Alexander Ceferin lo aveva promesso e puntualmente l'UEFA ha dato seguito alle parole del suo presidente: il massimo ente calcistico europeo ha comunicato ufficialmente di aver aperto un'indagine disciplinare nei confronti di Juventus, Real Madrid e Barcellona in relazione al progetto fallito della Superlega, da questi 3 club mai ripudiato, a differenza degli altri 9 ‘fondatori' inclusi Inter e Milan.

Del resto la nota diffusa dalle società di Agnelli, Perez e Laporta qualche giorno fa lasciava pochi spiragli di dialogo: nessun passo indietro rispetto alla fantomatica nuova competizione, ma anzi "il dovere di perseverare nel raggiungere i propri obiettivi", vale a dire un calcio sostenuto dagli introiti della Superlega in contrapposizione alle tradizionali coppe europee. Quelle coppe da cui ora Juve, Real e Barcellona rischiano l'esclusione fino a due anni.

"In conformità con l’Articolo 31 (4) del Regolamento Disciplinare UEFA – è il testo della nota – gli Ispettori Etici e Disciplinari dell'UEFA sono stati oggi incaricati di condurre un'indagine disciplinare riguardo una potenziale violazione del quadro giuridico dell'UEFA da parte di Real Madrid, Barcellona e Juventus in relazione al cosiddetto progetto Superlega. Ulteriori informazioni su questo argomento saranno rese disponibili a tempo debito".

Non un bel segnale per la Juventus e gli altri due club ‘ribelli', visto che quando l'UEFA apre un procedimento disciplinare difficilmente non seguono sanzioni, che nel caso specifico possono arrivare fino all'esclusione per uno o due anni dalle coppe, in primis la Champions League.

Adesso è da vedere se le 3 società sotto indagine continueranno a tenere il punto, oppure addiverranno a più miti consigli: per la Juventus la minaccia è doppia, visto che se continua a persistere nel non volere uscire dalla Superlega non potrà iscriversi al campionato di Serie A, come annunciato dal presidente della FIGC Gravina.