Ilaria D'Amico festeggia Gigi Buffon, suo compagno nella vita, il giorno del suo 43° compleanno trascorso, come spesso gli capita da oltre 25 anni, tra campo e casa. Ieri, in porta titolare nella sfida contro la SPAL, ha tagliato il traguardo della semifinale di Coppa Italia e nelle prossime settimane penserà anche al suo futuro professionale, come ha confermato la conduttrice in una intervista a ‘Tuttosport'.

Buffon potrebbe prolungare con la Juventus, fino al 2022, verso le 45 primavere per tagliare nuovi traguardi. Dopotutto le voci di un ritiro non si sentono più da tempo e il ritorno ciclico in campo grazie al turn-over tra i pali di Pirlo sta dimostrando che è ancora in grado di fare la differenza. Senza qualche scivolone di troppo, come nel caso della famosa frase blasfema pronunciata nel silenzio dello stadio durante Parma-Juventus, per la quale è stato deferito.

Una frase che si è sentita e che ha fatto discutere, aprendo dibattito e conseguenti polemiche: chi dice che un deferimento disciplinare non basta, chi non commenta e sorvola e chi, come la D'Amico non si tira indietro sulla questione: "Fa parte del suo gergo, della sua toscanità ma so che sono cose da campo. E poi vorrei sapere se ha usato la ‘d' o la ‘zeta'. E' il primo a rimanerci male, quando capita"

Dunque, il più importante mea culpa arriva dal nucleo familiare dove, afferma la D'Amico, Gigi si arrabbia moltissimo non appena i figli pronunciano frasi ed espressioni sbagliate. Nel bene o nel male, quindi lo si deve prendere così com'è perché anche Superman non è perfetto: "Fuori è una persona zen, scivola per l'agonismo che ci mette in campo".

Il campo, appunto. Quello che Buffon dovrebbe calcare ancora a lungo visto che non si parla di salutare il calcio: "L'altro giorno ha detto a suo figlio che supererà il record dei 50 anni di Miura. Diciamo che fra un mese si saprà qualcosa di più, verso marzo. Una carriera da allenatore? Mi auguro di no: insieme al portiere è uno dei ruoli di maggior pressione. Sono compagna di un portiere, non vorrei esserlo anche di un tecnico".