Calciatori, imprenditori ed escort: gli affari delle agenzie di PR che governano le notti di lusso a Milano

Milano è una città dalla doppia faccia. Di giorno, è la capitale economica del Paese, dove investitori, gente dello spettacolo e lavoratori cercano fortuna e un modo per guadagnarsi lo stipendio. Di notte, le luci dei locali si accendono per offrire ogni tipo di svago. Ad alcuni bastano una pizza e una birra in amicizia, ma c'è anche chi vuole di più. Piatti ricercati, musica spinta da dj famosi, piacevoli compagnie ed esperienze fuori dall'ordinario. È in questa fetta di mercato, ben più radicata e storica di quanto non si pensi, che si inseriscono alcuni dei ristoranti e dei club finiti al centro dell'ultima inchiesta della Procura di Milano su un presunto giro di escort al quale si sarebbero rivolte personalità come calciatori professionisti, sportivi e imprenditori.
Lo scorso 20 aprile, i titolari dell'agenzia Ma.De. Luxury Concierge e i loro più stretti collaboratori sono finiti agli arresti domiciliari con le accuse di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Interrogati, davanti al giudice e al procuratore titolare dell'indagine si sono difesi sostenendo che loro organizzano "semplici serate mondane". Serate che, secondo l'accusa, si sarebbero tenute in 26 locali (non indagati) della movida milanese, tra cui il Tuya Milano in zona Porta Nuova. Dopo aver parlato con persone vicine a questi ambienti, Fanpage.it è in grado di raccontare cosa accade davvero nelle notti milanesi e chi le rende possibili.
Il ruolo delle agenzie di pr
"I ristoranti di Milano di un certo tipo, dove una cena costa centinaia di euro a persona, sono spartiti tra agenzie di pr della città e della provincia", ha spiegato a Fanpage.it l'avvocato Giuseppe Zaccaglino, che rappresenta il Tuya Milano, aperto nell'ottobre del 2024: "O sei la Langosteria, che vive di nome e fama propria perché frequentato dai migliori dj set milanesi, oppure la clientela te la costruisci grazie ai pr e agli influencer che pubblicano storie dove mangiano nel tuo locale. Ci sono ristoranti che vivono solo grazie a pr che li riempiono tutte le sere".
Il pr è, letteralmente, l'esperto in "pubbliche relazioni". In sostanza, quando un imprenditore facoltoso o, in questo caso, uno sportivo vuole fare serata a Milano, si rivolge a una delle agenzie di pr che poi si occuperà di organizzare la cena e, la giustizia stabilirà in che termini, anche il dopocena. "È chiaro che l'agenzia indirizza il cliente nei posti in cui è sicuro che spenderà tanto", ha continuato Zaccaglino: "Più il cliente spende, più la provvigione per il pr sarà alta. Perciò, non lo si manda a mangiare una pizza, piuttosto lo si porta in un posto dove con 400 euro ci fa appena l'aperitivo e si cerca di mettergli anche compagnia al tavolo".
Terminata la cena, la serata prosegue in discoteche e pub, dove il modello si ripete. "Se un locale sa che arriverà un certo tipo di clientela, la bottiglia più costosa la mette da parte", ha detto ancora Zaccaglino, "non gli propone un prosecco da 60 euro, ma magari uno champagne da 8mila euro. L'obiettivo del pr è fare cassa, quindi si deve rivolgere a locali che siano in grado di offrire certi prodotti e giustificarne il prezzo con servizio e qualità".
Le ragazze-immagine e gli influencer
Come emerso nell'ultima inchiesta della Procura di Milano, la Ma.De. Luxury Concierge avrebbe messo a disposizione dei propri clienti circa un centinaio di ragazze-immagine giovanissime con le quali "fare serata". Queste, essendo per lo più studentesse che vanno avanti con la paghetta dei genitori, sono ritenute più "ricattabili e malleabili". A reclutarle sono gli stessi pr, spesso in discoteca o nei club, che propongono loro cene in locali di lusso alle quali prendono parte anche personaggi dall'elevata disponibilità economica. A volte, però, l'approccio avviene attraverso i social, con agenti che convincono ragazze che hanno già un buon seguito a diventare l'immagine di un locale, in cambio di ulteriore visibilità e denaro.
"Difficilmente una donna di 30 anni accetta determinate condizioni per guadagnare appena 50 euro", ha affermato Zaccaglino, "è più facile convincere ragazze che al massimo si possono permettere un panino al fast food, che hanno bisogno di più soldi, che solitamente non hanno un lavoro e che sperano in questo modo di conoscere l'uomo ricco con cui trascorrere le giornate. La promessa è che oltre al delirio della vita notturna possa esserci di più".
Il sistema delle ragazze-immagine è, quindi, gestito dalle agenzie di pr, almeno per quanto riguarda i ristoranti. Posti come il Tuya si interfacciano solo con loro, i quali si occupano di portare gruppi di persone in cambio di una percentuale dell'incasso. "Sono i pr che vengono a cercare il ristorante", ha continuato Zaccaglino, "al Tuya non interessa se il cliente arriva accompagnato dalla moglie o da una ragazza-immagine. Conta solo se mangia e se paga".
Diverso, invece, il discorso che riguarda le discoteche o i club. Un esempio su tutti: il Tocqueville, in zona corso Como, ha pr fissi e qui la presenza di ragazze-immagine, ma anche di influencer, svolge un ruolo chiave nell'attirare clienti. "Portare una ragazza a cena non è molto funzionale per un certo tipo di interesse", ha spiegato Zaccaglino, "quello è solo il primo step. L'importante è trovarne una dopo, quando puoi provare a organizzare altro".
Il giro di escort nei locali
Quando sono iniziate a circolare le prime informazioni relative al presunto giro di escort nei locali della movida milanese, il tenore medio dei commenti di chi leggeva era: "Sai che novità, a Milano è sempre stato così". Come ha raccontato ancora l'avvocato Zaccaglino, che da anni lavora su casi simili, associazioni finalizzate allo sfruttamento della prostituzione esistono da decenni. Se fino a qualche tempo fa queste attività erano in mano a criminali che costringevano ragazze, soprattutto straniere, a vendere il proprio corpo minacciandole con la forza o togliendo loro il passaporto, con l'avvento dei social certe dinamiche si sono evolute. "Senza entrare nel caso specifico, non è da escludere che ci siano agenzie che di giorno si occupano di altro e che la sera organizzano serate spinte. Diciamo che non mi stupirei se dovessero essere scoperte", ha affermato il legale: "Più una città è a vocazione metropolitana e ha un taglio internazionale, più la domanda cresce. E se c'è più domanda, è un attimo che l'offerta si alza".
La prostituzione in Italia non è reato. Una donna, o un uomo, è liberissima di usare il proprio corpo come meglio crede. Al contrario, se qualcuno per esempio affitta una camera a una prostituta consapevole del tipo di attività che andrà a svolgere al suo interno commette il reato di induzione alla prostituzione. Oppure ancora, se si agevola quel tipo di pratica, è favoreggiamento alla prostituzione, e se si chiede una parte del compenso, è sfruttamento della prostituzione.
Qui la domanda sorge spontanea: se un ristorante, una discoteca o un club, è consapevole della presenza al suo interno di prostitute o gigolò, commette un qualche tipo di reato? La risposta è no. "Ipotizziamo che nel mio locale tutte le sere arriva una donna, si siede a un tavolo e ordina da bere. Per me è una cliente come tante. Poi magari si avvicina a un uomo, si fa pagare e lo porta in un hotel. Anche se dovesse arrivare un controllo della polizia, non accadrebbe nulla perché non stanno facendo niente di male", ha spiegato l'avvocato Zaccaglino: "Un vero controllo dovrebbe cercare di capire se quella donna è costretta da qualcuno a prostituirsi, se poi è obbligata a dividere i soldi con qualcuno. Un locale può anche essere pieno di prostitute, ma deve esserci una prova di sfruttamento".
"Tutti sapevano cos'era il Pineta"
È stato stimato dalla Procura che, in meno di due anni di attività, la Ma.De. ha incassato poco più di 1,2 milioni di euro. Se dovessimo considerare solo i circa 70 calciatori che sono stati citati nell'inchiesta, e di cui non si sa nemmeno se abbiano partecipato o meno a quelle serate, questi avrebbero versato all'agenzia circa 190mila euro. Restando sempre nel campo delle ipotesi, con il "pacchetto completo", composto da cena, dopocena ed escort in hotel, avrebbero speso più o meno 2.700 euro a testa. Cifra comunque non così rilevante, se consideriamo che la maggior parte di questi calciatori percepiscono stipendi milionari.
"A meno che non ci siano intercettazioni in cui vengono esplicitate le spese, non si potrà sapere mai quanto effettivamente costavano quelle serate. Il giro di contanti non è rintracciabile", ha spiegato Zaccaglino: "È possibile che un cliente possa aver speso anche 10mila euro per una sola serata, ma con quei soldi il pr ci ha pagato il conto del ristorante, della discoteca e, se sarà dimostrato, della escort e della stanza d'albergo. Le indagini parlano di sfruttamento della prostituzione, dubito però che qualcuno abbia costretto qualcun altro a fare cose che non voleva puntandogli la pistola contro. Chiaro, se poi viene provato che trattenevano una percentuale sulle eventuali prestazioni sessuali, dovranno essere condannati".
Appena un anno fa, un'inchiesta simile aveva travolto La Gintoneria di Davide Lacerenza e la sua socia, ed ex compagna, Stefania Nobile. I due erano stati accusati di aver organizzato un giro di prostituzione e droga all'interno del locale di via Napo Torriani e nel vicino privè La Malmaison. Secondo l'accusa, offrivano ai clienti "pacchetti" fino a 10mila euro con escort, droga e champagne sia all'interno del club, che a domicilio. La loro vicenda si è conclusa con patteggiamenti a 4 anni e 8 mesi per Lacerenza e 3 anni per Nobile.
Al Tuya, invece, di serate organizzate dalla Ma.De. ce ne sarebbero state pochissime: "Feste come quelle intese dalla Procura, non ce ne sono mai state apertamente", ha detto ancora l'avvocato che rappresenta il locale, "erano più i titolari dell'agenzia che venivano e che portavano amici loro. Ma erano cene normalissime, arrivavano, mangiavano, pagavano il conto e finiva lì. Calciatori e imprenditori arrivavano da noi come normali clienti. Certo, poi di solito andavano al Pineta, ma tutti sapevano cos'era il Pineta".