Vardy stupito dagli allenamenti in Italia: “Corri di continuo, in partita non hai niente da dare”

Dopo una carriera trascorsa nel calcio inglese l'impatto con il calcio italiano è stato abbastanza strano per Jamie Vardy che ha chiuso la sua prima (e probabilmente ultima) stagione in Serie A retrocedendo con la Cremonese, restando comunque protagonista nonostante i suoi 39 anni. Ma abituarsi al tipo di calcio che si gioca in Italia è stato difficile per lui che dopo un anno non ha ancora capito come funzionano certe dinamiche, molto lontane dalla Premier League.
Nel corso del suo podcast Jamie Vardy's Having A Party, dove commenterà anche i Mondiali con un occhio particolare sull'Inghilterra, ha raccontato quali sono le principali differenze tra il calcio inglese e quello della Serie A tracciando un quadro abbastanza negativo del nostro campionato.

Le critiche di Vardy sulla Serie A
Il verdetto è una sonora bocciatura per il calcio italiano, specialmente per i giocatori che non sono più giovanissimi. Dopo una sola stagione con la Cremonese Vardy ha criticato il modo di giocare in Serie A e la mentalità in generale: "Il calcio italiano rispetto a quello inglese è molto più lento, più difensivo. L'allenamento è continuo: corri, corri, corri. Poi vai in partita e non hai più niente da dare. Non è bello quando hai 38, 39 anni. Ma non solo per me. Qui funziona così. E il direttore sportivo ha voce in capitolo su tutto, è pazzesco".
A stupire l'attaccante non è stata solo la lentezza del gioco e gli allenamenti continui, ma anche la mentalità. Ha raccontato un aneddoto che fa capire tutta la differenza tra il calcio italiano e la Premier League: "Prima della partita in casa del Bologna abbiamo fatto quello che facciamo di solito in Inghilterra, abbiamo avuto un giorno libero dopo la partita. Tutti sono entrati in campo freschissimi e abbiamo vinto per 3-1. Tutti erano euforici. Quindi nella mia testa pensavo: ‘Bene, continueremo così'. E invece… no, siamo tornati ad allenarci tutti i giorni, perché ‘Questa partita è davvero importante'. Ma come? Tutte le partite lo sono, non c'è differenza, almeno questa è la mia mentalità".