La Kings League è in crisi, partono i licenziamenti: cosa sta succedendo al torneo di Piqué

La Kings League non è più sotto ai riflettori: quattro anni dopo la sua creazione il torneo di cacio a 7 ideato dall'ex calciatore Gerard Piqué e dallo streamer Ibai Llanos non attira più lo stesso interesse e il progetto è entrato in un momento di crisi. Se prima anche i grandi calciatori ne prendevano parte, adesso l'entusiasmo è decisamente calato portando a uno stop totale di sei mesi. Le partite si fermeranno completamente e la lega andrà in pausa in tutti i paesi, portando a tagli del personale e a una ristrutturazione completa che potrebbe mettere in atto grandi cambiamenti.
Il momento di crisi della Kings League
Il torneo è nato in Spagna dall'idea dell'ex difensore del Barcellona ma presto si è diffuso in tutto il mondo. Anche l'Italia ne ha preso parte creando la sua lega capitanata da grandi giocatori come Marchisio e Ibrahimovic che hanno portato in campo illustri colleghi ormai ritirati dalle scene come Bonucci, capitano dell'Italia ai Mondiali, e Nainggolan. Dopo un anno gli ascolti sono calati e della Kings League non si parla quasi più: secondo quanto riportato da Marca la competizione si fermerà per sei mesi per cercare di far fronte alla crisi che sta attraversando, ma in alcuni Paesi il progetto sembra essere arrivato al capolinea.

In Germania e in Francia le partite sono sospese a tempo indeterminato e potrebbero non riprendere mai più, ma intanto la crisi ha portato a un piano di riduzione del personale: verranno licenziati 41 degli 83 dipendenti coinvolti, praticamente il 50% dell'azienda. E anche in Spagna, dove la Kings League è nata ed è esplosa fino a riempire l'interno Camp Nou, dopo la sospensione di sei mesi non si sa se sarà possibile riprendere. I dipendenti hanno emanato un comunicato in cui spiegano la situazione, accusando l'azienda di non aver raccontato la verità due giorni prima dell'inizio delle trattative per i licenziamenti per non danneggiare il marchio agli occhi di sponsor e potenziali investitori.
Le controversie in Italia
Segni di cedimento c'erano stati anche in passato, specialmente in Italia dove alcuni dei protagonisti avevano raccontato la loro esperienza. Fedez aveva parlato di investimenti mai tornati indietro, un pensiero condiviso con tanti altri presidenti che hanno ridimensionato le aspettative sulla Kings League. Anche Blur si era scagliato contro la competizione dopo la vendita dei diritti a Sky Sport, avvenuta all'oscuro dei presidenti, invitando i suoi followers a boicottare la visione per non supportare un sistema che riteneva scorretto.