La storia torna come traccia obbligatoria della prima prova, quella d'italiano, all'esame di Maturità 2020. La decisione è stata annunciata dal ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti, ufficializzando così un provvedimento di cui aveva discusso sin dall'inizio del suo insediamento al Miur. Nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il titolare del Dicastero di viale Trastevere ha dichiarato che "siamo riusciti a reintrodurla sotto la prova di tipo B – spiega il ministro – che prevede l'analisi e la produzione di un testo argomentativo. La nostra nuova clausola dispone che una delle tre tracce incluse nella prova di tipo B sia obbligatoriamente dedicata alla storia. Prima la commissione poteva scegliere se dedicare le tracce alla storia o alla filosofia, all'economia o alla tecnica, alla letteratura o all'arte. La storia era facoltativa; ora diventa obbligatoria".

Fioramonti: "La storia non è solo date e battaglie ma evoluzione umana"

Ma questo, nelle intenzioni di Fioramonti, è solo l'inizio. "È solo il primo passo – ha sottolineato il ministro – di un percorso che prevede il rafforzamento dello studio della storia nelle scuole di ogni ordine e grado. La prima questione che dobbiamo affrontare è il modo in cui si insegna la disciplina. La storia non può essere solo una sequela di date e di battaglie da mandare a memoria, ma il racconto di una evoluzione umana in ambiti che ancora ci riguardano come il progresso sociale, la conquista dei diritti civili, la partecipazione democratica". Infine, il problema "classico" dei programmi di storia dell'ultimo anno, che raramente riescono ad arrivare alla contemporaneità, o persino alla II Guerra mondiale: "Questo è un terreno su cui vogliamo aprire un dialogo con gli storici. Il mio obiettivo è ottenere una periodizzazione diversa che consenta agli insegnanti dell'ultimo anno di dedicare le lezioni di storia all'intero Novecento: non solo le due guerre mondiali con fascismo, comunismo e nazismo, ma anche il periodo che resta sempre nell'ombra ossia il secondo dopoguerra, il processo di industrializzazione, il boom economico, la globalizzazione". Nell'ultimo anno, insiste Fioramonti "il Novecento deve acquistare centralità, ma non può essere trascurato il percorso storico precedente".

L'obiettivo del Miur: nuova periodizzazione della storia a scuola

L'obiettivo è quello di poter consegnare "a partire dal 2022 alla scuola italiana una nuova periodizzazione e una nuova modalità di studio della storia". Un concetto questo che il titolare del Miur aveva già espresso partecipando ad un evento organizzato da Gilda all'inizio del mese di ottobre. "Credo molto in un approccio alla storia che superi la superficialità del libro di testo – aveva evidenziato -. È come se raccontassimo una storia che è la versione libresca del Trono di Spade". Sarebbe stato il figlio a suggerirgli questa riflessione: "Lui mi chiede spesso: Papà perché la storia è una sequenza di battaglie? Poi ci lamentiamo che la società di oggi incoraggia la violenza e il conflitto. Non sempre la storia è maestra di vita ma serve ad avere una lente con cui leggere futuro".