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Inchiesta escort-calciatori a Milano

Caso escort, pm ascoltano le ragazze e anche i calciatori potrebbero essere testimoni: si indaga sui conti all’estero

La Procura di Milano ha iniziato ad ascoltare le ragazze che sarebbero finite nel presunto giro di escort organizzato dall’agenzia Ma.De. di Cinisello Balsamo. Anche i calciatori, che non sono indagati, potrebbero essere sentiti come testimoni.
A cura di Enrico Spaccini
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Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini (foto da Instagram)
Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini (foto da Instagram)
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Sono iniziate le prime audizioni dell'inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di prostituzione che vede al centro l'agenzia Ma.De. Luxury Concierge di Cinisello Balsamo. La procuratrice aggiunta Bruna Albertini, che coordina le indagini del nucleo di polizia Economico Finanziaria della guardia di finanza, ha già convocato alcune delle ragazze-immagine delle feste a cui partecipavano calciatori, sportivi e vip, soprattutto quelle che si sarebbero offerte anche come escort a fine serata. Nessuna di loro, così come i "clienti" e i vari locali, è indagata, ma queste testimonianze potrebbero fornire elementi utili per ricostruire la vicenda. Gli investigatori, infatti, hanno già sequestrato 1,2 milioni di euro, ma sono ancora sulle tracce dei profitti che, stando a quanto emerso finora, sarebbero stati trasferiti in Lituania e poi fatti sparire.

Le ragazze-immagine reclutate anche tra le studentesse

L'inchiesta della Procura milanese, scattata nell'agosto 2024, ha portato alcuni giorni fa all'esecuzione dell'ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari di quattro indagati, che in tutto sarebbero una decina. In particolare, Deborah Ronchi, titolare dell'agenzia Ma.De., e il suo compagno Emanuele Buttini sono accusati di essere promotori di un'organizzazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e altri reati come autoriciclaggio. I militari della guardia di finanza hanno già provveduto al sequestro preventivo di circa 1,2 milioni di euro, dei quali oltre 180mila sarebbero stati versati da calciatori di Serie A, e anche leghe minori, tramite bonifici.

Secondo quanto ricostruito finora, infatti, Ronchi e Buttini, insieme a due collaboratori, avrebbero organizzato serate nei locali della movida milanese che a volte terminavano con i "clienti" che andavano in una camera d'albergo di lusso in compagnia di escort e droga del palloncino. L'agenzia avrebbe avuto un centinaio di ragazze-immagine, ma meno di dieci di loro, italiane e straniere tra i 19 e i 21 anni, si sarebbero prostituite. Il "cliente" pagava gli organizzatori della serata, anche mille euro ogni volta, e sarebbero stati poi loro ad occuparsi di corrispondere una percentuale alle escort. Tra le ragazze ci sarebbero state anche studentesse mantenute dai genitori, le quali accettavano il lavoro di ragazza-immagine per guadagnare qualche soldo. Davanti agli inquirenti avrebbero confermato che sarebbero state reclutate come accompagnatrici nei locali, ma che a volte veniva proposto loro un lavoro "extra".

Le analisi sui dispositivi degli indagati

Durante le indagini, la guardia di finanza ha accertato che parte dei presunti profitti illeciti era stata dirottata in conti correnti di banche con sede in Lituania. Tuttavia, questo denaro sarebbe già stato spostato altrove. Le audizioni delle ragazze potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire il reale flusso di denaro. Non è escluso che nei prossimi giorni possano essere convocati anche i "clienti", come gli stessi calciatori i cui nomi sarebbero stati citati nelle conversazioni tra gli indagati.

Stando a quanto emerso, è stata completata la copia forense dei dispositivi sequestrati agli indagati dalla Procura. L'esame del loro contenuto verrà eseguito con la forma dell'accertamento irripetibile, dando così a tutti la possibilità di partecipare con un proprio consulente.

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