Ce la farà la Serie A a ripartire? Il campionato si concluderà, anche in estate oppure Lega e Federazione saranno costrette alla sospensione definitiva del torneo? All'appello mancano 12 giornate e alcuni recuperi. Tra ipotesi in calendario (riprendere a fine maggio, al massimo entro inizio giugno), proroghe anche oltre la prossima estate (il numero uno della Figc, Gabriele Gravina, ha indicato perfino settembre come mese per chiudere la stagione) e la stessa Fifa che annuncia modifiche alla contrattualistica e al calciomercato, si fa strada l'ennesima possibilità da vagliare con attenzione.

Per arrivare a una decisione servirà attendere ancora, almeno entro la fine del mese quando sarà più definita la curva dei contagi da Coronavirus e quando lo stesso Governo (previo parere del Comitato tecnico-scientifico) chiarirà se ci sono i margini per la cosiddetta "fase 2" (quella della lenta riapertura del Paese dopo il "lockdown" sancito a marzo) durante la quale prevedere anche la ripresa degli allenamenti.

Qual è il "nuovo" piano rivoluzionario anche dal punto di vista logistico? Lo ha raccontato "Repubblica" che ha spiegato come buona parte delle società abbia accarezzato l'idea di concentrare la parte restante del campionato a Roma. Effettuare nel Lazio una sorta di ritiro di circa un mese e mezzo (45 giorni) per rimettersi in carreggiata e poi tornare in campo rispettando un protocollo ferreo imperniato su misure di sicurezza e sanitarie eccezionali, con test medici e altre precauzioni necessarie a tutela della salute degli atleti e di tutti i tesserati dei club.

E gli arbitri? Stesso protocollo anche per i fischietti con la novità – paventata a Nicchi nelle ultime ore – che in campo si vada senza l'ausilio della tecnologia. Niente Var, considerati gli ambienti ristretti della control room. Anche per i direttori di gara è previsto un ritiro nel Lazio (con ogni probabilità Tivoli). È un piano possibile? Se son rose fioriranno… magari proprio a maggio.