I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli. Zlatan Ibrahimovic di coraggio ne ha da vendere, ma forse calciare dagli undici metri non è più la sua specialità. Partito a mille in questo campionato, e nelle ultime ore coinvolto anche per una campagna anti Covid, lo svedese ha infatti mostrato il suo ‘tallone d'Achille' proprio dal dischetto, dove ha sbagliato tre degli ultimi cinque rigori calciati con la maglia rossonera: quelli con Cagliari, Inter e l'ultimo in Europa League con lo Sparta Praga.

Nonostante la sua grandezza, Ibrahimovic ha dunque dimostrato di non essere sempre lucido in quelle situazioni, e in questa prima parte di stagione (da inizio agosto, per la precisione) è risultato il giocatore che nei cinque maggiori campionati europei ha sbagliato più di ogni altro specialista. Chi invece ha dimostrato di essere glaciale, e molto più preciso di lui, è il compagno Franck Kessie: diventato però il secondo rigorista del Milan, da quando è arrivato il gigante di Malmoe.

Il famoso rigore segnato a Julio Cesar

Qualcosa deve essere successo nella testa dell'ex attaccante dei Los Angeles Galaxy. Cosa sta ancora cercando di capirlo anche Stefano Pioli. Problema psicologico, tecnico o soltanto sfortuna? Ciò che colpisce è la clamorosa involuzione dello svedese, che fino a qualche mese fa veniva considerato un ‘killer' anche dagli undici metri. Lo scorso 4 luglio, Ibrahimovic tornò infatti al gol contro la Lazio proprio grazie ad un rigore: l'ultimo di una striscia di 14 penalty tutti regolarmente realizzati. Tra i tanti segnati dall'attaccante svedese in carriera, nella memoria di tutti i tifosi rossoneri, c'è soprattutto quello nel derby del 2017. Il siparietto prima di calciare con Julio Cesar e lo sguardo strafottente di Ibra sotto la curva Nord interista, sono infatti rimasti indelebili nel cuore della tifoseria milanista.