Studio e insegnamento della storia ed esame di Maturità 2020. Sono questi alcuni dei temi sui quali è intervenuto oggi, venerdì 4 ottobre, il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti, partecipando ad un evento organizzato da Gilda, il sindacato degli insegnanti. Il titolare del Miur ha in particolare evidenziato l'importanza di una materia come la storia e l'esigenza di cambiarne l'approccio, sia dal punto di vista degli studenti che da quello dei docenti. "Credo molto in un approccio alla storia che superi la superficialità del libro di testo – ha sottolineato -. È come se raccontassimo una storia che è la versione libresca del Trono di Spade". Sarebbe stato il figlio a suggerirgli questa riflessione: "Lui mi chiede spesso: Papà perché la storia è una sequenza di battaglie? Poi ci lamentiamo che la società di oggi incoraggia la violenza e il conflitto. Non sempre la storia è maestra di vita ma serve ad avere una lente con cui leggere futuro".

Fioramonti: "Serve focus specifico sulla storia contemporanea"

Fioramonti ha anche manifestato una vera passione per la storia: "Mi sta a cuore che gli studenti possano confrontarsi con la storia recente – ha aggiunto, mettendo l'accento, in particolare sulla conoscenza della storia contemporanea -. È un problema che non so come risolvere perché il programma è lungo, forse varrebbe la pena introdurre un focus specifico sugli anni recenti". Infine, ha concluso il suo discorso con un post su Facebook, aprendo i festeggiamenti della giornata dell'insegnante che si celebra domani in tutto il mondo: "La Storia è anche la strada per comprendere come le generazioni passate siano riuscite ad immaginare un futuro migliore. E in questo senso può esserci d'esempio, affinché non si celebri soltanto un grande passato, la cui portata ci onora, ma si stimoli uno slancio creativo verso ciò che ci attende, conoscendo la storia per farne parte consapevolmente e cambiarla."

Scuola, l'annuncio di Fioramonti: "La Maturità 2020 non cambia"

Il titolare del Miur è intervenuto anche sulla questione Maturità. "Ho da subito sottolineato che non ho voglia di cambiare l’esame di Stato per l’ennesima volta – ha precisato il titolare del Miur -. Ogni volta che un ministro si insedia cambia l'esame di maturità, come a voler ammettere che non è in grado di cambiare nient'altro. Sono però cosciente che sulla prova di storia all’esame è necessario avviare una riflessione. In questo senso vorrei apporre degli interventi migliorativi senza però fare delle modifiche sostanziali. Arriverebbero tardi e sarebbe una mancanza di rispetto per studenti e docenti, metterebbero agitazione. Alla mia maturità feci un compito proprio sull’importanza del passato". Chissà, dunque, che almeno la storia non ritorni tra le tracce della prima prova, cioè del famoso tema d'italiano, che il nuovo esame di Maturità, entrato in vigore ne 2019, aveva eliminato.