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13 Luglio 2021
19:05

La farsa dei controlli Covid a Wembley: “Potevo entrare con il buono sconto per una pizza”

I disordini scoppiati a Wembley nel giorno della finale degli Europei, Italia-Inghilterra, sono solo la punta dell’iceberg di un sistema di sicurezza e di controlli saltati del tutto durante l’afflusso e l’accesso allo stadio. Le testimonianze raccolte spiegano bene come sia stato semplice aggirare le verifiche Covid scatenando il caos.
A cura di Maurizio De Santis
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Un buono sconto per una pizza. Bastava anche esibire lo scontrino con il codice a barre rilasciato da un locale a mo' di QR code per entrare a Wembley. Il racconto shock è di un tifoso e spiega bene quali siano state le falle nel sistema dei controlli Covid previsti dai protocolli per l'accesso allo stadio londinese, come il ricorso alle stesse app per il tracciamento sia saltato perché "nessuno era in grado di verificare i dati".

E quanto accaduto nel giorno della finale degli Europei, Italia-Inghilterra, è solo la punta dell'iceberg rispetto a un'organizzazione che ha mostrato falle clamorose nel tracciamento e nella verifica dei dati personali. Eludere e ingannare gli addetti, trovare un espediente per aggirare la situazione s'è rivelato incredibilmente agevole. "Non c'era alcun lettore dei codici – è la testimonianza di un tifoso riportata dal Daily Mail -. Quando lo steward mi ha chiesto se significava che avevo fatto due vaccinazioni ho risposto di sì. E mi ha fatto passare. Ma sarebbe stata la stessa cosa se avessi esibito un buono sconto per la pizza".

Non occorreva alcuno stratagemma in particolare né ricorrere a invenzioni fantasiose: la maggior parte delle persone (e a Wembley c'erano almeno 60 mila spettatori) si presentava con la copia di una certificazione appartenente ad altri soggetti e superava lo sbarramento. Tra le confessioni raccolte c'è anche quella di uno steward che svela come in realtà dinanzi a quell'atteggiamento lui stesso e i colleghi in servizio presso lo stadio fossero impossibilitati nell'effettuare ogni riscontro. È successo contro la Danimarca e la scena s'è ripetuta anche domenica scorsa, quando c'è stato un afflusso maggiore di persone per l'evento che gli inglesi attendevano convinti di festeggiare una vittoria.

"Si scambiavano i test di negatività e non avevamo alcuna possibilità di controllare se quel documento corrispondesse o meno alla persona che avevamo di fronte". Una situazione pazzesca e incredibile anche alla luce della recrudescenza del virus che con la diffusione della variante Delta è tornato a far paura, in Inghilterra come in Europa, alimentando il timore di una terza ondata.

In occasione della finale è accaduto anche di peggio quando, a poche ore dal fischio d'inizio della partita, è stato impossibile controllare la massa di tifosi che s'è riversata verso Wembley senza biglietto, provocando disordini, facendo saltare il cordone predisposto per i controlli Covid fino a raggiungere i tornelli per forzare l'ingresso. La Uefa ha aperto una doppia indagine e messo sotto inchiesta la Football Association ma è il lato meno biasimevole e deprimente delle scene viste domenica scorsa.

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