Spagna irriconoscibile contro Capo Verde, Oyarzabal sparisce per mezz’ora: non accadeva dal 1966

Altro che vittima sacrificale della Spagna. Capo Verde ha imbrigliato la corazzata di Luis de la Fuente sullo 0-0, mettendo a nudo i limiti di un gioco stranamente prevedibile e lento. Il 75% di possesso palla e i 27 tiri totali, di cui solo 7 in porta, non sono bastati a superare il 40enne Vozinha estremo difensore che si è preso la scena. Inutile sottolineare quanto ci si aspettasse molto di più da una delle grandi favorite di questi Mondiali. Un dato in particolare fotografa nel migliore dei modi la sterilità mostrata per larghi tratti della nazionale spagnola.
Mikel Oyarzabal non ha toccato palla per 30 minuti in Spagna-Capo Verde
Emblematico quanto emerso infatti su quello che sarebbe dovuto essere il terminale offensivo della Spagna, ovvero Mikel Oyarzabal. L'attaccante della Real Sociedad nel primo tempo si è rivelato un vero e proprio fantasma: secondo i dati Opta infatti nei suoi primi 30′ di match non ha toccato il pallone nemmeno una volta. Al netto dei movimenti funzionali al gioco della sua squadra, non ha dunque partecipato attivamente a nessuna azione della Spagna. Un dato per certi versi sconcertante se si considera lo storico e proverbiale palleggio delle Furie Rosse. Una situazione del genere, per un calciatore impegnato ai Mondiali, non si verificava addirittura dal 1966. Insomma il centravanti è stato un fantasma per mezz'ora.
Prestazione disastrosa della squadra di de la Fuente
E pensare che Mikel Oyarzabal si presentava a questa rassegna iridata come uno dei giocatori più in forma. L'esperto attaccante arrivava a Spagna-Capo Verde con uno score di 12 gol e sei assist nelle ultime 11 gare, e con sei match consecutivi a segno. Nella settima però, ecco il flop nonostante la proverbiale generosità. Solo in un paio di occasioni ha provato a premiare il lavoro di Cucurella sulla sinistra senza però alcuna fortuna. E in questo scenario l'assenza per 70′ di Lamine Yamal si è fatta sentire ancora di più in un attacco molto sotto tono, con Ferran Torres che è stato l'unico a rendersi pericoloso, al netto di un voto comunque insufficiente in pagella, al contrario di un Gavi (scelta molto contestata di de la Fuente) apparso un pesce fuor d'acqua.
Alla luce di tutto questo le parole del ct de la Fuente sono emblematiche: "Sono una squadra molto organizzata, abbiamo visto che si chiudevano in difesa. È molto difficile creare spazi del genere, anche se ne abbiamo creati alcuni; ci è mancata un po' di circolazione per generarli, ma quando la palla non vuole entrare, non vuole entrare. Ci sono stati tiri, occasioni e la voglia di chiudere la partita in fretta, ma sappiamo che è molto difficile vincere con loro".