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Malagò scelto anche da calciatori e allenatori, cosa cambia ora nell’elezione del presidente FIGC

Calciatori e allenatori sostengono Giovanni Malagò per la presidenza FIGC: cosa cambia in vista dell’assemblea elettiva del 22 giugno.
A cura di Michele Mazzeo
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La corsa alla presidenza della FIGC prende una direzione sempre più chiara. Dopo l'indicazione arrivata dalla Lega Serie A, anche calciatori e allenatori hanno scelto di sostenere Giovanni Malagò in vista dell'assemblea elettiva federale del 22 giugno, convocata dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Una scelta pesante non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto numerico: AIC e AIAC infatti valgono insieme il 30% dei voti.

Il comunicato congiunto delle due componenti sposta gli equilibri della partita federale. Il 67enne romano, che aveva già incassato l'appoggio della Serie A, si avvicina così alla soglia necessaria per diventare il nuovo presidente della Federcalcio. Non è ancora un'elezione virtuale, perché il voto resta segreto e ogni delegato mantiene la propria autonomia, ma il segnale è evidente: attorno all'ex presidente del CONI sta prendendo forma un fronte largo.

Giovanni Malagò insieme al presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che lo sostiene nella corsa a diventare nuovo presidente della FIGC
Giovanni Malagò insieme al presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che lo sostiene nella corsa a diventare nuovo presidente della FIGC

Perché la scelta di AIC e AIAC pesa sulle elezioni FIGC

La nota diffusa da Assocalciatori e Assoallenatori arriva a poco meno di due mesi dall'Assemblea elettiva federale e alla vigilia dell'ultima fase utile per la presentazione delle candidature alla carica di presidente della FIGC. Nel testo AIC e AIAC spiegano di aver "maturato un orientamento condiviso individuando in Giovanni Malagò la persona in grado di rispondere alle tante sfide del presente e soprattutto del futuro".

A convincere le due associazioni di categoria sono stati il metodo e i contenuti. Le due associazioni parlano difatti di convergenze su Club Italia, sostenibilità, riforme, progetto tecnico-sportivo e calcio femminile. Temi che, in questa fase, non sono accessori: il calcio italiano arriva da un altro fallimento della Nazionale e da una crisi di sistema che ha portato alle dimissioni di Gravina. Per questo AIC e AIAC insistono sulla necessità di "ragionare di sistema", indicando Malagò come figura in grado di tenere insieme le diverse componenti.

Sul piano dei numeri, la mossa può cambiare tutto. La Serie A pesa circa il 18% dell'assemblea elettiva e aveva già indicato Malagò come proprio candidato. A questo pacchetto si aggiungono ora il 20% dei calciatori e il 10% degli allenatori. In teoria l'ex numero uno del CONI può quindi partire da un'area di consenso vicina al 48%, a un passo dalla maggioranza assoluta richiesta per l'elezione.

Giancarlo Abete è candidato alla presidenza della FIGC, che ha retto fino al 2014.
Giancarlo Abete è candidato alla presidenza della FIGC, che ha retto fino al 2014.

Il duello con Abete e i prossimi passaggi

La partita, però, non è ancora chiusa. Dall'altra parte resta Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che può contare sulla componente più pesante dell'assemblea: la LND vale infatti il 34% dei voti. Se i dilettanti dovessero restare compatti sul suo nome, il confronto si giocherebbe sugli equilibri delle altre leghe professionistiche.

Restano difatti da definire le posizioni della Serie B, che pesa il 6%, e della Lega Pro, che vale il 12%. Saranno i prossimi incontri con i candidati a chiarire se anche queste componenti potranno convergere su uno dei due candidati o se preferiranno tenere aperta la partita fino al voto. Serie B e Serie C dunque sono ora l'ago della bilancia per l'esito delle elezioni ma non solo. Se per Abete i loro voti sarebbero vitali per avere una maggioranza, seppur risicatissima, nell'assemblea elettiva, per l'ex presidente del CONI sarebbe importantissimo avere il sostegno di entrambe in quanto il suo obiettivo non è soltanto quello di arrivare alla maggioranza, ma anche e soprattutto quello di costruire una base abbastanza ampia da governare una federazione uscita indebolita dall’ultima crisi.

La scelta di AIC e AIAC è stata accolta con favore anche dalla Lega Serie A, che ha parlato di "un segnale importante di unità e responsabilità". È il punto politico della giornata: Malagò non ha ancora sciolto formalmente tutte le riserve, ma il fronte che lo sostiene si è allargato in modo decisivo. Ora la domanda non è più solo se si candiderà, ma con quale sostegno potrà presentarsi alle elezioni per il nuovo presidente FIGC.

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