video suggerito
video suggerito
Mondiali di calcio 2026

Spagna prima finalista dei Mondiali: Francia dominata, Lamine Yamal decisivo anche senza segnare

I gol di Oyarzabal e Pedro Porro qualificano le Furie Rosse che hanno giocato e vinto (2-0) da squadra. Finale con Inghilterra o Argentina. Transalpini irriconoscibili, non tirano quasi mai in porta.
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

La Spagna è la prima finalista dei Mondiali, attende la vincente di Inghilterra-Argentina che si gioca domani e la raggiungerà il 19 luglio a New York per il big match. Francia battuta (2-0) ed eliminata dopo una partita giocata male, senza guizzi, imbrigliata e incapace di divincolarsi, poco da squadra, mai veramente pericolosa, spuntata nonostante il potenziale offensivo, umiliata dagli olè del pubblico iberico. Tiri nello specchio della porta? Uno al massimo. Troppo poco. È questo il tratto che ha fatto la differenza, è balzato all'occhio e apparso stucchevole per quanto espresso finora. Un vecchio adagio dell'ippica recita: i favoriti si giocano prima, le corse si vincono dopo… i cavalli di razza non mancavano a Les Bleus ma quelli delle Furie Rosse avevano un altro passo e un altro furore. Di Oyarzabal e Pedro Porro i gol, ma nel successo c'è lo zampino di Lamine Yamal: non ha brillato ma è stato lui a procacciare gli episodi decisivi (rigore e assist) oltre a vedersi negata una rete per fuorigioco minimo. A Deschamps adesso resta la finalina amara di consolazione di sabato.

La sciocchezza commessa da Lucas Digne. È l'istante in cui Les Bleus vedono finire in frantumi le loro certezze. E il tonfo è fragoroso quanto l'intervento ingenuo, scomposto compiuto dal difensore che scalcia Lamine Yamal nel tentativo (goffo) di rinviare la palla. Astuto, però, l'esterno d'attacco degli iberici che va dritto sulla sfera, saltando col braccio stretto al corpo e andando a prendere un fallo che è determinante per la concessione del penalty (perfettamente trasformato da Oyarzabal). Non una scorrettezza clamorosa, ma il pestone rifilato dal calciatore transalpino non è di quelli che si possono ignorare e il direttore di gara, Barton, non ha alcun dubbio.

Immagine

Vantaggio meritato? Sì, se si valuta la capacità degli iberici di sfruttare una delle pochissime occasioni costruite/capitate nel corredo accessorio di una partita caratterizzata dall'estremo equilibrio, da moduli speculari, da assetti tattici "bloccati", dal fraseggio della squadra di de la Fuente (che tesse la tela nella quale imbrigliare gli scattisti Mbappé e Dembélé mentre Olise è preso nella morsa di Rodri) e dalla difficoltà dei "galletti" di trovare il varco nel quale lanciare le frecce migliori all'arco.

L'inerzia cambia, ma è questione di poco davvero, perché dopo il tiro dal dischetto di Oyarzabal (5ª rete in questi Mondiali) è la Spagna che tiene saldamente in mano le redini dell'incontro senza correre rischi. Sull'altro fronte la nazionale di Deschamps, già in difficoltà, perde centimetri e un po' di qualità per l'uscita forzata di Saliba (costretto al cambio per infortunio muscolare) rendendo più ostica una situazione già complessa per la Francia. Non c'è gioco corale, è sfilacciata, palesemente spaesata e poco squadra rispetto a un avversario che è calibrato, va a memoria, corre e ragiona poi piazza anche il colpo del ko con Pedro Porro in avvio di ripresa. Bellissima la sponda di Dani Olmo, transalpini tagliati a fette e in confusione. È la Spagna la prima finalista.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views