Djokovic si è pentito: “Ho fatto un errore con Sinner, gli ho detto le cose su cui doveva lavorare”

Novak Djokovic nelle scorse ore è stato ospite – assieme ad altre stelle dello sport mondiale – del ‘Fanatics Fest' a New York, un appuntamento durante il quale ha dato sfoggio di tutti i suoi talenti di showman, dedicando anche una battuta scherzosa (ma non troppo…) a Jannik Sinner nel segmento ‘Cold As Balls', un'intervista volutamente non seria in cui gli atleti rispondono seduti in una vasca di ghiaccio. Nella circostanza assieme a Nole c'era anche il comico americano Marcello Hernandez.
Djokovic è pentito dei consigli dati a Sinner: "Forse ho fatto un errore…"
"Gli ho dato tutti questi video su tutto ciò che avevo notato in campo – ha raccontato Djokovic a proposito dei consigli dati a Sinner qualche tempo fa – i suoi punti deboli, i suoi punti di forza, le cose su cui doveva lavorare… e poi, nei tre anni successivi, mi ha battuto a Wimbledon ogni maledettissimo anno. Quindi forse ho fatto un errore, non lo so".
Diokovic peraltro ha volutamente esagerato per dare ancora più enfasi alla sua affermazione, visto che in realtà lo storico dei confronti tra i due a Wimbledon non è esattamente quello indicato dal 39enne campione serbo. Nole ha sconfitto Sinner sui prati londinesi nel 2022 (quarti) e nel 2023 (semifinale), poi nel 2024 non si sono incontrati. Successivamente ci ha perso nel 2025 e anche quest'anno (sempre in semifinale), dunque due volte e non tre.

Quali erano stati i consigli del campione serbo a Jannik: ha raccontato tutto Cahill
Quello che è agli atti della storia del tennis è che effettivamente Djokovic non si è tirato indietro in passato per aiutare Sinner a progredire, pur sapendo che un giorno l'altoatesino sarebbe stato una minaccia per il suo trono. Accadde proprio dopo il loro primo incontro a Wimbledon nel 2022, come avrebbe svelato tempo dopo Darren Cahill, coach di Jannik assieme a Vagnozzi (qui sotto il video, era il podcast di Andy Roddick): "Novak mi disse: ‘Buona fortuna per il lavoro con lui. Sì, colpisce benissimo la palla, ma non c'è variazione. Pochi cambi di traiettoria, nessuna altezza sopra la rete, non viene a rete, non cerca di portarmi dentro al campo. So che risponde bene, ma non è aggressivo sulla risposta. Non attacca il mio servizio'. Mi ha passato in rassegna tutto il suo gioco, l'ha analizzato a fondo. Non è che ci abbia rivelato qualcosa che non sapessimo già, erano cose che stavamo cercando di cambiare".
"Quando dissi a Jannik cosa pensava Novak, la sua risposta fu: ‘Va bene, dammi tutto. Cominciamo a cambiare'…", concluse il racconto Cahill. Cambiamenti che poi in effetti sono stati implementati, portando Sinner al livello che gli è valso il numero uno al mondo, con cinque tornei del Grande Slam vinti. Con annesso pentimento semiserio di Nole…