Un dipendente di Sotheby’s posa per le fotografie accanto a ’Banksy’ di Chris Leveine durante un’anteprima della collezione ’Made In Britain’ da Sotheby’s il 15 marzo 2018 a Londra, Inghilterra.
in foto: Un dipendente di Sotheby’s posa per le fotografie accanto a ’Banksy’ di Chris Leveine durante un’anteprima della collezione ’Made In Britain’ da Sotheby’s il 15 marzo 2018 a Londra, Inghilterra.

Ad ogni suo post su Instagram torna a far parlare di sé in tutto il mondo diventando il più classico dei "trend". È Banksy, lo street artist più famoso, l'artista dall'identità anonima avvolto dal mistero. Di lui (o lei, o loro, come vedremo tra poco) sappiamo poco o nulla, tranne del suo impegno, come ha dimostrato di recente, comprando un'imbarcazione per il salvataggio di migranti nel mar Mediterraneo. La Louise Michel battente bandiera tedesca si è messa per mare, salvando le prime cento persone solo qualche giorno fa. Azione che per il suo valore politico fa chiedere (di nuovo) a molti chi ci sia dietro la firma del writer più famoso del mondo. Vediamo tutte le ipotesi su chi si celi dietro lo pseudonimo Banksy.

Banksy, cosa sappiamo: città, età, colore della pelle

Da vari indizi emersi in questi anni tutto quel che sappiamo di Banksy è che la sua città natale è Bristol, importante portuale nell’ovest dell’Inghilterra, dove per molti anni è stato impegnato in una crew di street artist dal nome DryBreadZ. Il suo anno di nascita dovrebbe essere il 1974 (secondo altri, potrebbe essere anche dopo) mentre, secondo l'unico giornalista ad averlo intervistato di persona, Simon Hattenstone del The Guardian, che l’avrebbe incontrato a Londra nel 2003, l'artista britannico viene descritto come un uomo “bianco, di 28 anni, casual e trasandato, in jeans e maglietta, con un dente, una catenina e un orecchino d’argento”. Il primo grande murale in esterno di Banksy è The Mild Mild West (nella foto), dipinto nel 1997 per coprire una pubblicità nel quartiere di Stokes Croft.

Chi è Banksy? Tutte le ipotesi sull'identità dello street artist

La nave finanziata da Banksy per il salvataggio di migranti in mare
in foto: La nave finanziata da Banksy per il salvataggio di migranti in mare

Tuttavia su chi sia Banksy, il più famoso street artist del mondo, si discute da anni. Secondo un'inchiesta del 2008 del Mail on Sunday e uno studio della Queen Mary University nel 2016, dietro lo pseudonimo si nasconderebbe Robin Gunningham, ex-studente della Bristol Cathedral Choir School. Le opere di Banksy rivelarono a un'attenta analisi del "profilo geografico-criminale" una connessione geografica con luoghi frequentati da Robin Gunningham come parchi o pub.

Successivamente, dopo l'inchiesta del giornalista Craig Williams del 2016, si avanzò l'ipotesi che dietro il mistero di Banksy si celerebbe niente di meno che un membro della band britannica dei Massive Attack, il musicista e graffitista Robert Del Naja. Williams ha tracciò una mappa dei murales di Banksy sparsi nel mondo, e ha riscontrato delle corrispondenze importanti con le date di alcuni concerti della band di Bristol: negli ultimi anni almeno in sei occasioni opere d'arte riconducibili a Banksy sono comparse, poco prima o poco dopo i loro concerti, nella stessa città.

Infine, altre due ipotesi, meno accreditate, ma che godono di buon credito sostengono che Banksy sarebbe un collettivo di sei artisti riuniti sotto il suo nome, tra uomini e donne. "Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della vita privata: l’invisibilità è un superpotere" affermò lo stesso Banksy anni fa. Di sicuro il mistero della sua identità ha contribuito a rendere la sua figura ancor più leggendaria, creando un interesse notevole attorno alla sua figura di artista sempre più impegnato politicamente. C'è infine un'ultima ipotesi, sostenuta in altre indagini, secondo cui finora potremmo esserci sbagliati a cercare un uomo, per il semplice fatto che Banksy potrebbe essere una donna.

E se Bansky fosse una donna?

L’opera di Bansky sulla porta del Bataclan a Parigi
in foto: L’opera di Bansky sulla porta del Bataclan a Parigi

Un'altra ipotesi sull'identità di Banksy, di cui si è parlato già qualche anno fa, infatti, è che dietro l'artista si nasconda in realtà una donna. Secondo il gioralista Kriston Capps vi sono più elementi in proposito. Durante la già citata intervista che Banksy ha rilasciato al The Guardian nel 2003, infatti, sarebbe presente un'altra figura, potenzialmente la stessa donna dai lunghi capelli biondi che appare nelle scene che ritraggono il presunto studio di Banksy in Exit Through, il gift shop dell'artista. A ciò c'è da aggiungere che, secondo l'artista Chris Healey, il quale sposa dal 2010 l'idea che dietro Banksy si celi un collettivo di persone, al comando del suddetto gruppo ci sarebbe proprio una donna.

Secondo Capps, infine, l'ipotesi che Banksy sia una donna potrebbe essere suffragata proprio dalla ricerca di anonimato dell'artista inglese, che tutti diamo essere per scontato un uomo da sempre, il che ci impedirebbe di trovarlo, per il semplice fatto che cognitivamente tutti i cacciatori di Banksy cercano un uomo. Da questo punto di vista, pur non essendoci nessuna prova concreta oggi che suffraghi l'ipotesi che Banksy sia una donna (così come che sia sicuramente un uomo) l'ipotesi sarebbe senz'altro la più affascinante, una sorta di "omicidio perfetto". Sullo sfondo resta sempre da chiedersi se e quanto svelare l'identità di Banksy sia davvero necessario.