La Kings League si ferma e partono i licenziamenti: cosa sta succedendo al torneo di Piqué

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Per i prossimi sei mesi le partite di Kings League si fermeranno per permettere al progetto di rinnovarsi e cambiare il format: previsti grandi licenziamenti.

La Kings League non è più sotto ai riflettori: quattro anni dopo la sua creazione il torneo di cacio a 7 ideato dall'ex calciatore Gerard Piqué e dallo streamer Ibai Llanos non attira più lo stesso interesse e il progetto è entrato in un momento profondo cambiamento. Se prima anche i grandi calciatori ne prendevano parte, adesso l'entusiasmo è decisamente calato portando a uno stop totale di sei mesi. Le partite si fermeranno completamente e la lega andrà in pausa, sfruttando la la scadenza della concessione con il Porto di Barcellona per la Cupra Arena per concedersi questo periodo di riflessione.

La Kings League, che opera in sette paesi, ristrutturerà la sua organizzazione nei mesi di pausa e come riportato da 2Playbook ci saranno dei tagli al personale con 40 licenziamenti previsti, principalmente nei settori della produzione e delle operazioni, continuando a impiegare circa 200 dipendenti dopo il periodo di ristrutturazione.

Cosa succederà alla Kings League

Il torneo è nato in Spagna dall'idea dell'ex difensore del Barcellona ma presto si è diffuso in tutto il mondo. Anche l'Italia ne ha preso parte creando la sua lega capitanata da grandi giocatori come Marchisio e Ibrahimovic che hanno portato in campo illustri colleghi ormai ritirati dalle scene come Bonucci, capitano dell'Italia ai Mondiali, e Nainggolan. Ma la Kings League adesso si fermerà: secondo quanto riportato da Marca la competizione si fermerà per sei mesi per cercare il modo di poter ristrutturare il suo format, anticipando un possibile calo nell'attenzione degli spettatori.

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Dopo quattro anni dalla sua creazione la Kings League sta vivendo un momento di profondi cambiamenti

Durante la pausa che ci sarà nei prossimi mesi è previsto un piano di riduzione del personale: verranno licenziati 41 degli 83 dipendenti coinvolti. I dipendenti hanno emanato un comunicato in cui spiegano la situazione, accusando l'azienda di non aver raccontato la verità due giorni prima dell'inizio delle trattative per i licenziamenti per non danneggiare il marchio agli occhi di sponsor e potenziali investitori.

Le controversie in Italia

Segni di cedimento c'erano stati anche in passato, specialmente in Italia dove alcuni dei protagonisti avevano raccontato la loro esperienza. Fedez aveva parlato di investimenti mai tornati indietro, un pensiero condiviso con tanti altri presidenti che hanno ridimensionato le aspettative sulla Kings League. Anche Blur si era scagliato contro la competizione dopo la vendita dei diritti a Sky Sport, avvenuta all'oscuro dei presidenti, invitando i suoi followers a boicottare la visione per non supportare un sistema che riteneva scorretto.

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