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Shevchenko e Pirlo non si parlano più dopo la Russia: “Condanno quello che ha fatto. Mi ha ferito”

La candidatura di Andrea Pirlo alla panchina dell’Italia si intreccia con le polemiche per il rapporto con Fonbet e con il ‘gelo’ raccontato da Shevchenko verso gli ex campioni italiani che non si sono fatti problemi a prendere parte a eventi in Russia durante la guerra contro l’Ucraina. Da Totti a Materazzi, il caso degli ambasciatori del calcio riapre il dibattito sul confine tra sport, sponsor e responsabilità pubblica.
Andrea Pirlo e Andriy Shevchenko.
Andrea Pirlo e Andriy Shevchenko.

La possibile nomina di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico dell'Italia ha trasformato una scelta tecnica in un caso che va ben oltre il calcio. L'ex centrocampista azzurro resta il principale candidato per la panchina della Nazionale, ma sulla sua candidatura sono piombate anche le polemiche legate alla partnership con Fonbet, agenzia di scommesse russa di cui Pirlo è stato scelto come ambassador internazionale.

Un rapporto commerciale che oggi pesa molto più di quanto sarebbe accaduto in passato, perché arriva nel momento in cui Pirlo potrebbe assumere il ruolo più rappresentativo del calcio italiano. La FIGC si trova così a dover valutare non soltanto il profilo tecnico dell'ex regista, ma anche tutte le implicazioni legate alla sua immagine pubblica.

Andrea Pirlo in panchina.
Andrea Pirlo in panchina.

Il caso, però, non nasce con la candidatura a CT. Negli ultimi mesi Pirlo, Francesco Totti e Marco Materazzi sono finiti al centro del dibattito per le loro presenze in Russia e per aver legato il proprio nome a iniziative sportive e commerciali organizzate nel paese. Una situazione che ha provocato una reazione forte soprattutto in Ucraina, dove il tema è stato letto come un problema di opportunità e di responsabilità pubblica.

Shevchenko e il messaggio agli ex compagni: "Condanno ciò che hanno fatto"

A intervenire sulla vicenda nei mesi scorsi era stato Andriy Shevchenko, ex Pallone d'Oro, leggenda del Milan e oggi presidente della Federcalcio ucraina. La sua posizione ha assunto un peso particolare proprio per il rapporto personale che lo lega a Pirlo: i due hanno condiviso anni importanti in rossonero, vincendo insieme la Champions League del 2003.

Shevchenko ha raccontato di aver parlato direttamente con diversi protagonisti della vicenda, spiegando di aver espresso la propria contrarietà. "Ho parlato con molti di loro. Condanno ciò che hanno fatto. Ho espresso loro la mia posizione e quella dell'Ucraina", ha dichiarato l'ex attaccante ucraino, aggiungendo però che la decisione finale resta personale: "Dovranno conviverci, è una loro scelta".

Andrea Pirlo e Andriy Shevchenko in occasione de 'La Notte del Maestro', partita d'addio al calcio del giocatore italiano.
Andrea Pirlo e Andriy Shevchenko in occasione de ‘La Notte del Maestro', partita d'addio al calcio del giocatore italiano.

Un messaggio rivolto anche a Pirlo e agli altri ex campioni italiani che hanno scelto di partecipare a eventi in Russia. Secondo Shevchenko, il confronto c'è stato, ma non avrebbe portato a un ripensamento: "Le persone capiscono, ma hanno preso questa decisione. Ho espresso il mio disappunto, loro lo sanno".

Pirlo, Fonbet e le critiche per la sua scelta di andare in Russia

La situazione di Pirlo è diventata ancora più delicata perché oggi non riguarda soltanto la figura di un ex calciatore, ma quella di un possibile commissario tecnico della Nazionale. La collaborazione con Fonbet, uno dei principali bookmaker russi, è diventata un elemento centrale del dibattito politico e mediatico. La questione non riguarda esclusivamente il mondo delle sponsorizzazioni sportive, ma il rapporto tra un uomo simbolo del calcio italiano e un'azienda che opera in un contesto geopolitico particolarmente sensibile.

L'ex centrocampista era stato criticato duramente dall'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, lo skeletonista squalificato alle Olimpiadi di Milano-Cortina per aver utilizzato un casco su cui erano raffigurati sui connazionali morti per la guerra scatenata dalla Russia: "È triste vedere le leggende dell'infanzia trasformarsi in falliti morali per i quali nulla è più prezioso dei rubli russi. Vergogna".

La FIGC si è ritrovata questa ‘patata bollente' tra le mani e ora dovrà valutare se questa partnership possa convivere con il ruolo di guida della Nazionale, un incarico che porta con sé una forte esposizione istituzionale. Il problema per Pirlo non è soltanto ciò che è accaduto, ma il momento in cui è accaduto: una possibile nomina che dovrebbe rappresentare una nuova ripartenza per il calcio italiano rischia invece di partire accompagnata da polemiche.

Totti, il viaggio a Mosca e il dibattito sugli ambasciatori dello sport

Prima di Pirlo, anche Francesco Totti era finito sotto i riflettori per la sua presenza in Russia in occasione di iniziative legate agli sponsor: la leggenda della Roma, come altri ex campioni, ha interpretato queste partecipazioni come eventi legati al mondo dello sport e della comunicazione ma il contesto internazionale ha modificato la percezione di queste scelte, trasformando una semplice presenza promozionale in un tema politico.

All'aeroporto della capitale russa l'ex capitano della Roma venne accolto dal CEO di Bookmaker Rating, Asker Thalidzhokov, e dal socio amministratore di ODDS, Aram Poghosyan; e il primo alla domanda sul compenso per la presenza dell'ex calciatore ha delineato un quadro abbastanza chiaro: "Non posso dare dettagli precisi, ma si tratta di una cifra a sei cifre in euro. È l'ambasciatore più costoso nella storia del premio? Penso di sì".

I cartelloni pubblicitari dedicati a Totti in occasione dell'evento in Russia.
I cartelloni pubblicitari dedicati a Totti in occasione dell'evento in Russia.

Anche sulla vicenda Totti, Shevchenko ha spiegato di aver avuto un confronto personale, inserendolo nel gruppo degli ex calciatori con cui ha parlato dopo le trasferte in Russia. "Per ora è tutto in pausa", ha detto riferendosi ai rapporti con alcuni di loro ma l'ex Milan ha ammesso: "Mi ha ferito".

Materazzi e il caso degli ex campioni italiani in Russia

Nello stesso dibattito è finito anche Marco Materazzi, campione del mondo nel 2006, dopo la partecipazione a eventi calcistici in Russia insieme ad altri protagonisti del calcio italiano. La sua presenza, così come quella di Pirlo, è stata criticata da chi ritiene che la partecipazione di grandi figure sportive possa contribuire a normalizzare l'immagine internazionale della Russia.

L'ex Inter con un video su Instagram aveva risposto così alle critiche: "Nelle ultime ore si sta parlando molto del mio viaggio in Russia sono stato mezza giornata partecipando esclusivamente a un'attività riservata ai bambini. Non ho partecipato ad alcuna altra attività allo stadio. Nonostante questo ho capito che la mia presenza quel giorno ha fatto male a molte persone. Ho capito aver commesso una leggerezza, sottovalutando l'impatto della mia azione e non ho problemi ad ammetterlo. Chi mi conosce sa che non mi nascondo mai. Mi sono reso conto di aver deluso molte persone, soprattutto quelle che in Ucraina rischiano la vita ogni giorno. Il mio obiettivo principale è poter far star bene e far divertire, giocando a calcio, bambini di qualsiasi parte del mondo. Ci tengo a dire con tutta la forza che sono contrario a qualsiasi tipo di guerra e di propaganda".

Pirlo e Materazzi insieme a Mosca in occasione della finale della Coppa di Russia, vinta ai rigori dallo Spartak sul Krasnodar allo stadio Luzhniki.
Pirlo e Materazzi insieme a Mosca in occasione della finale della Coppa di Russia, vinta ai rigori dallo Spartak sul Krasnodar allo stadio Luzhniki.

La questione centrale diventa quindi il ruolo degli ex campioni: possono essere considerati soltanto professionisti che partecipano a eventi commerciali oppure, per il peso della loro immagine, devono tenere conto anche del messaggio che trasmettono?

Pirlo e la scelta della FIGC: quale futuro?

Il caso Pirlo è diverso dagli altri perché riguarda il futuro. Totti e Materazzi hanno dovuto affrontare una critica legata alle proprie decisioni personali; mentre l'allenatore Bresciano potrebbe diventare il volto del nuovo corso della Nazionale. La FIGC dovrà decidere se il suo passato recente possa rappresentare un ostacolo oppure se la sua storia calcistica e il suo profilo tecnico possano prevalere sulle polemiche.

La panchina azzurra, prima ancora di avere un nuovo allenatore, si ritrova già al centro di una partita molto più ampia del calcio.

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