"Riunire la squadra è impossibile". La squadra è il Torino e l'impossibilità di diramare le convocazioni ufficiali per organizzare la trasferta nella Capitale è causata dal focolaio Covid scoppiato nell'ambiente granata. Carlo Picco è il direttore generale dell'Asl di Torino che ribadisce come la rigidità del protocollo e delle leggi in materia di contrasto e contenimento della diffusione del virus alimentano forti dubbi sull'ipotesi che la formazione di Nicola si metta in viaggio per Roma così da disputare la partita di campionato in programma per le 18.30.

"Il Dipartimento di prevenzione continua il monitoraggio e conferma, alla luce dei numerosi casi di variante inglese, la quarantena, che scade domani a mezzanotte", afferma all'Agenzia Ansa il dirigente dell'ente territoriale competente. Cosa vuol dire? Al momento la squadra non può mettersi in viaggio e deve rispettare la tempistica indicata dal periodo di quarantena, con scadenza alla mezzanotte tra martedì 2 e mercoledì 3 marzo.

Cosa può accadere allo stato dei fatti: che si giochi regolarmente martedì ma il Torino manda in campo la formazione Primavera oppure non si presenta all'Olimpico; che la gara non si gioca e dopo Torino-Sassuolo viene rinviata anche Lazio-Torino.

Al riguardo si attende la decisione della Lega, che al momento sarebbe orientata a confermare il fischio d'inizio dell'incontro fissato per le 18.30. Decisivi per la scelta saranno gli esiti dei tamponi ai quali la squadra verrà sottoposta nelle prossime ore e di cui si conosceranno i risultati martedì mattina. I calciatori granata risultati contagiato sono 8 (10 nel complesso il numero dei positivi, tra cui membri dello staff) mentre gli ultimi test molecolari non hanno rilevato nuovi casi du positività.

La squadra di Nicola non svolge allenamenti effettivi dallo scorso 22 febbraio, solo nella giornata di domenica è stato possibile una forma di lavoro specifico, individuale, in spazi esterni e senza alcuna condivisione degli ambienti dello spogliatoio. Le parole del dirigente, Carlo Picco, rafforzano le esigenze di cautela sottolineate in precedenza da Roberto Testi, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Città Torino.