I passaporti più forti del mondo, classifica 2026: perché quello italiano è più potente di quello americano

La classifica dei passaporti più potenti del mondo del 2026 è cambiata, rispetto a quella dell'estate 2025. Il rapporto si chiama Henley Passport Index ed è opera di Henley & Partners, società di consulenza sulla cittadinanza e la residenza globale con sede a Londra. I dati utilizzati sono quelli ufficiali dell'International Air Transport Association e il rapporto viene aggiornato su base trimestrale. Analizza nel dettaglio quanto sono rigide le misure dei vari Paesi in merito all'ingresso dei cittadini nei vari territori monitorati dall'indice: alcuni adottano politiche molto restrittive e non consentono facili spostamenti. Invece un passaporto è forte proprio quando non necessita di essere affiancato da altri documenti aggiuntivi come il visto.
Quest'anno il podio è monopolizzato dall'Asia: Singapore al primo posto, Giappone e Corea del Sud a pari merito al secondo posto. Ci sono differenze, dovute appunto alla gestione del visto che si fa in questi luoghi. I cittadini di Singapore possono accedere senza visto a 192 dei 227 Paesi e territori analizzati. È il numero più alto, che è valso la posizione più alta in elenco. Giappone e Corea del Sud, invece, hanno all'attivo 188 destinazioni accessibili senza visto. Al terzo posto ci sono invece ben cinque Paesi europei che condividono la terza posizione: sono Danimarca, Lussemburgo, Spagna, Svezia e Svizzera che danno accesso senza visto a 186 Paesi e territori.
Nel 2025 anche l'Italia era al terzo posto, mentre stavolta si è piazzata quarta con un punteggio di 185 assieme a Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi e Norvegia. Tra l'altro, nel nostro Paese sono anche recentemente cambiate le modalità di pagamento. In quei 185 Paesi rientrano sia destinazioni in Europa (Schengen e non) che negli altri continenti. Al quinto posto, con un punteggio di 184, si trovano Ungheria, Portogallo, Slovacchia, Slovenia ed Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi si sono distinti per la notevole crescita. Hanno registrato la performance migliore degli ultimi 20 anni di storia dell'Henley Passport Index, scalando ben 57 posizioni in classifica. Il Paese, infatti, ha adottato una misura storica: l'aggiunta di ben 149 destinazioni raggiungibili senza visto rispetto alle norme del 2006. La misura rientra nella recente politica di liberalizzazione dei visti.
Al sesto posto si trovano Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Malta, Nuova Zelanda e Polonia. L'Australia ha mantenuto la sua posizione al settimo posto in questo aggiornamento trimestrale, insieme a Lettonia, Liechtenstein e Regno Unito. Se l'Arabia si è distinta in positivo, il Regno Unito lo ha fatto invece in negativo, risultando il Paese con le perdite più consistenti su base annua nell'indice. Dà accesso a 8 destinazioni in meno rispetto a 12 mesi fa, per un totale di 182. Una in meno per Canada, Islanda e Lituania, che infatti sono all'ottavo posto. La Malesia è al nono posto, con un punteggio di 180 mentre chiudono la classifica proprio gli Stati Uniti.
Gli USA hanno il punteggio più basso: 179. Il passaporto italiano rispetto a quello americano consente una circolazione più libera e impone meno restrizioni, mentre gli USA richiedono il visto a molti Paesi. "Il potere del passaporto riflette la stabilità politica, la credibilità diplomatica e la capacità di plasmare le regole internazionali – ha commentato l'esperto Misha Glenny nel rapporto di Henley & Partners – Mentre le relazioni transatlantiche si tendono e la politica interna diventa più instabile, l’erosione dei diritti alla mobilità per Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito è meno un'anomalia tecnica che un segnale di una più profonda ricalibrazione geopolitica".
La classifica completa si compone di 101 posizioni. Qui in basso troviamo l'Afghanistan, con accesso senza visto a sole 24 destinazioni. Male anche per Siria (con 26 destinazioni) e Iraq (con 29 destinazioni). Questi numeri fanno capire quanto ampio sia il divario, quanto siano forti le differenze tra i passaporti più in alto e quelli più in basso. Insomma: se la situazione mobilità è migliorata, non è certo accaduto in modo omogeneo nel mondo e quello del passaporto forte resta un privilegio di poche potenze.