Due neonati morti in ospedale a Bolzano, ci sono otto indagati: disposto incidente probatorio

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bolzano ha disposto un incidente probatorio per accertare le cause della morte di due neonati prematuri deceduti nell’agosto 2025 all’ospedale San Maurizio. L’udienza è stata fissata per il 4 maggio: sarà in quella sede che verranno nominati i periti incaricati di eseguire gli accertamenti tecnici. Un passaggio decisivo, che però prolunga l’attesa delle famiglie, ancora senza la possibilità di celebrare i funerali dei propri figlioletti.
I due bambini erano morti il 12 e 13 agosto nel reparto di terapia intensiva neonatale, a causa di un’infezione da Serratia marcescens. La vicenda aveva subito sollevato interrogativi sulle modalità del contagio e sulla gestione del reparto, portando all’apertura di un procedimento per verificare eventuali responsabilità.
Nel registro degli indagati sono finite otto persone, tra medici e operatori dell’Azienda sanitaria altoatesina, con l’accusa di omicidio colposo. Le indagini si sono concentrate sulla possibile origine dell’infezione. I carabinieri del Nas avevano rilevato la presenza del batterio in alcuni punti sensibili, come beccucci e dispenser utilizzati per il lavaggio di tettarelle e biberon, indirizzando così le verifiche sulle condizioni igieniche e sul rispetto dei protocolli.
Nel frattempo, la Procura ha acquisito una consulenza tecnica affidata a un team di specialisti. Dalle analisi emerge un quadro articolato: la Serratia è un batterio diffuso in ambienti umidi e ospedalieri, ma nello stesso reparto si erano già registrati, nello stesso anno, altri casi di infezione poi risolti senza conseguenze. Un elemento che ha sollevato dubbi sulla gestione del rischio e sulle misure di prevenzione adottate.
L’incidente probatorio, richiesto dalle difese, servirà proprio a chiarire questi aspetti in modo definitivo, cristallizzando le prove sulle cause del decesso e valutando anche le possibilità di sopravvivenza dei neonati, considerata la loro grave prematurità. Solo dopo questo passaggio sarà possibile arrivare a un quadro più definito — e, per le famiglie, ottenere il nullaosta per la sepoltura.