Jannik Sinner fatica contro Borges, poi racconta cosa gli sta succedendo: “Mancanza di tennis”

"La mancanza di partite di partite dopo Parigi mi ha messo in difficoltà". Jannik Sinner non usa giri di parole per spiegare come mai abbia faticato tanto e contro Kecmanovic (numero 50 al mondo) e contro Borges (48° nel ranking) a Wimbledon. Ha vinto, sì. Se la cava, perché riesce ad alzare il livello e si trae d'impaccio anche dalle situazioni più critiche ribaltando l'inerzia dell'incontro a favore, ma da lui ti aspetti altro. Che vada in campo come un "robot", giocando senza battere ciglio poiché ha abituato tutti bene (anche troppo…), dando di sé l'immagine di un campione apparentemente immarcescibile, impassibile e concentrato oltre che di grande talento.
E no, non può essere (sempre) così. Lo si è visto al Roland Garros, quando ha ceduto di schianto contro Cerundolo perché venuto meno fisicamente a causa del caldo, dello sforzo e del periodo di super stress da impegni che ne hanno scandito la prima parte della stagione. S'è sottoposto a esami diagnostici, c'è perfino chi ha azzardato spiegazioni medico-scientifiche sulla combo carnagione chiara-colore rosso dei capelli, sostenendo siano per lui come il tallone d'Achille o la chioma di Sansone. Non è proprio così.
Jannik commenta la sfida contro Borges: "Dura ma così entro in ritmo"
La realtà è molto più semplice: è umano anche Jannik, se n'è avuta la riprova. "A causa di quello che è successo al Roland Garros, non avevi giocato molto tennis quando sei arrivato qui lunedì. Senti che la ruggine è sparita?", gli dice l'intervistatrice che coglie nel segno. "Anche oggi in un paio di momenti mi sono accorto che devo ritrovare il ritmo", è stata la conferma dell'italiano. Lo si è notato anche in questo primo scorcio di partite sul prato inglese: ha bisogno di ritrovare l'attitudine, la continuità, il killer instinct, la pulizia dei colpi, la costanza di rendimento. In una parola, deve tornare a essere Sinner. Meglio se ci riesce a partire dal terzo turno così da non andare troppo per le lunghe con l'americano Jenson Brooksby (81° al mondo).
"Oggi sono contento – ha ammesso a caldo -, nei primi due set abbiamo servito molto bene. Non ho avuto molto controllo, ci sono un paio di cose da migliorare". La sfida contro Borges lo ha tenuto sulla corda per due ore e mezza: "È stata dura, ma così entro in ritmo. Sicuramente nel primo match ho sentito la mancanza di match dopo Parigi, ma questo tipo di partite mi hanno aiutato. Domani è il giorno di riposo, ieri non ho fatto molto dopo un incontro difficile".
Sinner e la battuta sul Golf: "Colpisco tutto tra la pallina…"
La chiosa è dedicata alla battuta sul Golf. In tribuna ci sono i campioni della Ryder Cup che hanno assistito alla sua partita e l'interlocutrice gli fa la domanda che un po' lo imbarazza. Sinner, però, mette subito le mani avanti.
"Sì, vi gioco… ma non sono bravo come Carlos Alcaraz. Questo è sicuro. Sono assolutamente certo che se mettessi una pallina da golf, colpirei tutto tranne la pallina… diciamo che c'è ancora un po' da migliorare. Ma è un grande onore giocare davanti a tutti voi. Molti tennisti giocano tanto a golf. Io lo faccio solo per divertirmi. Alcuni lo prendono più sul serio. A me va bene così".