Chi è Luis de la Fuente, il CT della Spagna che può vincere il Mondiale dopo aver letto un annuncio

Luis de la Fuente, l'attuale commissario tecnico della Spagna che si giocherà il titolo di campione del Mondo contro l'Argentina di Scaloni, è salito alla ribalta internazionale per aver costruito una delle squadre più dominanti degli ultimi anni partendo da un incredibile retroscena: nel 2013, rimasto disoccupato, ha trovato lavoro rispondendo a un annuncio su un giornale e a rispondergli è stata la Federazione spagnola (RFEF) che cercava tecnici per le categorie giovanili.
Da quanto tempo de la Fuente allena la Spagna
Il gioco del calcio incrociato a quello del destino ha reso Luis de la Fuente uno dei più autorevoli Commissari Tecnici in circolazione e protagonista di una storia dai risvolti unici che ha saputo sfruttare al meglio, a tal punto che oggi può provare a laurearsi Campione del Mondo con la Spagna. Un'avventura iniziata con un esonero con l'Alavés, nel 2011, che lo portò a restare senza lavoro e a presentare la propria candidatura, conquistando un posto in Federazione e incominciando quella è nel mondo del calcio, è la scalata più straordinaria di sempre.
Dopo il 2011, Luis de la Fuente per un anno e mezzo era rimasto senza squadra, senza panchina e senza offerte concrete. La svolta è arrivata mentre sfogliava le pagine di un giornale sportivo quando l'occhio gli cadde su una notizia brevissima, un piccolo trafiletto di appena due o tre righe dove si spiegava che la Real Federación Española de Fútbol (RFEF) stava cercando urgentemente dei tecnici per coprire alcune vacanze nel proprio settore giovanile. De la Fuente racconta che sentì un impulso inspiegabile e decise chiamare, parlando direttamente con Iñaki Sáez, storico coordinatore delle giovanili della Roja e che aveva allenato de la Fuentes nelle giovanili dell'Athletic. Il cerchio si era chiuso magicamente: de la Fuente preparò il proprio curriculum vitae e arrivò il primo contratto, ufficiale, il 1° maggio 2013 con tanto di "periodo di prova" di soli tre mesi per dimostrare il proprio valore.

Chi è Luis de la Fuente, la carriera da allenatore prima della Spagna
Nato ad Haro nel 1961 ed ex terzino sinistro di buon livello con l'Athletic Bilbao con cui conquista due Liga negli anni 80, de la Fuente incarna la figura del perfetto maestro di calcio. Per quasi dieci anni ha allenato i migliori talenti della Spagna Under-19 e Under-21, conquistando i rispettivi campionati europei di categoria che poi si è portato con sé in Nazionale maggiore. Si tratta di campioni del calibro di Rodri, Unai Simón, Pedri, Merino, Nico Williams e Lamine Yamal che sono cresciuti tutti sotto la sua guida fin da giovanissimi.

Accolto inizialmente con scetticismo nell'ambiente della Nazionale spagnola, per la assoluta mancanza di esperienza sulle panchine dei grandi club, de la Fuente ha risposto nel modo migliore: con i risultati, collezionando una serie straordinaria di trionfi. Ha vinto la Nations League nel 2023 per poi ripetersi un anno più tardi, a Euro 2024, superando in finale l'Inghilterra. E adesso sta guidando la Roja a una straordinaria cavalcata nei Mondiali 2026 dove, dopo aver eliminato la Francia in semifinale, ha raggiunto una storica finale mondiale che alla Spagna mancava dal 2010, contro l'Argentina.
Luis de la Fuente e Scaloni, cosa lega i due ct di Spagna e Argentina
Il legame calcistico e personale tra Luis de la Fuente e Lionel Scaloni è incredibile e unico. Un rapporto tra due CT che si ritroveranno oggi di fronte per il trofeo più importante di tutti: la Coppa del Mondo. La loro storia è a suo modo incredibile, cominciata diversi anni fa dietro ai banchi di scuola. Il legame più forte risale, infatti, al 2017 quando l'ex difensore argentino Lionel Scaloni decise di iscriversi al Master UEFA Pro organizzato dalla Federcalcio spagnola (RFEF) e uno dei professori principali fu proprio Luis de la Fuente. I due hanno stretto nel tempo un legame di profonda stima e amicizia che dura ancora oggi, condividendo quasi la medesima filosofia calcistica nella perfetta gestione del gruppo.

De la Fuente e Scaloni condividono anche una visione del calcio molto simile, in cui al centro c'è l'importanza dell'essere umano, mettendo in primo piano la gestione dello spogliatoio, l'empatia e la creazione di un gruppo solido davanti ai singoli. Entrambi sono anche collegati da un altro aspetto molto particolare: nessuno dei due ha mai allenato un top club prima di sedersi sulle rispettive panchine nazionali, crescendo prima di tutto come "uomini di federazione". Ultimo filo del legame è la Spagna: Scaloni ha vissuto gli anni migliori della sua carriera nella Liga e, oltre a vivere stabilmente a Maiorca, ha una moglie spagnola e i suoi figli sono nati proprio in Spagna.