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Messi segna all’Ecuador, poi va dal portiere: aspettava questo momento da quando erano bambini

Leo Messi ha dato nella notte la vittoria all’Argentina contro l’Ecuador con uno splendido calcio di punizione: una rete che ha chiuso dopo decenni una pagina del passato di Messi che per lui era stata motivo di sofferenza da bambino.
A cura di Paolo Fiorenza
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Che sia Inter Miami o nazionale argentina, non cambia niente per Leo Messi. Il 36enne fuoriclasse di Rosario, favoritissimo per il prossimo Pallone d'Oro dopo la vittoria del Mondiale in Qatar con l'Albiceleste, sta vivendo un periodo di forma strepitoso. Col suo nuovo club di MLS è a quota 11 gol e 5 assist in 11 partite giocate (con tanto di primo trofeo vinto nella storia di Miami, la Leagues Cup) e con l'Argentina ha ripreso da dove aveva finito, realizzando nella notte lo splendido calcio di punizione che ha dato il successo per 1-0 alla formazione di Scaloni contro l'Ecuador, nel primo match del girone sudamericano di qualificazioni mondiali.

La partita sembrava incanalata verso il pareggio, col fortino ecuadoriano che resisteva agli attacchi dei padroni di casa, quando il prodigio di Messi ha illuminato a giorno lo stadio Monumental di Buenos Aires. Era il 78′, il pallone telecomandato si è infilato a foglia morta alla destra del portiere ecuadoriano Hernan Galindez che è rimasto paralizzato e nulla ha potuto. Quella rete non solo ha dato i primi tre punti del girone all'Argentina, ma ha anche chiuso dopo decenni una pagina del passato di Messi che per lui era stata motivo di sofferenza da bambino.

Il gol decisivo di Leo ha posto fine a una delle rivalità più antiche della carriera del sette volte Pallone d'Oro contro un giocatore che si era concesso il lusso di batterlo in finale quando erano ragazzini. Una vendetta sportiva suggellata dopo il fischio finale da un bell'abbraccio di Messi con Galindez.

Leo Messi e Hernan Galindez si scambiano la maglia al termine di Argentina-Ecuador
Leo Messi e Hernan Galindez si scambiano la maglia al termine di Argentina-Ecuador

Quel saluto caloroso e gli occhi diventati adulti dei due giocatori si sono lasciati alle spalle tutto. Già, perché il portiere – anch'egli nato a Rosario e poi naturalizzato ecuadoriano – era vicino di casa di Messi quando erano bambini e all'epoca entrarono anche in conflitto.

Leo e Hernan si sono abbracciati e scambiati la maglia ed avranno pensato a come il tempo con loro ha fatto un buon lavoro, se ancora oggi entrambi a 36 anni sono sempre lì a competere al livello più alto, difendendo i colori delle proprie nazionali. Gli è bastato chiudere gli occhi per tornare indietro di decenni, quando – bambini con lo sguardo sognante – erano divisi da una fiera rivalità. La vicenda risale agli esordi del portiere nell'Estrella Juniors, una squadra di calcio di bambini che militava nei campionati amatoriali di Santa Fe. In un torneo la formazione di Galindez si trovò ad affrontare in finale la categoria dei nati nel 1987 del Newell's Old Boys, in cui militava Messi. Prevalse a sorpresa l'Estrella Juniors, che privò quella nidiata del Newell's di uno dei pochi titoli non vinti nella prima metà degli anni '90.

Fu Galindez assieme ai suoi compagni a portarsi a casa il premio che per loro significava in quel momento tutto: una bicicletta per ciascun componente della squadra guidata dal giovane portiere. Con il passare degli anni il suo destino prese strade opposte a quelle della stella di Rosario: Messi si imbarcò per Barcellona dove avrebbe scritto la storia del calcio, Galindez costruì tutta la sua carriera in Ecuador con la maglia dell'Universidad Catolica, fino a prendere la nazionalità del Paese che lo aveva adottato calcisticamente. Il 23 giugno 2021 è stato il suo debutto ufficiale nel 2-2 contro il Perù in Copa America: da allora ha messo assieme 17 partite con le maglie della nazionale ecuadoriana, incluse le tre del girone ai Mondiali in Qatar, riuscendo a mantenere la porta inviolata in sei occasioni.

Nulla ha potuto contro la prodezza di Messi, che ha colto l'occasione per chiudere i conti col passato e ha uguagliato Luis Suarez come capocannoniere di tutti i tempi nelle qualificazioni sudamericane, portando il suo bottino complessivo nel 2023 a 38 tra gol e assist in 37 partite giocate. Se l'età incalza, Leo lo nasconde molto bene…

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