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Inchiesta escort-calciatori a Milano

La droga del palloncino consumata dai calciatori di Serie A deve preoccupare i club: danni neurologici

Dall’inchiesta sul giro di escort che coinvolge decine di calciatori di Serie A emerge anche l’uso da parte di questi ultimi della “droga del palloncino”. Questa dovrebbe essere la preoccupazione maggiore per i club che pagano milioni per le prestazioni di sportivi di alto livello: i possibili danni neurologici e l’impatto sulle prestazioni fisiche.
A cura di Paolo Fiorenza
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Mason Greenwood mentre fa uso della droga del palloncino, in un video ottenuto dal Sun
Mason Greenwood mentre fa uso della droga del palloncino, in un video ottenuto dal Sun
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Se un calciatore strapagato di Serie A, che gioca in top club come Inter, Milan e Juventus, richiede un servizio di escort, ovvero che gli si procacci una prostituta, sono sicuramente affari suoi, su cui ognuno si farà la sua opinione in base al proprio sistema valoriale. Così come non rileva da un punto di vista della legalità il fatto che i giocatori in questione paghino per avere prestazioni sessuali: né chi si prostituisce né chi va con prostitute commette un reato penale in Italia, se tutto avviene tra adulti consenzienti.

L'inchiesta milanese: la "droga del palloncino" spesso richiesta dai calciatori di Serie A assieme alle escort

Il punto che piuttosto dovrebbe preoccupare non poco i club della massima serie che hanno profumatamente a libro paga i calciatori coinvolti nell'inchiesta milanese sul giro di escort (sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione quelli sì che sono reati) è l'uso di protossido di azoto a scopo ricreativo, ovvero la cosiddetta "droga del palloncino", così chiamata perché si inala da un palloncino gonfiato dalla bomboletta. I possibili danni dell'uso reiterato del gas esilarante in questione non sono infatti da minimizzare, contrariamente alla narrazione per cui sarebbe pressoché innocuo (oltre che non visibile all'antidoping, motivo per cui viene richiesto dai calciatori).

L'indagine della Procura di Milano ha portato all'arresto ai domiciliari di quattro indagati, oltre al sequestro preventivo di 1,2 milioni di euro. L'ordinanza del GIP parla di "pacchetto all inclusive dopopartita" per clienti vip: serata in locali di lusso, hotel a 5 stelle, escort (circa 100 ragazze reclutate, molte 18-20enni), più in alcuni casi gas esilarante in palloncini. Coinvolti una settantina di calciatori di Serie A (di Inter, Milan, Juve, Verona, Torino, Sassuolo, Monza e squadre in trasferta a Milano): come detto, non sono indagati, i loro nomi sono citati a proposito delle analisi della Procura milanese sui dispositivi dei titolari dell'agenzia oggetto di indagine.

Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, titolari della Ma.De. Luxury Concierge, l’agenzia oggetto dell’indagine milanese
Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, titolari della Ma.De. Luxury Concierge, l’agenzia oggetto dell’indagine milanese

Nelle intercettazioni, uno degli indagati scrive: "Amo ci servono i palloncini… siamo al Duca, al Me Milan". Un altro scambio recita: "Ok, ti mando qualcuno", mentre una ragazza è già in camera d'albergo con un calciatore che chiede il gas. Nella denuncia di una delle ragazze, in una discoteca abusiva a Cinisello Balsamo il gas in palloncini veniva "spesso consumato" ed era "gradito agli atleti" proprio per la non rilevabilità ai test antidoping. Il gas non era obbligatorio, ma parte del pacchetto per alcuni clienti. Non emergono numeri esatti di quanti calciatori l'abbiano richiesto con le escort, ma è descritto come frequente nelle serate post partita.

I club di Serie A dovrebbero prendere molto seriamente la questione dell'uso di protossido di azoto

Il protossido di azoto non è una sostanza dopante: non è nella lista dell'Agenzia Mondiale Antidoping, non lascia tracce nei test e non è considerata tale da migliorare le prestazioni sportive. Ma i rischi sanitari sono reali e documentati. Dal punto di vista di un club di massimo livello è un investimento di milioni messo a rischio, senza scomodare la preoccupazione per i ragazzi. Anche se è legale e invisibile ai test, un uso ricreativo ripetuto del gas esilarante può compromettere recupero, coordinazione e integrità fisica a lungo termine. Peraltro i club solitamente hanno clausole contrattuali su condotta e salute dei propri tesserati, con riferimento sia a infortuni evitabili che all'immagine. Un calciatore con danni neurologici (anche lievi) è un rischio economico enorme: calo di rendimento, infortuni, costi medici, possibile rescissione o svalutazione.

Il gas N₂O è un antagonista dei recettori NMDA (simile a taluni anestetici). Inibisce temporaneamente la trasmissione nervosa, rilascia endorfine e dopamina, e causa una breve dissociazione. Si inala puro da palloncino (riempito da cartuccia o bombola), perché in questa modalità di utilizzo è discreto, veloce e dosabile. È economico e abbastanza facile da reperire, l'effetto è rapidissimo visto che il picco arriva dopo alcuni secondi e non dura tanto (massimo cinque minuti), e soprattutto non lascia nessuna traccia nel sangue e nelle urine dopo poco tempo. È dunque ideale per serate senza conseguenze visibili. Lo si cerca per provare euforia, risate incontrollate (da cui il nome anche di "droga della risata"), rilassamento, senso di dissociazione, senza incorrere in down pesanti come succede per altre sostanze.

Il gas esilarante si usa a scopo ricreativo inalandolo da un palloncino gonfiato da cartuccia o bombola
Il gas esilarante si usa a scopo ricreativo inalandolo da un palloncino gonfiato da cartuccia o bombola

I rischi per la salute di chi fa uso di gas esilarante e i possibili impatti su uno sportivo

Secondo il rapporto dell'EUDA (Agenzia dell’Unione Europea per le Droghe), gli effetti acuti (probabili, anche con uso occasionale) del protossido di azoto includono vertigini, nausea, disorientamento, perdita di coordinazione, ipossia, formicolio, mal di testa. E ancora: rischio di incidenti (cadute o mentre si guida) e in casi estremi incoscienza o asfissia.

L'uso frequente e pesante può invece provocare mieloneuropatia con danni al midollo spinale e ai nervi periferici, causando formicolii, debolezza muscolare, perdita di coordinazione, difficoltà a camminare, disturbi intestinali e vescicali, disfunzione sessuale e, nei casi più gravi, danni neurologici permanenti. Se si parla di atleti, il danno neurologico può influire su coordinazione, forza, equilibrio e recupero: non ci vuole un genio per capire l'impatto per chi vive di prestazioni fisiche.

Il protossido di azoto in Italia è legale, ma non può essere venduto con esplicito scopo ricreativo: una zona grigia

In Italia il protossido di azoto è legale per usi medici (come anestetico) e alimentari (ad esempio nelle bombolette di panna). Peraltro, non essendo classificato come stupefacente, l'uso personale privato non è un reato penale. Non c'è dunque una norma che vieta esplicitamente l'inalazione a scopo ricreativo da parte di un adulto in casa sua o in privato. Ne è vietata la vendita ai minori in qualsiasi forma, mentre cartucce piccole e bombole sono vendibili liberamente a maggiorenni, purché non per uso ricreativo esplicito. Insomma possono essere vendute in supermercati, negozi di articoli per cucina, online, etc, purché dichiarate per uso lecito (alimentare come additivo E942, tecnico o medico). Non si possono invece pubblicizzare o vendere esplicitamente "per uso ricreativo" o "per palloncini". Il cliente adulto le compra legalmente, poi se a casa sua usa il gas per inalazione non commette reato penale, perché non è una sostanza stupefacente e non c'è un divieto esplicito di uso ricreativo privato.

Procacciamento e cessione tra adulti non è reato, ma molte città italiane (come Milano, Roma e diverse località balneari) hanno emesso ordinanze urgenti che vietano tassativamente il consumo e la vendita per uso ricreativo in aree pubbliche, con multe salate e sequestro del materiale. Insomma è la classica ‘zona grigia'. Il Ministero della Salute e le forze dell'ordine stanno monitorando il fenomeno con estrema attenzione e non è escluso che il protossido d'azoto possa essere inserito a breve nelle tabelle delle sostanze vietate, come già accaduto in altri Paesi europei (ad esempio nel Regno Unito).

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