Quando potrà riprendere l'attività agonistica e con essa anche il campionato di Serie A? La "fase 2", quella della lenta riapertura del Paese finora sottoposto a regime di "lockdown" per arginare l'ondata dei contagi da Covid-19, potrebbe scattare a fine mese. Si procederà a piccoli passi per evitare pericolose ricadute e nel rispetto delle norme di sicurezza pubblica: l'Italia si prepara a "tornare alla normalità" e, anche se niente sarà più come prima (per i segni lasciati dal dolore dei lutti, dalla paura e dall'angoscia di perdere il posto di lavoro), la vita va avanti nonostante tutto.

Le date. Quali sono? È possibile dividerle in due sezioni: la prima fa riferimento al rientro dei calciatori nel quartier generale dei rispettivi club e, dopo aver osservato il periodo di quarantena (due settimane) previsto dalla legge, alla ripresa degli allenamenti collettivi.

  • Ripresa degli allenamenti. Il 4 maggio, alla luce dei miglioramenti dei dati sulla diffusione del Coronavirus, adesso sembra un'ipotesi plausibile. Quanto alle metodologie di lavoro, ricalcheranno quelle messe in essere dalle squadre tedesche e sul modello del Bayern Monaco. Percorsi d'accesso al centro sportivo scaglionati, ambienti differenziati, calciatori divisi in piccoli gruppi e ripartiti su campi differenti, nessun esercizio che implichi contatti, limitazione massima alla condivisione dello spogliatoio e di altre zone abitualmente comuni.
  • Quando ci sarà il "nuovo" fischio d'inizio. Considerando che serviranno almeno due settimane di tempo per gli allenamenti, le date più ottimistiche sono il 24 o il 31 maggio mentre il 7 giugno è individuato come termine ultimo per non spingersi troppo oltre la metà di luglio considerato che tra giornate di campionato e recuperi in agenda per completare la stagione occorrono 12 turni.
  • Nulla, però, si muoverà senza il via libera ufficiale da parte del Governo. E, una volta ottenuto, servirà seguire un protocollo molto rigoroso come illustrato dai medici sportivi. Si potrà tornare in campo solo dopo aver ottenuto una sorta di ulteriore idoneità sportiva così da assicurare la massima tutela della salute dei calciatori e di tutti i tesserati. Una "licenza" che verrà concessa a margine di un doppio monitoraggio che terrà conto dell'evoluzione delle condizioni di chi è risultato positivo al morbo oppure ha manifestato sintomi.
  • La Juve è la squadra che al momento registra maggiore preoccupazione: Dybala, Matuidi e Rugani sono ancora in regime di quarantena e non risultati negativi al tampone come invece accaduto per i giocatori della Fiorentina (Cutrone, Pezzella, Vlahovic), della Sampdoria (Gabbiadini, Ekdal, La Gumina, Thorsby, Bereszynski, Depaoli, Barreto) e del Verona (Zaccagni). Nell'Atalanta resta da valutare il caso di Sportiello.