pagamenti di aiuti", ha detto il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent . "Bloccheremo inoltre l'accesso di entrambe le compagnie aeree iraniane alle aree di atterraggio, al rifornimento e alla vendita dei biglietti.". “Solo un esito soddisfacente dei negoziati porrà fine alla spirale discendente.” ha concluso.
Continuano i massicci bombardamenti israeliani sul Libano meridionale
Continuano i massicci bombardamenti israeliani sul Libano meridionale. Nell'ultima ondata di attacchi, Israele ha colpito villaggi e città nei distretti di Bint Jbeil, Nabatieh e nella valle occidentale della Bekaa. Gli attacchi, incluso quello contro un edificio nella capitale Beirut, sono i più gravi da quando è stato negoziato il cessate il fuoco il mese scorso.
In Iran connessione ristabilita ma la rete resta filtrata
"Tre mesi fa, l'Iran ha interrotto l'accesso a Internet a livello globale. Sebbene la connettività sia ora in gran parte ripristinata, i dati indicano che gli utenti sono ancora soggetti a un forte filtraggio". Lo ha affermato Netblocks, l'osservatorio indipendente che monitora la sicurezza informatica e i diritti digitali che dal 28 febbraio ha denunciato il blocco quasi totale di internet entrato in vigore con l'inizio del conflitto con gli Stati Uniti, mentre da ieri la connessione ha cominciato ad essere ristabilita. In un messaggio su X, Netblocks ha definito il filtraggio della rete in Iran attualmente registrato come "simile a quello verificatosi nel periodo intercorso tra le proteste di gennaio e l'inizio della guerra".
Axios: accordo raggiunto per proroga tregua 60 giorni, manca solo ok di Trump
Usa e Iran avrebbero raggiunto un un accordo per la proroga della tregua di per altri 60 giorni e mancherebbe solo il via libera definitivo del presidente Trump, lo ha annunciato Axios facendo riferimento alle affermazioni di alcuni funzionari della Casa Bianca. I funzionari statunitensi hanno affermato che i termini dell'accordo erano stati sostanzialmente concordati martedì, ma entrambe le parti dovevano ancora ottenere l'approvazione dei vertici. I funzionari statunitensi hanno affermato che gli iraniani sarebbero poi tornati dicendo di aver ottenuto le autorizzazioni necessarie e di essere pronti a firmare. L'Iran non ha confermato questa versione.I negoziatori statunitensi hanno informato Trump sui dettagli dell'accordo finale, ma lui non lo ha firmato immediatamente. "Il presidente ha comunicato ai mediatori di aver bisogno di un paio di giorni per rifletterci", ha dichiarato un funzionario statunitense.
Pasdaran: "Se gli Usa attaccano di nuovo, risposta ferma"
Le Guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno accusato gli Stati Uniti di avere "violato il cessate il fuoco" con l'attacco contro un sito militare a Bandar Abbas, promettendo una "dura risposta" in caso si ripetessero attacchi. "L'esercito terroristico americano nella regione ha violato il cessate il fuoco e ha lanciato diversi missili contro le aree vuote dell'aeroporto di Bandar Abbas, senza causare danni. In risposta a questo attacco, la base americana da cui proveniva l'aggressione è stata attaccata. Se questa azione si ripete, l'esercito terroristico americano dovrà affrontare la nostra dura risposta", si legge in un comunicato dei pasdaran, come riferisce Isna. "La scorsa notte, diverse navi hanno tentato di entrare illegalmente nel Golfo Persico manomettendo e disattivando i propri sistemi di navigazione. Dopo diversi avvertimenti radio, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ne ha fermate due, costringendo le altre a tornare indietro", hanno dichiarato le Guardie della rivoluzione nel comunicato, aggiungendo che "nelle ultime 24 ore, 26 navi mercantili e petroliere hanno attraversato il corridoio sicuro dello Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto l'autorizzazione in coordinamento con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie".
Almeno 16 persone sono state uccise e altre 39 ferite a Gaza nelle ultime 48 ore
Il bilancio delle vittime nella guerra di Israele contro Gaza aumenta dopo gli ultimi attacchi. Il Ministero della Salute afferma che almeno 16 persone sono state uccise e altre 39 ferite nei territori palestinesi nelle ultime 48 ore. Gli ultimi dati portano a 72.819 il numero totale dei morti dall'inizio della guerra genocida di Israele contro Gaza, nell'ottobre del 2023, e a 172.894 i feriti. Di questi, 922 palestinesi sono stati uccisi da quando è entrato in vigore il "cessate il fuoco" mediato dagli Stati Uniti lo scorso ottobre, e altri 2.786 sono rimasti feriti.
Media Libano: vittime nei raid aerei israeliani su Beirut
Un numero imprecisato di vittime si registra nella periferia sud di Beirut, colpita da raid aerei israeliani. Lo riferiscono media libanesi, secondo cui missili israeliani hanno centrato un edificio a Shueifat, a sud del centro della capitale, dove vivevano alcune famiglie. Un attacco israeliano contro una motocicletta nella città meridionale di Tiro ha ucciso due cittadini siriani, tra cui un bambino, secondo quanto riportato dall'Agenzia nazionale di stampa libanese. L'attacco è avvenuto vicino a una caserma dell'esercito libanese nella città, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute.
L'Iran afferma che 26 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che 26 imbarcazioni hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, in coordinamento con le sue forze. "Ottenere l'autorizzazione e il coordinamento per il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è una questione imprescindibile, e il transito attraverso altre rotte è considerato un'interruzione e verrà trattato di conseguenza", ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa iraniana SNN. “Lo Stretto di Hormuz è controllato e gestito esclusivamente dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie, e qualsiasi turbativa in questo stretto sarà contrastata con la nostra risposta decisa.” aggiunge la nota
L'esercito israeliano ordina l'evacuazione di altre 6 città del Libano meridionale
Un portavoce dell'esercito israeliano ha diffuso un avviso di evacuazione per sei città e villaggi nel Libano meridionale, avvertendo che sono imminenti degli attacchi. "A causa della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, l'esercito è costretto ad agire con la forza", ha dichiarato il portavoce. Il post sui social media minaccia i comuni e le città di Habboush, Kafr Kila, Sahmar, Ain Qana, Nabatieh al-Tahta e Kafr Reman, nel Libano meridionale.