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Superlega europea di calcio

La Juventus sarà esclusa dal campionato di Serie A in caso di mancato ritiro dalla Superlega

Juventus esclusa dal campionato di Serie A se resta nella Superlega. Lo afferma il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, in linea con le direttive della Uefa: “Se la società non dovesse accettare il principio, mi dispiace, sarebbe fuori. Io spero però che presto cessi questo braccio di ferro”.
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A cura di Maurizio De Santis
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Juventus esclusa dal campionato di Serie A se resta nella Superlega. È il concetto tanto semplice, chiaro e dirompente esposto dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, a Napoli in occasione di un incontro con i dirigenti della federazione territoriale. Dopo l'annuncio delle sanzioni da parte della Uefa (in settimana si apre il procedimento disciplinare ufficiale) arriva anche il monito del numero uno della Federcalcio che s'è detto sì disponibile a mediare con i vertici del calcio europeo ma nel rispetto delle regole. Del resto la clausola d'iscrizione al torneo nazionale non lascia margini di interpretazione: non si può creare né prendere parte ad altre competizioni fuori dall'egida della Uefa.

La Juve sarebbe esclusa se non si ritira dalla Superlega – le parole di Gravina – come sapete per nove società c'è stato il ritorno. Altre tre, tra cui la Juventus, sono abbastanza resistenti. Ma c'è una norma molto chiara e precisa del Cio, e a scendere negli statuti del Coni e delle Federazioni. Se la società non dovesse accettare il principio, mi dispiace, sarebbe fuori. Io spero però che presto cessi questo braccio di ferro.

La situazione al momento è in fase di stallo. Né bianconeri, né Real Madrid e Barcellona (i club superstiti rispetto al novero delle 12 società che avevano inizialmente aderito al progetto) hanno intenzione di recedere dalla loro posizione, dicendosi anche pronte alla battaglia legale per far valere i loro diritti e niente affatto spaventate dalla minaccia di una punizione severa (esclusione da tutte le Coppe). In Italia è rientrata la posizione del Milan e dell'Inter: assieme alle inglesi hanno fatto retromarcia subito mettendosi al riparo dai provvedimenti più duri ventilati da Ceferin (presidente della Uefa). Se la caveranno con sanzioni amministrative, pecuniarie caratterizzate da multe e trattenute sui contributi.

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