Buone notizie per gli insegnanti precari. Il Ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha annunciato che ci sarà un concorso straordinario entro la fine del 2019. "È mia intenzione realizzare un sistema di reclutamento moderno, concludendo al più presto la stagione dell'emergenza del precariato e passando alla definizione di procedure concorsuali fluide, ravvicinate nel tempo, attente ai profili richiesti, che garantiscano una gestione più agevole per l'amministrazione e i candidati", ha sottolineato il titolare del Miur, che ha anche illustrato le linee programmatiche del suo ministero alle commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. Fioramonti ha specificato che il concorso straordinario sarà riservato al personale precario con almeno tre anni di servizio, per complessivi 24mila posti che a partire dal prossimo primo settembre saliranno in cattedra.

Più lungo, invece, l'iter del concorso ordinario, che pure dovrebbe svolgersi nel corso del prossimo anno e che coinvolgerà un maggior numero di partecipanti rispetto al concorso straordinario. Per fare domanda occorrerà solamente essere in possesso del titolo di accesso: non saranno previsti i requisiti delle annualità di servizio o dell’abilitazione all’insegnamento, come nel caso del concorso straordinario Secondaria. Le prove da affrontare, però, saranno di più e la pubblicazione delle graduatorie, di conseguenza, si sposterà in avanti: le immissioni in ruolo si concretizzeranno non prima del settembre 2021.Ci sarà inoltre un concorso abilitante, per i docenti con 36 mesi di servizio svolti nell'ottennio 2011-2012/2018-2019 sia nelle scuole statali sia in quelle paritarie.

Fioramonti: più cattedre per gli insegnanti di sostegno

Nel corso dell'audizione in commissione congiunta cultura di Camera e Senato, il titolare del Miur ha anche annunciato la volontà di aumentare il numero delle cattedre a disposizione degli insegnanti di sostegno. "A questo riguardo la prima soluzione che vogliamo mettere in campo, avviandola con una interlocuzione con il Mef, è la stabilizzazione di una quota considerevole dei posti di sostegno da realizzare attraverso un allargamento dei posti in organico di diritto e riducendo in ugual misura quelli in organico di fatto". Fioramonti ha aggiunto che "stiamo anche predisponendo una misura che consenta una prima formazione sui temi dell'inclusione già durante l'anno in corso rivolta a tutti i docenti: su questo abbiamo giù stanziato milioni di euro perché la scuola inclusiva non è soltanto quella che ha docenti di sostegno opportunamente formati ma è una scuola che in tutte le sue ramificazioni e competenze concepisce la disabilità come un elemento integrato all'interno della struttura della comunità scolastica".

Pochi finanziamenti al Miur: la protesta di Fioramonti

"C'è una questione di sottofinanziamento del Miur – ha continuato Fioramonti in audizione -: le risorse sono state ridotte drammaticamente, sia in termini economici che umani. Il personale ammonta a tremila persone a fronte di seimila necessarie. Sono in via di conclusione due concorsi: entro dicembre saranno assunti cinque nuovi dirigenti amministrativi e in totale 30 nuove unità. Si prevede poi un concorso per 59 dirigenti tecnici e la possibilità di assumerne a tempo determinato. Sarà definito un ulteriore piano straordinario assunzionale. È prevista una nuova struttura di livello dirigenziale per curare l'innovazione dei processi informativi del Miur, anche per togliere troppi carichi di lavoro".

A scuola arriva lo studio all'educazione ambientale

Tra le novità in arrivo con il prossimo anno scolastico c'è lo studio all'educazione ambientale. Lorenzo Fioramonti ha infatti spiegato che da settembre prossimo "tutte le scuole dedicheranno 33 ore all'anno, circa un'ora a settimana, alle questioni relative ai cambiamenti climatici". Il ministro ha aggiunto che "molte materie tradizionali, come geografia, matematica e fisica, saranno studiate in una nuova prospettiva legata allo sviluppo sostenibile" e che "l'intero ministero sta cambiando affinchè la sostenibilità e il clima siano al centro del modello educativo". Confermato inoltre il ritorno della storia tra le materia della prima prova dell'esame di Maturità.