A quattro mesi dalla misteriosa morte di Imane Fadil, la modella marocchina tra le testimoni chiave del caso Ruby, presto potrebbero arrivare informazioni utili a tentare di chiarire le circostanze del decesso della donna. La settimana prossima, infatti, potrebbe essere depositata la relazione dei consulenti medico legali della Procura di Milano chiamati a risolvere il giallo della scomparsa della trentaquattrenne. Imane Fadil è morta in circostanze misteriose il primo marzo di quest’anno dopo una lunga agonia all'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano). L'ultima proroga concessa ai consulenti, guidati dalla nota anatomopatologa Cristina Cattaneo, dall'aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Luca Gaglio e Antonia Pavan, nell'inchiesta aperta per omicidio, è già scaduta da qualche giorno, lo scorso 26 giugno. L'autopsia era iniziata lo scorso 26 marzo all'Istituto di medicina legale di Milano e gli inquirenti avevano dato inizialmente 30 giorni di tempo agli esperti per il deposito della relazione per poi concedere una proroga data la complessità delle analisi. Recentemente è stato nominato anche un altro esperto, Francesco Scaglione, professore di Farmacologia e tossicologo, per le analisi sull'alta percentuale di metalli trovata nel sangue della donna. Il quesito, a cui gli esperti devono dare una risposta, prende in considerazione ogni aspetto: si va dall'avvelenamento per intossicazione da metalli fino alla morte per malattia. Si è infatti anche ipotizzata una forma rarissima di aplasia midollare.

Chi era Imane Fadil – Imane Fadil era una delle testimoni dell'accusa di Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter. Ex modella e aspirante giornalista sportiva, la giovane donna aveva dichiarato di aver partecipato ad alcune cene ad Arcore, su invito di Emilio Fede e Lele Mora, descrivendo quanto avveniva durante gli incontri nella dimora privata del Cavaliere. Silvio Berlusconi, da parte sua, era intervenuto sulla vicenda dicendosi dispiaciuto per la morte di una persona giovane ma sostenendo anche di non averla mai conosciuta.